Il quadro politico italiano delineato dall’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico Swg per il TgLa7 al 13 luglio 2026.
Se da un lato i due principali partiti del Paese registrano dinamiche opposte, dall’altro emerge con forza il dinamismo delle forze intermedie della maggioranza di governo, in un contesto in cui il “partito dell’astensione” si conferma come la vera e propria spina nel fianco del sistema democratico, restando la quota maggioritaria del panorama nazionale.
Si conferma saldamente Fratelli d’Italia. Il partito guidato dalla premier Giorgia Meloni mette a segno una crescita minima ma costante dello 0,1%, portandosi dal 27,1% della settimana precedente al 27,2% attuale. Un risultato che consolida la leadership della principale forza di governo, la quale riesce a capitalizzare l’azione dell’esecutivo nonostante l’avvicinarsi della pausa estiva.
Al contrario, le notizie sul fronte delle opposizioni non sono positive. Il Partito Democratico cede lo 0,2% in sette giorni, scivolando dal 21,5% al 21,3%. Non va meglio al Movimento 5 Stelle, che subisce una flessione identica (-0,2%), arretrando dal 13,1% al 12,9%.
Questo simultaneo calo delle due forze trainanti del cosiddetto “campo largo” evidenzia le crescenti difficoltà del centrosinistra nel trovare una sintesi efficace e nel mobilitare l’elettorato critico verso il governo, che sembra preferire il rifugio nel non voto piuttosto che premiare i partiti di opposizione. Tra le altre forze di minoranza, si registra la flessione di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che perde lo 0,1% attestandosi al 6,4%.
Nel campo del centrodestra, l’attenzione si sposta sui rapporti di forza interni alla coalizione. Se Fratelli d’Italia sorride, i veri exploit della settimana appartengono a Forza Italia e a Futuro Nazionale.
Gli azzurri registrano una progressione dello 0,3%, balzando al 7,7% (rispetto al 7,4% del 6 luglio), confermando una vitalità al centro dello schieramento politico. Identico balzo in avanti (+0,3%) per la formazione di Futuro Nazionale, che sale al 6,3% e insidia da vicino la leadership delle altre forze minori.
Questa spinta centrista e conservatrice compensa ampiamente il momento di difficoltà della Lega di Matteo Salvini, unico partito della maggioranza a chiudere la settimana in territorio negativo: il Carroccio cede infatti lo 0,2%, scendendo dal 5,6% a un preoccupante 5,4%.
Passando alle forze che orbitano attorno alla soglia di sbarramento e nell’area dell’ex Terzo Polo, i dati di mostrano Azione di Carlo Calenda in lieve ripresa dello 0,1%, salendo al 3,5%. Resta invece inchiodata al 2,5% Italia Viva di Matteo Renzi, che non fa registrare variazioni nel trend settimanale. In leggera flessione +Europa, che perde lo 0,1% e si porta all’1,3%.
Sostanziale immobilismo per Noi Moderati (1,1%), Avanti PSI (1,0%) e per l’aggregato delle Altre Liste, fermo al 3,4%.
Circa un italiano su quattro, tra coloro che sono stati interpellati, dichiara apertamente di non sapere per chi votare o, ancor più drasticamente, esprime l’intenzione di disertare le urne. Un segnale inequivocabile di distacco della cittadinanza dalla politica attiva che, specialmente nei mesi estivi, tende a cristallizzarsi, ponendo una seria sfida di rappresentatività a tutto l’arco parlamentare.








