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Dalla Super Zes agli Enti locali

Un pacchetto di 100 proposte per la Finanziaria, De Luca: “Pronti al confronto. Terzo mandato subito in aula”

martedì 3 Novembre 2026

Oltre 100 proposte suddivise in 9 macro-temi. E’ questo il contributo che Sud chiama Nord è pronto ad apportare alla prossima Finanziaria, l’ultima della legislatura, ormai alle porte. Ad annunciare gli interventi è stato il capogruppo Cateno De Luca, in conferenza stampa all’Ars, affiancato dai colleghi Giuseppe Lombardo, Matteo Sciotto e il neo ingresso Andrea Messina.

Ore contate per la Finanziaria

La giornata non è una scelta casuale: “Domani il testa della Manovra sarà votato in giunta. Scriverò al presidente Schifani e gli invierò le nostre proposte. Se il governo vorrà ascoltarci saremo ben lieti di contribuire all’approvazione della legge, altrimenti faremo la nostra parte“.

Ma di cosa si tratta? In totale sono 9 i temi principali: rafforzamento degli Enti locali; qualità dei servizi ai cittadini; sussidiarietà e decentramento; semplificazione amministrativa e accelerazione della spesa; sviluppo territoriale ed incentivazione degli investimenti; creazione di nuovi posti di lavoro e stabilizzazione dei lavoratori precari; salvaguardia dell’ambiente e del territorio; promozione turistica e culturale; mobilità sostenibilità mare, moti e fra territori omogenei. 

All’interno del vasto fascicolo spiccano due misure: l’intangibilità triennale del fondo della autonomie locali e di tutti i trasferimenti degli Enti e il finanziamento stabile della Super Zes, con 1,4 miliardi di euro da dividere nel triennio, prevedendo anche per gli anni fiscali 2026, 2027 e 2028 lo stesso trattamento previsto per l’anno fiscale 2025, per il quale in variazione di bilancio sono stati destinati 209 milioni di euro. Le cento proposte rappresenteranno un punto di partenza fondamentale, che saranno avanzate, ha evidenziato De Luca, anche in vista della “prossima agenda del governo nazionale“. Altri interventi riguardano la riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, attraverso l’istituzione della figura del Direttore generale della Regione Siciliana e necessità di rafforzare il ruolo dei sindaci nel controllo della qualità dei servizi sanitari.

I prossimi appuntamenti a Sala d’Ercole

La Finanziaria terrà banco nei prossimi mesi, ma ci vorrà circa un mese prima che effettivamente sbarchi a Sala d’Ercole. Il sindaco di Taormina ha così fatto il punto sui prossimi appuntamenti nell’agenda del Parlamento.

La speranza è quella di poter partire subito con il terzo mandato, per il quale De Luca ha chiesto al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno la calendarizzazione nel più breve tempo possibile. “C’è una casta parlamentare nei confronti dei sindaci. In Sicilia vige un’anomalia sui limiti dei mandati che va risolta. Una situazione imbarazzante si è venuta a creare a Serradifalco, dove il sindaco uscente ha ignorato il limite e si è ricandidato. La cosa paradossale è che non risulta un provvedimento della Regione contro il collega eletto. Siamo dalla parte del sindaco. Attualmente c’è una faida politica, sta continuando la sua attività, ma effettivamente non si sa se in futuro i suoi atti avranno legittimità. Non si capisce perché il governo non agisce, non è pensabile che tolleri  ciò senza dare una soluzione. La legge dello Stato prevede che non ci siano limiti sotto i 5mila abitanti e tre mandati per i sindaci dei Comuni dai 5mila ai 15mila abitanti“.

Questo, però non sarebbe l’unico paradosso che coinvolge da vicino i primi cittadini dell’Isola. “Per essere eletti al Parlamento nazionale o europeo un sindaco al comando di un Comune con più di 20mila abitanti non si deve dimettere, per essere eletto all’Ars sì. C’è una disparità di trattamento“.

Ma Sala d’Ercole dovrà prima trovare la quadra su un’altra questione spinosa: la riforma della dirigenza. “Non si può definire riforma. Sono piccole modifiche che in realtà non modificano nulla. Performance e organizzazione non sono tratti, come se in questa terra non sia mai successo nulla. Siamo lontani dalle esigenze reali. Noi non parteciperemo – ha spiegato De Luca – non saremo parte attiva“.

Elezioni all’orizzonte

Come già detto, l’imminente Finanziaria sarà l’ultima. Le attenzioni sono tutte concentrate sulla Manovra, ma all’orizzonte gli appuntamenti elettorali del 2027 tengono col fiato sospeso. De Luca ha già mosso i primi passi. Dopo la formazione del gruppo alla Camera, con la mano tesa da parte di Fratelli d’Italia, la tre giorni di Roma ha sancito il suo ingresso all’interno del centrodestra nazionale. Aspetto, quest’ultimo da sottolineare. L’accordo non è automaticamente legato al piano regionale. I due tavoli restano ben distinti e separati.

In tal senso i leader regionali del centrodestra siciliano hanno chiesto chiarimenti sulla posizione del leader di Sud chiama Nord, dalla Lega alla Democrazia Cristiana, fino all’Mpa. “Chiedano chiarimenti ai loro vertici nazionali. Non scendo ai livelli regionali per spiegare i miei accordi nazionali“. Finanziaria banco di prova? “Possiamo votare sì, no o fare ostruzionismo. Decideremo in base all’orientamento del governo. Se applicherà buon senso siamo pronti a confrontarci“.

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