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L'incontro a Catania

Vertice di maggioranza: il centrodestra cerca la quadra sulle nomine di sottogoverno, variazione di bilancio in stallo

mercoledì 8 Luglio 2026
Palazzo D'Orléans

Un faccia a faccia rapido e con un focus particolare sulle nomine di sottogoverno. Si è svolto nella tarda mattinata di oggi il secondo vertice di maggioranza post amministrative. Il centrodestra è tornato a riunirsi a Catania e tra i punti all’ordine del giorno non poteva mancare anche la variazione di bilancio. 

Presenti solo commissari e segretari regionali. Esclusi i capigruppo all’Ars. Hanno preso parte all’incontro il commissario Forza Italia Nino Minardo, il commissario di Fratelli d’Italia Luca Sbardella, Valeria Sudano per la Lega, al posto del segretario Nino Germanà, i commissari della Democrazia Cristiana Fabio Meli e Carmelo Sgroi, il coordinatore dell’Mpa Fabio Mancuso e il segretario dell’Udc Decio Terrana. Non pervenuto Noi Moderati. Il coordinatore Massimo Dell’Utri aveva già annunciato la sua assenza, al suo posto sarebbe dovuta arrivare Marianna Caronia, impegnata però con le attività parlamentari a Palermo.

I leader regionali dei partiti torneranno ad aggiornarsi venerdì 17 luglio a Catania. Ma vediamo nel dettaglio cosa è successo.

Le nomine di sottogoverno: Seus, Irfis e non solo

Alle pendici dell’Etna gli argomenti principali sono state le nomine di sottogoverno, con il rinnovo dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali in scadenza.

Tra questi c’è Sues il 20 luglio. A seguire spiccano Sas, Ast, Maass, Cefpas e Esa. I riflettori sono puntati anche su Irfis, dove bisogna ancora trovare la quadra sulla composizione del consiglio di amministrazione, che impone una quota per la rappresentanza di genere, due uomini e tre donne o viceversa.

Ancora stallo sulla variazione di bilancio

Non filtrano invece molte novità in tema di variazione di bilancio. Il prossimo incontro potrebbe rivelarsi quello decisivo, ma secondo indiscrezioni si farebbe sempre più concreta l’ipotesi di rinviare il tutto a settembre-ottobre. 

Commissari e segretari regionali hanno provato a fare una sintesi, nonostante qualche tassello mancante. Prima di proseguire però sarà necessario confrontarsi con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, oggi impegnato presso la Corte dei Conti per il giudizio di parifica sul rendiconto del 2023. Ci saranno da stabilire tempi e risorse disponibili.

Il tempo stringe. Se tra le fila del governo filtra ottimismo, all’Assemblea il pessimismo avrebbe preso il sopravvento. Nel corso dell’ultima conferenza dei capigruppo è stato stilato il cronoprogramma delle prossime settimane e una data pesa più delle altre: il 5 agosto, giorno in cui le porte dell’Ars si chiuderanno per dare il via alla pausa estiva (CLICCA QUI). Una vera e propria corsa contro il tempo. Il testo della variazione di bilancio non c’è e anche il ricco bacino di risorse da cui accingere non è ancora definitivo. In giunta, infatti, è stato approvato il rendiconto 2020, ma all’appello mancano ancora quelli del 2021 e del 2022. Ma non finisce qui. I ddl dovranno essere votati anche da Sala d’Ercole (CLICCA QUI).

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