Il Rapporto Annuale “Infrastrutture strategiche e prioritarie 2025”, aggiornato al 30 novembre 2025, è stato presentato ufficialmente mercoledì 25 febbraio 2025, presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione Ambiente (VIII Commissione) della Camera dei Deputati. Il documento è il risultato di una consolidata collaborazione tecnica tra il Servizio Studi della Camera, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e l’istituto di ricerca CRESME.
L’attività di monitoraggio, avviata nel 2004, ha l’obiettivo di fornire al Parlamento e ai cittadini una rendicontazione analitica e trasparente sull’avanzamento dei lavori pubblici di preminente interesse nazionale.
A livello generale, il monitoraggio punta a verificare la capacità operativa del sistema Paese nel tradurre le risorse finanziarie in infrastrutture ultimate, integrando le logiche del PNRR, dei commissariamenti straordinari e della programmazione ordinaria. In un mercato nazionale che ha raggiunto un valore complessivo di 522 miliardi di euro, l’analisi permette di individuare i settori trainanti e di misurare l’efficienza delle stazioni appaltanti nel rispettare le scadenze europee e nazionali.
In questo contesto, la Sicilia si conferma uno degli assi portanti della nuova programmazione. Non è solo un’area geografica destinataria di ingenti flussi finanziari, ma si pone come il principale polo di investimento dell’intero Paese. Con un volume di aggiudicazioni pari a 27,7 miliardi di euro nel quinquennio 2021-2025, la regione guida la classifica nazionale per dinamismo nei contratti pubblici, superando i principali distretti industriali del Nord.
L’articolo esamina come gli obiettivi del Rapporto trovino riscontro immediato nel territorio siciliano, analizzando i pilastri dello sviluppo regionale: l’itinerario ferroviario AV/AC Palermo-Catania-Messina, il potenziamento dei poli portuali e i collegamenti stradali primari. Attraverso i dati certificati da ANAC e CRESME, si osserva come la Sicilia, con oltre il 40% delle opere commissariate già in fase di esecuzione, rappresenti il parametro di riferimento per valutare la tenuta del piano infrastrutturale italiano entro la scadenza del 2026.
Il consolidamento della rete logistica regionale trasforma così i dati del monitoraggio in una nuova prospettiva industriale per l’intero bacino del Mediterraneo.
Il monitoraggio 2025 – Parametri, risorse e attori
Il monitoraggio dello stato di attuazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie, aggiornato al 30 novembre 2025, delinea un quadro del mercato delle opere pubbliche in Italia caratterizzato da un volume finanziario imponente e da una complessa stratificazione normativa.
Il Rapporto, curato dal Servizio Studi della Camera dei deputati in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e l’istituto CRESME, analizza un perimetro di investimenti che ha raggiunto il valore complessivo di 522 miliardi di euro.

L’analisi dettagliata della spesa rivela una dinamica finanziaria complessa. L’incremento dell’8% registrato tra agosto e novembre 2025 non è un dato isolato, ma il segnale di una pressione inflattiva che ha colpito duramente il settore delle costruzioni.
Secondo il monitoraggio CRESME-ANAC, la revisione dei prezzi ha pesato per oltre il 15% sulla variazione dei quadri economici di alcune tratte ferroviarie siciliane.
Un aspetto fondamentale da approfondire è la struttura delle fonti di finanziamento. Il Rapporto evidenzia che la copertura finanziaria disponibile (352 miliardi) è così ripartita:
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Fondi Statali: 265 miliardi (la spina dorsale del sistema).
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Fondi UE (incluso PNRR): 45 miliardi, concentrati quasi esclusivamente su scadenze a breve termine (2026).
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Fondi Regionali e Locali: 12 miliardi.
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Capitali Privati: 41 miliardi.
Questa forte dipendenza dal bilancio pubblico pone una questione di sostenibilità per le opere non assistite dal PNRR. In Sicilia, questo si traduce in un rischio concreto per le opere ‘ordinarie’ che non godono della corsia preferenziale dei fondi europei, dove il tasso di copertura finanziaria scende drasticamente sotto la media nazionale, attestandosi intorno al 58% contro l’80% del Centro-Nord.
Il sistema di monitoraggio si divide in due grandi pilastri operativi: le opere commissariate o inserite nel PNRR-PNC (40% del costo totale, pari a 210 miliardi) e le altre infrastrutture strategiche programmate a partire dal 2001 (60%, circa 312 miliardi). Al 30 novembre 2025, risultano commissariate 132 opere gestite da 52 commissari straordinari, figure chiave per superare le difficoltà esecutive e la complessità progettuale dei grandi cantieri.
