Accogliendo con prontezza il recente appello lanciato dall’Associazione C.S.R.T. “Marettimo” attraverso la sua presidente Laura Lodico, il sindaco del Comune di Favignana-Isole Egadi, Giuseppe Pagoto, ha preso formalmente posizione per la tutela del Faro di Punta Libeccio. Il primo cittadino ha indirizzato una nota ufficiale al Ministero della Difesa – Stato Maggiore della Marina, al Comando Logistico e Servizio Fari della Marina Militare e alla Direzione Regionale Sicilia dell’Agenzia del Demanio, richiedendo un intervento urgente per il ripristino e la valorizzazione della storica struttura.
Nella sua missiva, il Sindaco ha sottolineato come l’edificio costituisca non solo un presidio fondamentale per la sicurezza della navigazione nel Canale di Sicilia, ma anche un patrimonio storico, culturale e paesaggistico insostituibile per l’intero arcipelago. Riconoscendo lo stato di progressivo degrado segnalato dall’associazione isolana, Pagoto ha chiesto l’attivazione immediata di un tavolo di confronto istituzionale che possa verificare le condizioni di sicurezza del faro, programmare gli opportuni interventi di recupero strutturale e valutare i migliori strumenti operativi per la sua definitiva tutela e valorizzazione a beneficio della collettività.
A sostegno di questa iniziativa, la nota dell’Associazione C.S.R.T. allegata dal Sindaco delinea una visione ambiziosa per il futuro del sito. Il progetto immagina la trasformazione della struttura in un polo multifunzionale di respiro internazionale, che potrebbe ospitare un Museo della Storia dei Fari, un Centro di biologia marina mediterranea o quel “Centro di Recupero del Mare“ tanto desiderato dalla compianta studiosa Gin Racheli. Inoltre, la vicinanza strategica alla Zona A dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi rende il faro il candidato ideale come osservatorio per il monitoraggio ambientale, la ricerca scientifica e il controllo del territorio, oltre a rappresentare un punto di attrazione per il turismo sostenibile sia via terra che via mare.
Questa proposta di recupero viene presentata come una straordinaria opportunità di sviluppo economico ecocompatibile e di occupazione giovanile, in perfetta armonia con gli investimenti già profusi dalla comunità locale. La visione si inserisce inoltre nel quadro normativo della Legge sulle aree protette, che favorisce la concessione di beni demaniali agli Enti gestori per finalità di salvaguardia ambientale e crescita territoriale.
A dimostrazione del forte legame tra l’isola e il suo simbolo, si registra nel frattempo una massiccia e spontanea adesione di cittadini e sostenitori alla nascita del Comitato “Salviamo il Faro di Marettimo“, una rete civica che affiancherà le istituzioni in questo fondamentale percorso di rinascita.




