Si chiama “Sicilia-As (aortic stenosis)”, ed è un registro epidemiologico, gratuito e su base volontaria, promosso dal Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe), per stimare la reale diffusione della stenosi aortica tra i cittadini della Provincia di Enna con più di 70 anni e a fornire dati utili alla programmazione sanitaria regionale, nonché di quella nazionale, perché il risultato dello studio sarà un modello nazionale.
A guidare l’iniziativa scientifica sono il direttore generale del Dasoe, Giacomo Scalzo, e l’ideatore del progetto, professore Corrado Tamburino, tra i pionieri in Italia delle tecniche di cardiologia interventistica strutturale, primo a introdurre e sviluppare la procedura Tavi in Italia (impianto transcatetere della valvola aortica).
Lo studio di osservazione vedrà il coinvolgimento attivo dell’Asp di Enna, dell’università Kore, dell’ordine dei medici di Enna, dei medici di medicina generale e dei cardiologi del territorio (Ance, Arca, Simes). Per ottenere una stima epidemiologica affidabile si prevede il coinvolgimento di oltre 1.600 partecipanti. I partecipanti allo studio saranno invitati attraverso i medici di medicina generale e le amministrazioni locali e seguiranno un percorso in due fasi: uno screening territoriale con valutazione clinica iniziale ed esami di base; una valutazione cardiologica ed ecocardiografica per individuare eventuali alterazioni della valvola aortica.
La stenosi aortica è oggi la valvulopatia più frequente negli anziani e rappresenta una sfida crescente per i sistemi sanitari. “Questo registro ha una grande valenza perché, per la prima volta in Italia, consente di condurre un’indagine epidemiologica su larga scala in una comunità ben definita e rappresentativa della popolazione siciliana – spiega Tamburino – La stenosi valvolare aortica è una malattia degenerativa tipica dell’età avanzata che, se non trattata, può portare progressivamente a gravi complicanze e alla morte. Conoscere con precisione quanti pazienti ne sono affetti e il grado di severità della patologia permette al sistema sanitario di programmare interventi tempestivi, riducendo mortalità e ospedalizzazioni”.
“Si tratta di un progetto di grande rilevanza sanitaria e sociale”, dice il presidente dell’ordine dei medici di Enna, Renato Mancuso.
“Oggi iniziamo a scrivere una bella pagina di sanità pubblica nella nostra provincia”, dice Mario Zappia, direttore generale dell’Asp di Enna.




