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La seduta

Riforma della dirigenza: disco verde in I Commissione, ma restano le divisioni in FI CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 22 Luglio 2026

La riforma della dirigenza ritorna sulla retta, ma non senza lasciare malumori alle spalle. Dopo il trambusto di ieri, con il parere negativo al Defr 2027-2029, e il rinvio divenuto necessario (CLICCA QUI), il disegno di legge ha incassato il disco verde in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, alla presenza dell’assessore al ramo Elisa Ingala. Il testo adesso tornerà martedì 28 luglio in II Commissione Bilancio, per poi procedere all’ultimo passaggio nella Commissione di merito prima dell’approdo a Sala d’Ercole.

Abbate: “Lavoro di sinergia, presto in Parlamento”

Ignazio Abbate

La riforma ha avuto un momento di appendice, dopo il voto della Commissione Bilancio ritornata per il voto finale in Commissione, ma su richieste del governo che doveva puntualizzare un adeguamento della norma a una norma nazionale abbiamo riaperto il termine per gli emendamenti. Questo lavoro è stato fatto con grande sinergia, cercando di ricevere le richieste dell’opposizione. Dei tre emendamenti presentati dal governo due sono stati votati, uno è stato ritirato per poter dare la possibilità di recepire anche le richieste dell’opposizione“. Ha spigato il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, che si è detto fiducioso per l’approdo in aula “anche se ci sono state tensioni in Commissione, ma sappiamo che quando ci sono riforme così importanti è normale che ci sia anche un dibattito acceso, certe volte anche all’interno della maggioranza, e anche voti contrari, come è successo oggi. Però sono felice che la norma stia andando avanti e che potrà essere messa a disposizione del Parlamento nelle prossime settimane“.

Ma cosa è successo in Commissione?

L’accordo sulla seconda fascia è stato sancito e ribadito, ma continua a creare problemi. L’ostacolo più imponente, l’accordo con Roma, per mettere in piedi una norma ancora troppo distante da quella nazionale, che prevede la fascia unica, è stato superato nelle settimane precedenti. Nei giorni scorsi la necessità di chiarire il passaggio da una fascia all’altra ha acceso il dibattito tra i banchi della Commissione, ma soprattutto all’interno della maggioranza. 

Proprio il deputato della DC, esattamente una settimana fa, era stato protagonista di un incontro con il presidente della Regione Renato Schifani a Palazzo d’Orleans. Un accordo era stato trovato dopo i malumori, ma come svelato da ilSicilia.it le criticità sarebbero state più complesse del previsto. Sotto i riflettori ancora una volta il gruppo parlamentare di Forza Italia, che secondo indiscrezioni sarebbe stato pronto, o almeno una parte, a voltare le spalle al governatore. Al centro del dibattito il passaggio dalla seconda alla prima fascia. Punto che la norma attuale non chiarisce, poiché garantirebbe ai 36 direttori generali di poter passare dalla seconda alla prima fascia. Ad avanzare maggiori approfondimenti sarebbe stato l’azzurro Marco Intravaia, chiedendo di inserire una clausola che blocchi il passaggio del 50% tra la seconda e la prima fascia per interpello, e quindi soltanto per titoli, l’altro 50% per concorso. In tal senso, il 50% dei direttori generali attuali sarebbero chiamati a partecipare ad un concorso per poter diventare prima fascia. Un aspetto che non sarebbe condiviso dalla macchina dell’amministrazione regionale (CLICCA QUI).

Intravaia, però, si sarebbe reso protagonista anche nel corso della seduta odierna. Il ddl, infatti, è stato approvato con l’astensione delle opposizioni e un solo voto contrario, quello del deputato azzurro. Insomma, le tensioni in Forza Italia non sembrano volersi esaurire. Hanno trovato il via libera anche due dei tre emendamenti governativi presentati nella giornata di ieri, quello volto ad evitare e scacciare dubbi sulle modalità di svolgimento del concorso previsto dalla norma transitoria e quello riguardante l’accesso alla prima fascia. Il terzo, finalizzato all’introduzione di una norma di natura transitoria, tenendo però conto delle peculiarità dell’assetto della dirigenza regionale, dopo il muro delle opposizioni, è stato ritirato dall’assessore Ingala. L’esponente del governo Schifani in quota Mpa, però, potrebbe ripresentare l’emendamento in aula.

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