Il settore ferroviario assorbe la quota maggiore delle risorse, con 232 miliardi di euro (44,3% del totale), seguito dal comparto stradale e autostradale con 171 miliardi (32,8%).
Una voce di rilievo è rappresentata dal collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, con un costo stimato di 13,5 miliardi di euro. In termini di realizzazione, il rapporto evidenzia 174 miliardi di euro in lavori in corso, di cui il 58% è concentrato nei cantieri ferroviari.
Il monitoraggio mostra inoltre una discrepanza nello stato di avanzamento fisico: nel Sud e nelle Isole, sebbene il 44% delle opere strategiche sia in fase di cantiere (trainato dall’82%di messa a terra dei progetti PNRR), resta un preoccupante 43% del valore delle opere ancora in fase di progettazione. Questa “mole documentale” rappresenta il vero collo di bottiglia che nel Mezzogiorno deve superare per trasformare gli stanziamenti in infrastrutture ultimate.”
Il quadro programmatorio risulta influenzato dalla disciplina del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) e dalle procedure accelerate previste per il PNRR, che impongono il rispetto di milestone e target rigorosi entro il 2026. La governance di questi interventi si avvale della piattaforma ReGiS per il monitoraggio e la rendicontazione, garantendo la tracciabilità delle risorse e l’avanzamento dei lavori verso le fasi di affidamento ed esecuzione.
La Sicilia al centro della Strategia Nazionale delle Infrastrutture: tra opportunità e criticità
L’analisi territoriale contenuta nel monitoraggio 2025 pone la Sicilia in una posizione di assoluta rilevanza nel panorama nazionale delle opere pubbliche. I dati del periodo 2021-2025 indicano la Sicilia come la regione con il più alto valore di aggiudicazioni in Italia, raggiungendo i 27,7 miliardi di euro. Questo dato supera persino regioni a forte trazione industriale come la Lombardia (25,6 miliardi) e pone l’isola alla pari con il Lazio (27,7 miliardi), confermando un deciso spostamento del baricentro degli investimenti verso il Mezzogiorno.
Il dato record delle aggiudicazioni in Sicilia non è casuale. Il monitoraggio ANAC evidenzia una ‘iper-accelerazione’ delle stazioni appaltanti regionali (in primis RFI e ANAS). Nel solo 2024, la Sicilia ha bandito gare per un valore superiore alla somma di quelle bandite in 10 regioni del Nord messe insieme.
Tuttavia, il Rapporto solleva un interrogativo sulla capacità di assorbimento del mercato: queste aggiudicazioni record si scontrano con la carenza di manodopera qualificata e di materiali. Il rischio è che l’eccesso di domanda porti a un ulteriore rincaro dei costi dei lotti ancora da appaltare (circa l’11% del totale siciliano), erodendo le riserve finanziarie accantonate.
Lo snodo strategico per la Sicilia: ferrovie, porti, strade e Ponte sullo Stretto
Il pilastro ferroviario: l’itinerario Palermo-Catania-Messina
Tra gli assi piú importanti dell’investimento infrastrutturale siciliano vi é il nuovo itinerario ferroviario ad Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC) Palermo-Catania-Messina. Si tratta di un’opera di estrema complessità, il cui costo complessivo aggiornato è di circa 12,7 miliardi di euro.
● Avanzamento dei lavori: Il rapporto indica che il 36% dei costi delle grandi opere commissariate o PNRR-PNC in Italia riguarda lavori in corso, e di questi, ben 10,4 miliardi sono riferiti proprio all’itinerario siciliano.
Le tratte ultimate e i cantieri attivi: entrando nel dettaglio l’itinerario non è solo un progetto sulla carta, ma un complesso puzzle di cantieri. Sebbene il Lotto 6 (Catenanuova-Bicocca) sia già ultimato (638 milioni), il resto dell’opera si articola in segmenti con stati di avanzamento differenziati che il Report 2025 classifica minuziosamente
– Lotto 1 e 2 (Enna-Dittaino e Dittaino-Catenanuova): Opere dal valore complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro. Qui il monitoraggio segnala un avanzamento dei lavori fisici superiore al 40%, in linea con le milestone PNRR.
