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La seduta

Sala d’Ercole approva il Defr, ok anche ai rendiconti: sbloccati 264 milioni per la variazione di bilancio

martedì 28 Luglio 2026

Nonostante le tante difficoltà e le numerose spaccature all’interno della maggioranza, Sala d’Ercole resta compatta davanti ai disegni di legge economici e di carattere finanziario.

Il primo ok è arrivato per il Documento di economia e finanza regionale 2027-2029 con 27 voti favorevoli e 21 contrari. A seguire hanno trovato il via libera anche i rendiconti 2020, 2021 e 2022. Proprio quest’ultimo era il più atteso, necessario per sbloccare i primi 264 milioni di euro, necessario per dare il via alla variazione di bilancio, attesa in aula a settembre, ma che vedrà la luce in giunta già nei primi giorni di agosto, a margine della pausa. Approvati anche diversi debiti fuori bilancio relativi a: settembre, ottobre, novembre e dicembre 2024; marzo, maggio, giugno, settembre, ottobre 2025; gennaio, febbraio e marzo 2026.

Ripulita totalmente l’agenda di Sala d’Ercole, che da domani, a partire dalle ore 12:30, si concentrerà totalmente sul ddl stralcio della IV Commissione, dove, tra le righe dell’articolato e degli emendamenti aggiuntivi, le insidie nascoste sono numerose (CLICCA QUI).

Via libera al Defr

Esattamente una settimana fa, il Defr era stato protagonista di due importanti scivoloni, in I Commissione Affari Istituzionali e in IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità. Nel primo caso sarebbe coinciso con un messaggio di avvertimento direttamente ricolto alla riforma della dirigenza. Nel secondo avrebbe inciso la mancata guida del presidente Giuseppe Carta, affidata invece alla vicepresidente Jose Marano. Un pari finale in cui ha prevalso il parere del presidente, che per regolamento vale doppio.

L’esame del Documento è avvenuto subito dopo la votazione della relazione annuale della Commissione Antimafia, illustrata dal presidente Antonello Cracolici (CLICCA QUI). Ad esporre la relazione è stato il presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone. Poi spazio alla discussione generale, preceduta dall’intervento dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino.

Il Defr “certifica il successo della politica economica perseguita in questa legislatura”. Ha spiegato l’esponente della giunta Schifani ha sottolineato l’obittivo del Documento: “La scorsa settimana il presidente Schifani ha dato conto in maniera puntuale di quanto fatto e ha indicato la strada: fare della Sicilia il posto più conveniente del Sud per investire. Una sfida complessa e ambiziosa, considerando anche il rallentamento della crescita che coincide con il panorama internazionale. E’ una scommessa di tipo politica-economica con l’obiettivo di colmare il rallentamento della crescita utilizzando le maggiori disponibilità derivanti dal risanamento“.

Dagnino ha così elencato dati e obiettivi del Defr che “permettono di guardare al futuro con fiducia“. Proprio pochi giorni fa l’assessore ha “festeggiato” i due anni dal suo insediamento, ricordando la ricetta perseguita fatta di “rigore e sviluppo. L’avanzo deve essere considerati non come una quantità straordinaria di risorse da distribuire, ma come una leva con cui produrre ulteriori ricchezze. La crescita non ha però raggiunto tutti. La vediamo nei numeri e nelle imprese, ma c’è ancora da fare. C’è da migliorare per quanto riguarda il tasso di occupazione, i giovani e gli indicatore di rischio povertà ed esclusione sociale“. Non sono però mancate le critiche delle opposizioni che hanno evidenziato diverse criticità: dalla mancata attuazione di politiche volte all’azzeramento delle disuguaglianze alla Super Zes.

Le previsioni sul Pil

Nel 2025 la crescita del PIL reale si attesta allo +0,6% (circa 100,27 miliardi di euro a prezzi costanti), allineandosi alla media del Mezzogiorno (+0,6%) e nazionale (+0,5%). Nelle stime di medio termine (2026-2029), i dati tendenziali prefigurano una crescita fra lo +0,5% e lo +0,8% annuo. Il Governo, con i dati programmatici, stima invece un’accelerazione dell’1,7%-1,8%, conseguente all’impiego di circa 13,75 miliardi di euro di risorse pubbliche di sviluppo nel quadriennio, con un andamento complessivo ben al di sopra della crescita nazionale.

