Salvati 500 milioni di euro di investimenti in zona Cesarini. La metafora calcistica è più che azzeccata per descrivere il voto con il quale il Consiglio Comunale ha approvato l’inserimento dei vincoli preoardinati all’esproprio nel progetto delle linee D, E, F e G del sistema tram di Palermo. Dicitura che, secondo quanto si legge nell’atto, era rimasta fuori dalla precedente approvazione consiliare arrivata a dicembre 2024 “per mero refuso“.Un passaggio che consentirà agli uffici di sottoscrivere l’obbligazione giuridicamente vincolante (OGV) del primo stralcio dell’opera, ovvero la realizzare della tratta F (Stazione Giachery – Staazione Centrale) e dei primi due passaggi della linea E (Stadio-Francia e Francia-Zen) entro la data prevista del 31 dicembre 2025. Per il resto si vedrà in un secondo tempo, risorse permettendo.
Rini: “Opera migliorerà intermodalità del trasporto urbano”
Un risultato, quello ottenuto oggi in aula, salutato con soddisfazione dal presidente della II Commissione Consiliare Antonio Rini. “L’approvazione della delibera permetterà di avere un sistema tramviario integrato e interconnesso con le altre modalità di trasporto urbano. L’estensione della rete consentirà una maggiore copertura territoriale, una riduzione dei tempi di percorrenza e un miglioramento dell’intermodalità con autobus e parcheggi di interscambio, favorendo così un utilizzo più efficiente dei mezzi di trasporto pubblico da parte dei cittadini“.
Le opposizioni: “Amministrazione incapace di dare priorità alla linea D”
Di ben altro avviso è il mondo delle opposizioni. I consiglieri comunali Giulia Argiroffi, Ugo Forello, Mariangela Di Gangi, Antonino Randazzo, Concetta Amella, Massimo Giaconia, Giuseppe Miceli, Fabio Giambrone e Albero Mangano hanno affidato ad una nota congiunta il proprio pensiero, focalizzandosi in particolare sull’attuale esclusione della linea D (Stazione Centrale – Bonagia). Una tratta ritenuta priorità dall’intero arco consiliare, vista anche la possibiità di poter creare in futuro un nuovo ponte sul fiume Oreto, ma a cui non è stato possibile dare priorità, a causa della mancanza del PAUR da parte delle autorità regionali.
“Dopo aver preso atto dell’inadeguatezza di chi avrebbe dovuto garantire la correttezza di un atto tanto delicato – liquidando un errore grave come un semplice “refuso” – constatiamo oggi il fallimento politico di un’Amministrazione che, pur riconoscendo a parole il valore strategico della Tratta D con il ponte sul fiume Oreto, non è stata capace di ottenere il risultato promesso. Abbiamo scelto di presentare un emendamento all’atto non solo per correggerne le criticità, ma per lasciare traccia di un ragionamento che riteniamo prezioso per Palermo. La Tratta D rappresenta la prima vera esigenza di questa seconda fase del sistema tramviario e non può essere ulteriormente rinviata o indebolita“.




