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Il punto

Sanità in Sicilia, Caruso: “Tra territorio e ospedali, serve equilibrio nel sistema”

lunedì 22 Giugno 2026

All’Assemblea regionale siciliana il confronto sulla Sanità siciliana si concentra sul passaggio più atteso del Pnrr e del decreto ministeriale 77, con le Case  ed Ospedali di Comunità che entrano nella fase di completamento e avvio operativo. Il dibattito politico si intreccia con le criticità del sistema sanitario siciliano, in particolare carenza di personale e riorganizzazione della rete ospedaliera. In questo quadro l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso richiama il passaggio dalla progettazione alla gestione concreta dei servizi.

“Oggi credo che traguardiamo finalmƒaaente il risultato che tutti ci attendevamo. Ossia l’avere consegnato un lavoro portato avanti in questi anni per realizzare le Case di comunità. In Sicilia saranno 140. Sono strutture che rispondono ai bisogni di ogni territorio e che dovrebbero innovare il concetto di sanità territoriale. Sapendo che la prima risposta sanitaria va data sul territorio. Non solo per intercettare un’esigenza. Ma anche per risolverla all’origine. Evitando che diventi un problema cronico che poi arriva negli ospedali”.

Il passaggio successivo riguarda il funzionamento delle strutture e la rete dei professionisti chiamati a garantirne l’operatività. In questa fase l’assessore richiama il ruolo delle aziende sanitarie e dei direttori generali, che vengono chiamati a rispondere sull’organizzazione dei servizi e sull’attuazione concreta del modello, mentre sono in corso incontri e confronti con le Asp per verificarne la tenuta operativa.

“Noi abbiamo un dovere preciso. Quello di rendere operativi quei contenitori importanti che oggi consegniamo alle comunità. Dobbiamo farlo interagendo con tutti gli attori della filiera medica. Dai medici di medicina generale. Ai pediatri di famiglia. A chi opera nelle guardie mediche. Ma soprattutto con i responsabili delle Asp. Sono loro che devono indirizzare le specializzazioni nelle Case di comunità. In modo da intercettare il bisogno di salute dei cittadini”, ha precisato.

Nel dibattito resta centrale il tema della carenza di personale sanitario, che a livello nazionale continua a condizionare la capacità di garantire in modo stabile l’erogazione dei servizi. Si tratta di una criticità ancora aperta, su cui si sta cercando una soluzione strutturale e di lungo periodo, anche in relazione all’evoluzione del modello di sanità territoriale. Da tempo si discute della possibilità di aggregazioni private all’interno delle Case di comunità nel caso in cui la carenza di personale non consenta di garantire tutti i servizi esclusivamente con il settore pubblico. Si tratta di un punto di attenzione nella fase di avvio delle nuove strutture, con l’obiettivo di evitare vuoti organizzativi e assicurare la piena operatività dei servizi.

Su questo l’assessore ha ribadito che: “Sarà un punto di attenzione nel momento in cui si affronterà la difficoltà di garantire in modo completo l’erogazione dei servizi. Il confronto riguarda la tenuta del modello pubblico e la necessità di evitare vuoti organizzativi nella fase di avvio delle nuove strutture”.

Rete ospedaliera

Il passaggio dalla rete territoriale alla rete ospedaliera si inserisce nel percorso di definizione del nuovo assetto della Sanità siciliana, già attraversato da diverse fasi di confronto con il Ministero della Salute e ancora oggetto di verifiche tecniche e aggiustamenti. Il dossier riguarda la distribuzione dei presidi, il riequilibrio tra aree metropolitane e territori periferici e la necessità di garantire livelli di assistenza omogenei su tutto il territorio regionale, mentre la Regione punta a chiudere il confronto per consolidare la programmazione e arrivare alla piena operatività della riorganizzazione.

“Abbiamo avuto un ulteriore confronto con il Ministero. Sono state rappresentate le nostre esigenze e alcune criticità su alcune presenze di strutture nei territori. Noi abbiamo rimarcato l’esigenza di garantire una presenza sanitaria anche nei territori più difficili e di alta qualità. Nei prossimi giorni avremo modo di confrontarci ancora. L’obiettivo è far convivere le due esigenze. Da un lato la riorganizzazione del sistema sanitario. Dall’altro un’offerta sanitaria necessaria anche nei territori più complessi”, ha dichiarato.

Seus 118

Il passaggio dalla rete territoriale alla rete ospedaliera si intreccia con una criticità del sistema dell’emergenza-urgenza. In particolare con la disponibilità di autisti soccorritori e la tenuta operativa delle postazioni 118. Il servizio in Sicilia fa capo alla Seus, che gestisce il personale tecnico e gli autisti del soccorso. Negli ultimi anni si sono registrate difficoltà nel reperimento degli autisti soccorritori e nella copertura dei turni. La Seus non si occupa di medici e infermieri. Si concentra invece sulla componente tecnica e operativa del servizio, fondamentale per garantire la funzionalità delle ambulanze e degli interventi sul territorio.

Questo elemento si aggiunge alla necessità di garantire continuità tra ospedale e territorio, in un sistema in cui la risposta all’emergenza dipende dalla piena operatività delle postazioni e dalla presenza di equipaggi completi sul territorio.

“Stiamo approntando un emendamento che può consentire alla Seus di superare quel limite posto nei giorni scorsi al vaglio dell’Assemblea. Lo facciamo perché riteniamo questo un servizio assolutamente peculiare che non può essere limitato da problemi politici. Problemi su cui abbiamo massimo rispetto ma che richiedono una risposta operativa. Abbiamo comunque chiesto alla Seus di indicare quali sono oggi le effettive presenze in pianta organica delle figure adibite al servizio del 118. Da lì dobbiamo partire per capire quali sono le difficoltà e i numeri a cui dobbiamo arrivare”, ha concluso.

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