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A maggio gli sono stati sequestrati beni per 200 milioni

Resta in cella Giacomo Tamburello, socio storico di Messina Denaro

martedì 16 Giugno 2026
 Resta in cella Giacomo Tamburello, il narcotrafficante in società con Matteo Messina Denaro arrestato a maggio scorso nell’ambito di una inchiesta della guardia di finanza coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio, che portò al sequestro di 200 milioni di euro, un immenso patrimonio accumulato dall’indagato in decenni di attività illegali. Il tribunale del riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi difensori.
Tamburello, al momento dell’arresto, era ai domiciliari a casa della madre a Campobello di Mazara, paese in cui ha trascorso l’ultima parte della latitanza Matteo Messina Denaro. In carcere sono finiti anche ex moglie e figlio, residenti in Spagna. Per entrambi si attende l’estradizione.
Nel business del traffico della droga dagli anni ’80, ex negoziante di vestiti, è riuscito a diventare un narcos di prima grandezza. Entrato e uscito più volte dalle carceri italiane e spagnole, non ha mai rinunciato ai vecchi affari con gli stupefacenti che gli hanno consentito di accumulare una fortuna.
L’inchiesta, che ha portato la finanza nelle banche di mezza Europa e di diversi paradisi fiscali a caccia del suo tesoro, è nata dalla segnalazione di un istituto di credito di Andorra che nei conti milionari della ex moglie ha voluto vedere chiaro. Da lì la Dda di Palermo è partita per ricostruire le incredibili ricchezze dei Tamburello.
Le sue attività illegali – si legge nel provvedimento del gip – “sono sempre state caratterizzata da un consapevole rapporto di contiguità funzionale con Cosa nostra, con particolare riferimento alla famiglia di Campobello di Mazara e, più in generale, al mandamento di Castelvetrano, a cui è risultato collegato attraverso esponenti di spicco”: il gotha della mafia trapanese rappresentato da boss come Nunzio Spezia, Antonio Messina, Leonardo Bonafede che del padre di Matteo Messina Denaro, Francesco, era solido alleato.
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