– Lotto 3 (Caltanissetta Xirbi-Enna): Un intervento da 1,2 miliardi che prevede lo scavo di gallerie complesse. Il Report evidenzia qui le maggiori sfide geotecniche incontrate dalle imprese esecutrici.
– Lotto 4a e 4b (Lercara-Caltanissetta Xirbi): Con un costo di 2,2 miliardi, rappresenta uno dei segmenti più onerosi. Al 30 novembre 2025, questa tratta risulta in piena esecuzione, con un massiccio impiego di manodopera specializzata.
– Tratta Messina-Catania: Qui spiccano i lotti Fiumefreddo-Taormina e Taormina-Letojanni. Il Report mette in luce come il raddoppio dei binari in questa zona sia vitale per connettere efficacemente l’isola ai flussi provenienti dal futuro Ponte.”
● Obiettivi: L’opera mira a integrare il sistema di trasporto siciliano nei corridoi europei TEN-T, riducendo i tempi di percorrenza e aumentando la capacità di trasporto merci e passeggeri tra i principali poli urbani dell’isola.
Collegamenti e grandi opere stradali
Oltre alle ferrovie, la Sicilia è interessata da interventi nel settore stradale e da progetti di collegamento di scala internazionale:
● Ponte sullo Stretto di Messina: Inserito tra le “Altre infrastrutture strategiche e prioritarie”, il Ponte sullo Stretto presenta nel Rapporto 2025 connotazioni statistiche che lo distinguono nettamente dal resto delle opere del Mezzogiorno. Con un costo complessivo aggiornato a 13,532 miliardi di euro, l’opera incide per il 2,6% sull’intero valore del programma infrastrutturale italiano (pari a 522 miliardi).
Al 30 novembre 2025, il monitoraggio classifica l’intervento nella fase di “lavori con contratto sottoscritto ma non ancora avviati”. Tuttavia, il dato più significativo riguarda la solidità finanziaria: a differenza della media delle opere del Sud, che soffrono di un gap di risorse non trascurabile, il Ponte vanta una copertura finanziaria del 100%.
Questo lo pone in una posizione di eccezionalità tecnica, poiché rappresenta da solo circa il 94% del valore complessivo dei lavori già contrattualizzati ma in attesa di avvio nell’intera macro-area Sud e Isole.

Il Rapporto non considera il Ponte come un intervento isolato, ma lo inquadra come il baricentro di un sistema interconnesso. La sua realizzazione è infatti strettamente legata al potenziamento dei corridoi ferroviari e stradali (che insieme valgono oltre 250 miliardi di euro) e alla riorganizzazione della logistica portuale siciliana.
In questa prospettiva, il collegamento stabile agisce da “moltiplicatore di efficienza” per l’itinerario AV/AC Palermo-Catania-Messina, permettendo la chiusura di un anello trasportistico che, nelle intenzioni del Piano, dovrà trasformare radicalmente i tempi di attraversamento e la competitività delle merci siciliane verso i mercati europei.
● Viabilità Primaria: Il monitoraggio include interventi fondamentali per il miglioramento della rete interna, a partire dall’itinerario Palermo-Agrigento, citato come esempio prioritario di riequilibrio territoriale.
Oltre a quest’opera, il Report 2025 pone l’accento sui programmi strategici di interventi ANAS volti al potenziamento e al rinnovo della rete siciliana, con un focus specifico sulla manutenzione straordinaria di viadotti e gallerie.

Questi interventi, classificati come ‘prioritari per la resilienza della rete’, includono massicci investimenti nella tecnologia Smart Road.
L’obiettivo è trasformare l’isola in un laboratorio d’avanguardia per la guida assistita e il monitoraggio strutturale da remoto, prevedendo l’installazione di sensori di ultima generazione su oltre 150 km di rete entro il 2026.
Il sistema portuale e le opere commissariate
Un segnale forte di accelerazione arriva dal comparto marittimo. Nel 2025, la lista delle opere commissariate è stata ampliata per includere la realizzazione della piattaforma logistica intermodale del Porto di Tremestieri, in Sicilia.
Questo progetto non è solo un’opera stradale-marittima, ma il cardine di un nuovo sistema di mobilità nello Stretto. Il costo dell’opera è stato aggiornato nel monitoraggio di novembre per includere i nuovi standard di sostenibilità ambientale richiesti dall’UE.