Le principali linee programmatiche

All’interno del Documento sono elencate le linee strategiche e programmatiche delle politiche di settore. In particolar modo si segnalano: riforma della dirigenza e piena attuazione dei programmi assunzionali ai fini del rinnovamento dell’amministrazione; piena funzionalità degli enti di area vasta; consolidamento della gestione delle società partecipate; sostegno alle imprese e contrasto alla crisi di liquidità; rafforzamento delle filiere strategiche e degli aiuti per fronteggiare la crisi energetica; contrasto all’abbandono scolastico e sviluppo della dimensione digitale delle istituzioni scolastiche; nelle more della riforma del sistema della formazione professionale, semplificazione delle relative procedure; potenziamento della fruibilità del patrimonio archeologico; incremento del brand Sicilia e dell’offerta commerciale del turismo regionale; welfare territoriale più inclusivo; incremento delle misure a valere sui principali fondi delle politiche sociali; revisione della rete ospedaliera, implementazione dei servizi sul territorio e riduzione della mobilità passiva; ammodernamento della rete stradale e rafforzamento del sistema portuale; riduzione del conferimento dei rifiuti in discarica; contrasto al dissesto idrogeologico; individuazione e acquisizione di nuove fonti di approvvigionamento idrico.

Il risanamento delle casse della Regione

Il Defr evidenzia una contrazione del disavanzo di parte disponibile definita di “dimensioni eccezionali“, che sancisce il passaggio da una condizione di “forte rigidità finanziaria” a una fase di “progressiva liberazione di capacità programmatoria“. In particolare, il disavanzo, pari a circa 6,842 miliardi di euro nel 2020 si è attestato a 901 milioni di euro nell’esercizio 2023.

Il percorso di risanamento ha condotto all’approvazione in giunta del rendiconto per l’esercizio finanziario 2024, sancendo un’inversione storica del ciclo contabile regionale con il passaggio formale da un risultato negativo a uno di segno positivo. La parte disponibile del risultato di amministrazione è infatti passata da -901,01 milioni di euro nel 2023 a +2.266,82 milioni di euro nel 2024. Il governo prevede un ulteriore consolidamento nelle proiezioni per l’esercizio 2025 per gli effetti della legge n. 199/2025 sulla cancellazione del debito relativo alle anticipazioni di liquidità (Fal). Sotto il profilo della finanza strutturale, il debito pubblico regionale ha registrato una significativa contrazione, scendendo stabilmente sotto la soglia dei 5 miliardi di euro già a partire dall’esercizio 2019; in relazione alla sostenibilità macroeconomica, il rapporto tra debito e Pil vede un miglioramento costante, passando dal 5,6% del 2019 al 3,7% del 2024, con una proiezione tendenziale che si attesta all’1,5% nell’esercizio finanziario 2029.

Sul fronte delle entrate erariali, il governo evidenzia che la riforma dell’Irpef comporta una perdita stimata in circa 500 milioni di euro annui, il cui impatto reale si manifesterà nel bilancio regionale solo nel 2027 sulla base dei redditi 2026, mentre la seconda riforma fiscale produrrà un effetto negativo aggiuntivo di 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2028.

Le osservazioni della I Commissione Affari Istituzionali

Al documento sono state integrate anche le osservazioni avanzate dalla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, unica Commissione ad avanzare proposte. Dodici in totale che prevedono: coperture finanziarie finalizzate ad aumentare le ore di lavoro per il personale degli enti locali assunto con contratto di lavoro part time a tempo indeterminato; risorse finanziarie per la Protezione civile regionale finalizzate all’acquisto di nuovi mezzi nonché per i comuni ai fini della predisposizione e dell’adeguamento dei piani di protezione civile; la copertura finanziaria per l’attuazione della riforma della polizia locale; risorse finanziarie per la compartecipazione al pagamento di assicurazioni stipulate da piccoli comuni contro il rischio di soccombenza in giudizi di tipo risarcitorio; risorse finanziarie per l’implementazione dei fondi di rotazione finalizzati alla progettazione di opere realizzate dagli enti locali; coperture finanziarie per l’istituzione del Dipartimento regionale di sanità veterinaria e sicurezza alimentare; coperture finanziarie per il disegno di legge in materia di parità retributiva di genere; risorse finanziarie per l’attuazione della normativa in materia di orfani di vittime di femminicidio; un fondo di solidarietà per i comuni in dissesto finanziario al fine della manutenzione straordinaria e della messa in sicurezza dei cimiteri; risorse finanziarie ai fini dell’incremento del Fondo risorse decentrate e dell’armonizzazione delle retribuzioni accessorie del personale regionale con quelle previste per il corrispondente personale ministeriale; politiche finanziarie volte al sostegno degli enti locali che versano in condizioni di sofferenza finanziaria e all’attuazione dell’articolo 8 della legge regionale n. 9/2015 in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard; riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab).

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