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L'operazione

Sequestrata Liberty Lines, maxi inchiesta e 60 persone indagate

giovedì 20 Novembre 2025

Maxi inchiesta della Procura di Trapani che coinvolge la compagnia di navigazione Liberty Lines, oggetto di sequestro. L’operazione, che riguarderebbe i finanziamenti erogati alla compagnia, è in corso e sarebbero indagate una sessantina di persone.

“Gli avvocati della Liberty Lines e degli azionisti – in una nota a firma degli avvocati Alfonso Furgiuele, Lorenzo Contrada e Giovanni Di Benedetto rappresentano che il decreto di sequestro ai danni dei loro assistiti è stato emesso, dalla procura della Repubblica di Trapani, in carenza sia di qualsivoglia ragione di urgenza sia degli ulteriori presupposti che avrebbero consentito l’adozione. Nei modi e termini di legge si rappresenteranno al Giudice i vari elementi che ne impongono la caducazione ripristinando la piena operatività della società” conclude la nota.

Sequestrato il pacchetto azionario

Il decreto di sequestro preventivo della Liberty Line è stato disposto d’urgenza dalla Procura di Trapani, con un provvedimento di oltre 2.600 pagine. I reati ipotizzati, a vario titolo di responsabilità personale, sono frode nella pubblica fornitura, truffa, falsità ideologica, attentato alla sicurezza dei trasporti e violazioni delle norme sulla navigazione.    

L’inchiesta riguarda i finanziamenti pubblici erogati dalla Regione Siciliana per garantire i collegamenti marittimi con le isole minori. Secondo l’accusa, la società non avrebbe comunicato una settantina di avarie delle proprie unità impedendo così i controlli necessari sulla sicurezza e sull’efficienza del servizio. Nonostante le presunte omissioni, la compagnia avrebbe continuato a percepire regolarmente i contributi pubblici.

Nel disporre il sequestro la Procura di Trapani ha anche nominato tre amministratori giudiziari per garantire la continuità nella gestione della società.

Il tema chiave dell’inchiesta sulla Liberty Lines che vede indagate 46 persone e due società riguarda la mancata segnalazione delle avarie a bordo che venivano fatte ‘sparire’ per potere continuare a percepire i finanziamenti della Regione Siciliana. E’ quanto ipotizza la Procura di Trapani nell’inchiesta sulla compagnia di navigazione che collega la Sicilia alle isole minori che ha portato al sequestro preventivo d’urgenza della società, eseguito dalla Guardia di finanza, per un valore di oltre 100milioni di euro.
Ma non solo, secondo quanto pubblica il sito livesicilia.it, la Procura di Trapani avrebbe chiesto anche l’emissione di un provvedimento cautelare personale nei confronti di nove indagati, che avrebbero ricevuto la convocazione per l’interrogatorio preventivo davanti al gip.

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