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Le indagini

Scoperta frode fiscale da otto milioni di euro nel Messinese: finanzieri sequestrano beni a imprenditrice

martedì 20 Gennaio 2026
Una presunta maxi frode fiscale per oltre 8 milioni di euro è stata scoperta dai finanzieri del comando provinciale di Messina che hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip di Patti, per circa 4,6 milioni di euro. Al centro delle indagini una ditta individuale e una società di capitali di Patti, amministrate da una cittadina cinese e attive nel commercio al dettaglio di beni di varia natura.
In occasione degli accessi ispettivi militari della Guardia di finanza hanno constatato che le imprese emettevano scontrini alterati, stampati con grossolani errori ortografici e privi delle informazioni previste dalla normativa fiscale. I successivi accertamenti hanno consentito di scoprire l’esistenza di una “contabilità parallela occultata con sofisticati strumenti informatici”.
La titolare delle ditte avrebbe utilizzato per la rendicontazione dei propri ricavi un software gestionale non correttamente collegato ai misuratori fiscali.
 “In questo modo – spiegano gli investigatori delle Fiamme gialle – si riusciva a tenere traccia dei complessivi incassi giornalieri, omettendo, però, di comunicare ai sistemi dell’Agenzia delle Entrate una considerevole parte dei ricavi complessivi“.
Secondo la Guardia di finanza di quasi tutte le transazioni che avvenivano in contanti nella sede delle ditte non sarebbe stata fatta alcuna comunicazione al fisco. I finanzieri hanno così proceduto all’estrapolazione dei file salvati all’interno del programma gestionale, riuscendo a ricostruire l’omessa dichiarazione di ricavi non dichiarati per oltre 8 milioni di euro e la mancata memorizzazione e trasmissione telematica di circa 50.000 scontrini fiscali, da cui è conseguita la sottrazione al fisco del pagamento di imposte per circa 4,6 milioni di euro.
L’amministratrice delle imprese è stata denunciata per dichiarazione fiscale fraudolenta. Il gip di Patti ha emesso un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, per 4,6 milioni di euro circa, con riferimento a liquidità, beni mobili e immobili nella disponibilità dell’indagata e della società di capitali da lei amministrata.
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