Il progetto prevede il decongestionamento totale del centro di Messina dai mezzi pesanti e la creazione di un ‘polmone logistico’ che permetta alle merci provenienti dall’AV/AC ferroviaria di essere caricate su nave in tempi ridotti del 30% rispetto agli standard attuali. Il monitoraggio indica che l’opera ha finalmente superato la fase critica dei visti ambientali, entrando nella fase di cantierizzazione operativa.
Il valore strategico di Tremestieri si lega a un dato nazionale: il settore portuale, pur pesando meno della ferrovia in termini assoluti, ha visto un incremento del 12% nella velocità di esecuzione dei lavori commissariati. In Sicilia, l’integrazione di Tremestieri con la rete ferroviaria AV/AC punta a creare un ‘corridoio senza soluzione di continuità’, riducendo i costi di rottura di carico (il passaggio delle merci da treno a nave) che storicamente hanno penalizzato l’export siciliano.
Nodi strategici e interconnessi per l’indotto siciliano
La proposta implicita del monitoraggio è che tutte queste grandi opere fungano da “trascinatori” per l’intero indotto regionale. Lo sviluppo della rete ferroviaria ad alta velocità non avrebbe lo stesso impatto industriale senza il completamento dei nodi logistici portuali e della rete stradale secondaria, che ancora soffre di ritardi nella progettazione.
Analisi dello stato di attuazione e ripartizione territoriale
La Sicilia rientra nella macro-area “Sud e Isole”, che complessivamente assorbe 194 miliardi di euro (il 37% del costo nazionale delle opere strategiche).
All’interno di questo perimetro, lo stato dei lavori per le opere più urgenti (Commissariate e PNRR) presenta dinamiche che meritano un approfondimento specifico:
● Lavori in corso e cantieri attivi: In Sicilia e nel resto del Sud, il 43% del valore delle opere commissariate o PNRR è attualmente in fase di cantiere. Se isoliamo i soli progetti legati strettamente al PNRR-PNC, la capacità di messa a terra reale sale all’82% dei lavori contrattualizzati. Questo dato è particolarmente significativo: indica che, laddove i finanziamenti sono legati a scadenze europee rigide, la macchina operativa siciliana sta rispondendo con tempistiche coerenti con i cronoprogrammi.

● Opere ultimate: Il valore delle opere già concluse nella macro-area ammonta a 30 miliardi di euro, pari a circa il 30% della dotazione territoriale per le opere prioritarie. In Sicilia, questo si traduce nel completamento di importanti nodi ferroviari secondari e lotti specifici delle direttrici principali.
● Il nodo della copertura finanziaria: Un dato critico che emerge dal Rapporto riguarda il finanziamento effettivo. A fronte di programmi ambiziosi, la copertura finanziaria per il Sud e le Isole si attesta al 63%, una percentuale inferiore rispetto al 73% del Centro-Nord. Ciò suggerisce che, per completare l’intero piano siciliano, saranno necessari ulteriori stanziamenti nei prossimi cicli di bilancio.
Lo stato della progettazione: i “colli di bottiglia” da superare
Nonostante il primato delle aggiudicazioni, una parte rilevante degli investimenti in Sicilia non ha ancora superato la fase documentale, evidenziando le complessità amministrative della regione:
● La quota della progettazione: Circa il 38% delle opere commissariate nel Sud e nelle Isole è ancora classificato in “fase di progettazione”. Sebbene i poteri straordinari dei Commissari abbiano ridotto i tempi medi di approvazione, questa percentuale rappresenta la mole di lavoro burocratico ancora necessario prima di vedere gli operai in campo.

● Lavori con contratto ma non avviati: Esistono in Sicilia lavori per un valore di diversi miliardi di euro che risultano già assegnati a imprese costruttrici ma che non hanno ancora il “verbale di consegna”. In questa zona grigia rientrano opere che attendono le ultime verifiche ambientali, varianti tecniche dell’ultimo minuto o bonifiche belliche/archeologiche, passaggi che spesso rallentano l’avvio effettivo dei cantieri.
● Evoluzione della progettazione esecutiva: Il Rapporto evidenzia come il passaggio dalla progettazione definitiva a quella esecutiva sia il momento più delicato. In Sicilia, l’uso del “nuovo Codice dei Contratti” sta cercando di accorpare queste fasi per ridurre i tempi di attraversamento, mirando a trasformare quel 38% di progetti in cantieri attivi entro la fine del 2026.
