La marcia di avvicinamento verso il futuro dello stadio Renzo Barbera inizierà il prossimo 11 marzo. Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha convocato per quella data tutte le parti in causa a Palazzo Palagonia al fine di partecipare alla conferenza di servizi. Passaggio preliminare all’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Sul tavolo ci sarà “la valutazione della documentazione presentata dalla Palermo FC“. Incartamento sul quale sono sorti alcuni dubbi da parte di diversi organi coinvolti per i pareri.
Due gli elementi chiave: l’analisi dei costi oscilla fra 228 e 306 milioni di euro. Di questi, ben 128 serviranno al mero adeguamento dell’impianto di viale del Fante agli standard della Lega Serie A. L’altro riguarda i posti a sedere. Da quanto messo nero su bianco nell’analisi dei costi, l’attuale intenzione è quello di non incrementare il numero totale dei posti a sedere (circa 38.500).
Fatto su cui gli esponenti di “Oso” Giulia Argiroffi ed Ugo Forello auspicano un ripensamento. “Raccogliendo una sensibilità diffusa tra i cittadini, ci permettiamo di porre una riflessione: sarebbe davvero un peccato che, a fronte di un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro, di cui la metà interamente a carico della FC Palermo, per soli 1.529 posti lo stadio restasse nella fascia che consente di ospitare competizioni minori come la Conference League, rinunciando invece alla possibilità di ospitare finali di competizioni più importanti come l’Europa League. Siamo certi che la società Palermo, che ha già dimostrato grande attenzione nei confronti della città e della sua storia calcistica, vorrà valutare ogni possibile soluzione affinché questa occasione diventi davvero un motivo di orgoglio per Palermo e per tutti i suoi tifosi“.
I soggetti coinvolti
La missiva, inoltrata dal sindaco, è stata inviata ad una pluralità di soggetti istituzionali (Presidenza della Regione, assessorato regionale alle Infrastrutture, Autorità di Bacino, Soprintendenza Regionale dei Beni Culturali, all’Asp 6 di Palermo, al comando provinciale dei vigili del fuoco, alla commissione impianti sportivi nazionale del CONI, al comitato regionale del CONI, alla Palermo Fc, all’ufficio del Verde comunale, all’area dei Lavori pubblici, all’impiantistica sportiva, al Patrimonio, ai Rangers e a tutte le società di sottoservizi, nonchè per conoscenza anche al presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo).
Diciannove allegati, le richieste dell’Autorità di Bacino
Un documento al quale risultano ben 19 allegati. Fra questi, però, alcuni hanno sollevato più di altri l’attenzione degli osservatori di Radio Palazzo. Una lista in cui figura la nota dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia. Ente che ha comunicato, lo scorso 16 gennaio, “l’improcedibilità del rilascio del parere di conformità geomorfologica di cui alle norme di approvazione del PAI, giusta l’assenza di tale studio nella proposta progettuale della Palermo FC“. In particolare, si legge all’interno dell’allego 2, “in assenza del predetto studio di compatibilità questa Autorità non può esprimere le proprie determinazioni, e pertanto, in questa fase l’istanza verrà archiviata per manifesta improcedibilità“.
Poi ci sono ASP e Riserva di Monte Pellegrino
C’è poi l’ASP Palermo. Organo che ha chiesto “di acquisire le risultanze della seduta del 27 gennaio per esprimere il proprio parere igienico-sanitario”. Assenso condizionato invece dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, in particolare sulle aree risalenti agli 30 del ‘900. Ovvero il periodo di edificazione originario dello stadio Renzo Barbera. Altro tema ha riguardato il parere emesso dai Rangers relativamente al coinvolgimento, in qualità di parcheggio, dell’area ex campo Rom. Nel dettaglio, gli esponenti della Riserva di Monte Pellegrino avevano chiesto “integrazioni documentali e chiarimenti relativi alla proposta progettuale“.
Sul parcheggio nell’ex area ROM ci sono poche speranze
In particolare, veniva richiesta la “mappa dettagliata della porzione del campo nomadi inserita nelle alternative progettuali e con una relazione che specifichi le dimensioni, le caratteristiche e gli interventi previsti all’interno della Riserva, in quale contesto normativo si inserirebbe la previsione del parcheggio e quale iter approvativo dovrebbe seguire il progetto, tenuto conto inoltre che Monte Pellegrino e le sue falde rientrano nella Zona Speciale di Conservazione ITA020014 dell’Unione Europea“.
