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Lunedì 29 dicembre al Teatro Sant'Eugenio

“Premio Bombetta d’Argento” a Palermo in omaggio all’attore Lando Buzzanca: si celebra l’eleganza, il talento e la popolarità

sabato 27 Dicembre 2025
Premio "Bombetta d'Argento" dedicato a Lando Buzzanca

È stata ufficialmente programmata la data di recupero della prima edizione del “Premio Bombetta d’Argento”, dedicata a uno dei grandi protagonisti del teatro e del cinema italiano: Lando Buzzanca.

L’evento si terrà lunedì 29 dicembre alle ore 17.30 presso il Teatro Sant’Eugenio di Palermo, mantenendo stesso luogo, stessi ospiti e stesso spirito celebrativo.

Il Premio Bombetta d’Argento nasce come nuovo riconoscimento dedicato alla cultura siciliana e ai suoi interpreti più rappresentativi. Questa prima edizione rende omaggio all’attore palermitano Lando Buzzanca, simbolo di eleganza, talento e popolarità, che ha segnato la storia del cinema e della televisione italiana con oltre 110 film.

Lo spettacolo sarà condotto da Vincenzo Canzone, con la direzione artistica di Marco Li Vigni, ideatore del Premio, per l’associazione CORAM. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. All’evento prenderà parte l’assessore Giampiero Cannella.

 

Lando Buzzanca: Il “Merlo Maschio” dal cuore palermitano

 

Nato a Palermo il 25 agosto 1935,  Gerlando Buzzanca (questo il suo vero nome) non è stato solo un attore di successo, ma il riflesso di un’intera isola che cercava il riscatto attraverso l’arte. Figlio di un proiezionista cinematografico, Lando cresce respirando la polvere magica delle sale siciliane, sognando una carriera che lo avrebbe portato lontano, ma senza mai recidere quel “cordone ombelicale” con la sua terra d’origine.

“Merlo maschio” 1971

L’esordio e la maschera siciliana

A soli 17 anni lascia Palermo per Roma, portando in valigia poco più di un sogno e quella parlata vibrante che sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica. Il debutto avviene con piccoli ruoli, ma è l’incontro con Pietro Germi a cambiare tutto.

In capolavori come Divorzio all’italiana (1961) e Sedotta e abbandonata (1964), Buzzanca incarna perfettamente lo stereotipo — allora tanto caro al cinema — del siciliano orgoglioso, geloso e incastrato in codici d’onore arcaici, riuscendo però a infondervi una satira sottile e una mimica irresistibile.

L’Homo Panormitanus: tra satira e realtà

Negli anni ’70, il successo esplode con la commedia erotica all’italiana. Buzzanca diventa il “Merlo Maschio”, il simbolo di un’Italia in trasformazione. Tuttavia, dietro la maschera del seduttore goffo, restava sempre l’attore di razza formato alla scuola siciliana. Il suo legame con Palermo si manifestava in ogni gesto: quella risata rauca, lo sguardo sornione e una gestualità tipicamente palermitana che rendeva i suoi personaggi umani, fragili e, per questo, amatissimi dal grande pubblico.

Egli stesso amava ricordare come la sua educazione palermitana fosse stata la chiave per interpretare il mondo. insegnato una forma di ironia resistente e capace di sorridere anche nelle difficoltà, un tratto che ha portato con sé in ogni ruolo.

Il ritorno alle radici: il teatro e la maturità

Dopo il grande successo cinematografico, Buzzanca non dimenticò mai il palcoscenico, tornando spesso a Palermo per calcare le scene dei teatri storici della città. La sua versatilità lo portò a interpretare ruoli drammatici di altissimo livello, come nel film “I Viceré” di Roberto Faenza, dove diede prova di una maturità artistica straordinaria, vestendo i panni del Principe Giacomo con una nobiltà che solo chi conosce profondamente l’anima aristocratica e decadente della Sicilia può restituire.

Lando Buzzanca non è stato solo un attore di “genere”, ma un artista che ha saputo sdoganare la sicilianità oltre i confini regionali, portando la parlata e l’ironia di Palermo nelle case di milioni di italiani.