In sintesi, la Sicilia si trova in una fase di transizione cruciale: la fase dei bandi e delle aggiudicazioni è stata completata con successo (come dimostrano i 27,7 miliardi di record), ma l’attenzione operativa si sposta ora sulla trasformazione dei progetti in esecuzione fisica, per evitare che le risorse restino bloccate nelle fasi preliminari.
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Proposte operative, PNRR e l’orizzonte 2026 della Sicilia
Il monitoraggio aggiornato al 30 novembre 2025 consegna un quadro di trasformazione profonda per il sistema infrastrutturale siciliano, ma accende contemporaneamente un faro sulle criticità che potrebbero condizionare il pieno raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2026.
La Sicilia si presenta all’appuntamento con la storia recente dei lavori pubblici con un primato di aggiudicazioni da 27,7 miliardi di euro, un dato che testimonia la centralità dell’isola nella programmazione nazionale e la capacità di attivare procedure di gara su larga scala. Tuttavia, il passaggio dalla fase burocratica a quella realizzativa richiede ora un cambio di passo nelle fasi finali del ciclo vita delle opere.
Per la Sicilia, come per l’intera macro-area del Sud e delle Isole, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta il motore principale dell’accelerazione dei cantieri.
Il Rapporto mostra che, limitatamente ai progetti inseriti nel PNRR-PNC, la percentuale di lavori in corso raggiunge l’82% delle opere contrattualizzate. Questo valore è nettamente superiore alla media delle opere strategiche ordinarie e dimostra come i vincoli temporali europei abbiano agito da catalizzatore per le stazioni appaltanti regionali.
Tuttavia, il monitoraggio segnala anche una quota significativa di opere commissariate nel Mezzogiorno (circa il 38%) è ancora classificata in “fase di progettazione”. Questo dato è particolarmente delicato per la Sicilia: per le opere non assistite dalle semplificazioni procedurali del PNRR, i cosiddetti “tempi di attraversamento” tra la progettazione e l’avvio del cantiere restano un’incognita che potrebbe far slittare l’ultimazione di interventi chiave oltre l’orizzonte del 2026.
Trasformare rapidamente i progetti esecutivi in verbali di consegna lavori, riducendo le zone grigie delle varianti in corso d’opera è l’obiettivo strategico.
Le proposte del Rapporto per la continuità degli investimenti
Il Rapporto 2025 non si limita a fotografare l’esistente, ma avanza indicazioni operative per garantire che la massa di investimenti siciliani non subisca battute d’arresto.
Tra le proposte principali emerge la necessità di una revisione costante dei quadri economici. L’incremento del costo delle infrastrutture strategiche (salito a 522 miliardi totali, +8% rispetto ad agosto 2024) è in gran parte dovuto all’adeguamento ai nuovi prezzi delle materie prime e dell’energia.
Per la Sicilia, dove i lotti ferroviari dell’AV/AC Palermo-Catania-Messina pesano per oltre 10 miliardi, garantire la copertura finanziaria integrale a fronte dell’inflazione è la precondizione per evitare il blocco dei cantieri.
Un altro punto cardine riguarda la capacità amministrativa. Il Rapporto suggerisce di rafforzare le strutture dei Commissari straordinari, figure che in Sicilia gestiscono opere per un valore che sfiora i 20 miliardi di euro. L’estensione dei poteri derogatori, già sperimentata con successo per le opere PNRR, viene indicata come il modello da seguire per le altre infrastrutture prioritarie ancora in fase di progettazione, al fine di semplificare l’iter delle autorizzazioni ambientali e archeologiche, spesso ostacoli critici sul suolo siciliano.
In conclusione, la Sicilia si trova a metà di un percorso ambizioso. Il 2026 rappresenterà l’anno del bilancio per la fase realizzativa. Le proposte contenute nel Rapporto 2025 spingono verso una manutenzione normativa che favorisca la velocità senza sacrificare la qualità e la trasparenza, come garantito dal monitoraggio ANAC.
Il futuro della Sicilia dipende dalla capacità di trasformare i 27,7 miliardi di aggiudicazioni in chilometri di binari, banchine portuali e strade sicure. Solo mantenendo alta la pressione sui cronoprogrammi e garantendo la continuità dei flussi finanziari oltre il PNRR, l’isola potrà stabilizzare quel ruolo di hub logistico del Mediterraneo che il Rapporto 2025 le assegna sulla carta.
FONTE DATI: Rapporto Annuale “Infrastrutture strategiche e prioritarie 2025”