Una questione sulla quale, proprio oggi, è intervenuto il sindaco Roberto Lagalla. “Si rappresenta che per l’area è prevista la destinazione d’uso ‘Giardini di nuovo impianto in aree degradate da destinare alla pubblica fruizione’. Allo stato, nello studio di fattibilità, è prevista una ipotesi di accoglienza e accesso alla Favorita in na piccola area da destinare a parcheggio. Lo studio di fattibilità e le previsioni in esso contenute richiedono una variante complessiva del Piano di Utilizzazione della Zona B, approvato dalla Regione nel 2012, i cui tempi stimati non sono compatibili con il cronoprogramma funzionale alla candidatura a Euro 2032″.
Insomma, niente da fare. “Tuttavia – sottolinea il sindaco – questa Amministrazione si impegna a rendere disponbiile altre aree di equivalente capienza in occasione degli eventi sportivi e non, nelle more dell’assegnazione in forma stabilire della porzione di area richieta, con le procedure amministrative derivanti dalle vigenti disposizione di legge e regolamenti“.
L’analisi dei costi fatta dalla Palermo FC
Ma il cuore pulsante della questione riguarda l’allegato 6, ovvero l’analisi dei costi e del mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario. “La proposta – scrive la società Palermo Fc nell’allegato -, si preoccupa di stimare pure i potenziali ricavi e flussi di cassa operativi legati al nuovo investimento. Anche questi vengono quantificati sulla base di pregresse esperienze che, nel caso in esame, sono state in prevalenza acquisite grazie anche al know how del Gruppo di appartenenza della Società. L’approccio riservato ai costi comporta, ovviamente, che riportata è pure la capienza dell’impianto, peraltro parametro richiesto anche dalla Uefa per poter far concorrere la Città nel percorso che la vede candidata ad Euro 2032“.
Guardando ai numeri, serviranno almeno 128 milioni di euro per rendere l’impianto conforme agli standard della Serie A. Fondi ai quali bisognerà aggiungere quelli necessari a rendere il nuovo impianto compatibile con gli oltre 130 requisiti (o milestones) imposte dalla UEFA per Euro 2032. A tal proposito, la Palermo FC ha individuato due opzioni: una da 228 milioni di euro e un’altra da 303 milioni di euro. La differenza sta tutta, o quasi, sulla copertura scelta per la struttura sportiva da viale del Fante, ovvero totale oppure parziale. In ogni caso, la società rosanero si aspetta “un utilizzo 365 giorni dell’impianto, l’organizzazione di eventi “non-matchday” (es. concerti), possibilità di ospitare eventi internazionali e maggiore efficienza gestionale“.
Ok dal consulente del sindaco
Proposte sulle quali Carlo Amenta, esperto del sindaco sulla questione, ha dato il proprio assenso. “Sulla base dell’analisi svolta posso quindi concludere che gli elementi forniti consentono di considerare le alternative progettuali presentate come meritevoli di interesse pubblico, in quanto la realizzazione di tale progetto può comportare esternalità positive che superano il mero equilibrio economico dell’iniziativa, garantendo un impatto di più lunga durata sulle attività del territorio. Il documento presentato è adeguato e fornisce tutti gli elementi utili per apprezzare la sostenibilità economica e finanziaria delle alternative progettuali presentate, grazie alla presenza di tutti quegli elementi di natura economica e finanziaria che consentono di dichiarare l’interesse pubblico all’iniziativa sotto il profilo del miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire“.
Ippodromo escluso definitivamente dal progetto
Una cosa è certa. Viene abbandonata del tutto la strade relativa ad un possibile coinvolgimento dell’Ippodromo di Palermo all’interno del progetto. Uno scenario altamente probabile ma che ora viene messo nero su bianco anche dall’amministratore delegato Giovanni Gardini. “Si conferma l’impossibilità di perseguire l’alternativa n. 3 (ippodromo). Ciò, considerato che, tanto il fatto che occorrerebbe porre in essere tutte le procedure amministrative conseguenti al fatto che si tratta di sito diverso da quello che oggi ospita lo Stadio comunale, quanto l’esigenza di doverne acquisire la disponibilità ad oggi riconosciuta ad altro concessionario, la rendono una soluzione incompatibile con i tempi imposti dalla FIGC e dalla comune volontà di far concorrere la Città di Palermo per essere riconosciuta una tra le cinque sedi italiane che ospiteranno gli eventi di Euro 2032“.