L’attore muore il 18 dicembre del 2022, all’età di 87 anni. Il funerale si è svolto il 21 dicembre a Roma, nella basilica di Santa Maria in Montesanto, chiamata con la popolare definizione di “Chiesa degli artisti”. Dopo la cremazione le ceneri sono state sparse nel mare di Mondello.

L’omaggio al Teatro Sant’Eugenio di Palermo

 

La scelta di dedicargli il Premio Bombetta d’Argento proprio a Palermo assume quindi un significato profondo: è il ritorno a casa di un figlio che ha saputo far ridere e riflettere, restando sempre fedele a quell’eleganza pop e a quel talento genuino che solo la “Conca d’Oro” sa generare.

“Il Bombetta d’Argento – dichiara Marco Li Vigni –, è un omaggio agli artisti del nostro tempo e della nostra terra. Ogni anno omaggeremo nomi diversi. La bombetta, cappello simbolo del teatro, rappresenta eleganza, gentilezza e rispetto per il pubblico: valori che Chaplin e Totò hanno incarnato e che oggi vogliamo restituire alla scena culturale. Il Premio Bombetta d’Argento nasce a Palermo perché la madre di Totò era palermitana. Totò perse la vista durante uno spettacolo al Teatro Politeama, e il pubblico di Palermo fu l’ultima cosa che Totò che vide.”

Nel corso dell’evento saranno assegnati i riconoscimenti a: Antonio Pandolfo, attore dalla comicità travolgente e dall’intelligenza scenica raffinata; Daniela Pupella, intensa e magnetica interprete, figlia d’arte e protagonista del teatro siciliano; Giuseppe Gigliorosso, regista cinematografico e direttore della Scuola Siciliana di Cinema “Piano Focale”.

I premiati di questa prima edizione rappresentano tre diverse sfumature dell’eccellenza siciliana:

  • Antonio Pandolfo: Erede naturale di quella comicità fisica e verbale che fu cara a Buzzanca. Pandolfo ha saputo rielaborare il dialetto e le nevrosi dell’uomo moderno in una chiave surreale. La sua capacità di passare dal riso alla riflessione esistenziale lo rende oggi uno degli interpreti più amati, capace di riempire i teatri grazie a una mimica che parla la lingua universale del popolo palermitano.

  • Daniela Pupella: Attrice magnetica e “figlia d’arte”, Daniela incarna la resilienza e la passione del teatro di famiglia. La sua presenza scenica, intrisa di una sicilianità fiera e mai stereotipata, porta avanti una tradizione che vede nel teatro un rito collettivo. Il premio a lei assegnato sottolinea l’importanza del passaggio generazionale nel mantenere viva l’identità culturale dell’isola.

  • Giuseppe Gigliorosso: Con la Scuola Siciliana di Cinema “Piano Focale”, Gigliorosso sta compiendo una missione fondamentale: trasformare Palermo in una fucina di professionisti. Come regista e formatore, ha compreso che il talento siciliano non deve necessariamente “emigrare” per trovare fortuna, ma può e deve radicarsi nel territorio, sfruttando la luce e le storie uniche che solo questa terra offre.

La Bombetta: il ponte culturale tra Chaplin, Totò e la Sicilia

La scelta della “Bombetta” come simbolo del premio non è casuale. La serata sarà impreziosita da un omaggio a Charlie Chaplin a cura della cantante Valeria Milazzo, che interpreterà alcuni brani iconici legati alla storia del cinema, tra cui Smile.

Questo accessorio, reso eterno da Charlie Chaplin, è diventato nel tempo l’emblema della dignità dell’uomo comune che sfida le avversità. Ma il legame con la Sicilia e con Palermo è ancora più profondo e commovente.

Il Principe della Risata, icona della bombetta per eccellenza, aveva la madre palermitana e un rapporto viscerale con la città. Proprio a Palermo, sul palco del Teatro Politeama, Totò visse uno dei momenti più drammatici e allo stesso tempo poetici della sua vita: la perdita definitiva della vista durante uno spettacolo. In quel buio improvviso, l’ultima immagine che portò con sé fu il calore e l’applauso del pubblico palermitano.

La “Bombetta d’Argento” celebra questa connessione magica, trasformando un oggetto di scena in un ponte che unisce la comicità internazionale alla profonda anima siciliana.L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti. Ritirare l’invito presso il botteghino del Teatro Sant’Eugenio.

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