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Il fatto

Picchia il figlio con il cucchiaio a Catania, scatta il divieto di avvicinamento per i genitori

martedì 13 Gennaio 2026
Gli agenti della Squadra mobile di Catania hanno eseguito il divieto di avvicinamento, disposto dal gip, nei confronti dei genitori dell’undicenne picchiato con un cucchiaio di legno dal padre, mentre gli urla ‘io sono il tuo padrone’.
I due sono indagati per maltrattamenti aggravati in concorso. Il video dell’aggressione postato dalla vittima, il 3 gennaio scorso, su Tik Tok, utilizzando il profilo di un familiare, è diventato virale sui social. La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per entrambi, ma il gip ha rigettato la richiesta. Un altra divergenza sulle esigenze cautelari dopo che il giudice per le indagini preliminari non aveva confermato il fermo del padre, eseguito dalla squadra mobile, ritenendo non sussistente la reiterazione del reato per contestare il maltrattamento in famiglia e disposto la sua scarcerazione.
Dalle testimonianze dei prossimi congiunti – spiega in una nota il procuratore Francesco Curcio – è emerso un quadro indiziario di sistematica sottoposizione del minore a maltrattamenti da parte di entrambi i genitori”. In particolare la madre, “anche in modo autonomo, avrebbe in più occasioni colpito il bambino con un cucchiaio di legno e che sarebbe stata lei l’autrice del filmato da cui erano partite le indagini“.
Il video sarebbe stato registrato alla presenza delle altre tre figlie minorenni per mostrarlo all’undicenne ogni volta che non avrebbe osservato le regole imposte.
Dalle indagini sarebbe emerso “un quadro indiziario di violenze ripetute che hanno provocato sul corpo del minore, in più circostanze, lividi e segni di violenza“. “Il ripetersi nel tempo degli eventi, la gravità dei fatti e il pericolo concreto che potesse compromettersi la genuina acquisizione della prova – sottolinea la Procura – hanno indotto l’ufficio a richiedere la custodia cautelare in carcere“.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il padre avrebbe “reiteratamente umiliato il minore con l’uso di espressioni offensive“. Le indagini avrebbero inoltre, permesso di ricostruire “ulteriori drammatici episodi” in cui l’uomo, per banali monellerie come essere salito su un banco di scuola o avere fatto piangere una delle sorelline, avrebbe picchiato la piccola vittima e l’avrebbe rinchiusa a chiave in uno sgabuzzino”. Analogamente sarebbero emersi “rimproveri e schiaffi ai danni delle tre figlie della coppia di 8, 7 e 4 anni“.
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