Esito negativo. Si chiude con una fumata nera il lungo vertice di maggioranza che si è svolto oggi tra le forze di centrodestra, alla presenza dei coordinatori e dei segretari regionali dei partiti riuniti nella sede della Regione in via Magliocco, a Palermo. Quattro ore nel corso delle quali, certamente, non sono mancati i temi da discutere e soprattutto gli scontri, sia in materia di elezioni provinciali sia di Enti locali.
All’incontro hanno preso parte: Giampiero Cannella, Salvo Pogliese e il deputato nazionale Luca Cannata per Fratelli d’Italia, Totò Cuffaro e Stefano Cirillo per la Democrazia cristiana, Raffaele Lombardo per l’Mpa, Luca Sammartino per la Lega, Marianna Caronia per Noi Moderati e Marcello Caruso per Forza Italia.
Ad oggi la coalizione di governo arriverebbe divisa al voto di secondo livello fissato per il prossimo 27 aprile. Non è stata trovata, infatti, la sintesi sui nomi dei candidati a presidente dei sei Liberi Consorzi. L’accordo è slittato e la decisione è stata rinviata ad un ulteriore vertice fissato per la prossima settimana, per provare a indicare un candidato unitario che possa correre tra le fila del centrodestra. Tra le proposte avanzate, in particolar modo dalla Lega e dal suo rappresentante Sammartino, anche quella di lascare liberi i territori, affinché ognuno scelga per sé la condizione più consona.
La situazione non cambia anche in tema di Enti locali. Dallo stralcio del ddl 738, questa settimana, in Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, è stata redatta una bozza del disegno di legge (CLICCA QUI). I capitoli più caldi restano la rappresentanza di genere al 40%, il consigliere supplente, l’incompatibilità della figura del consigliere comunale con quella dell’assessore comunale e il terzo mandato per i Comuni sotto i quindicimila abitanti. Dal vertice, però, non filtra ottimismo. Anzi, anche in questo caso manca la convergenza. Molti sarebbero stati i momenti di contrasto su ogni singola norma, con i vari pareri negativi dei partiti di coalizione, come la posizione contraria di Fratelli d’Italia per quanto riguarda la presenza del 40% delle donne nelle giunte.
Tutto rinviato, dunque, alla prossima settimana. Ma il voto in I Commissione incombe, anche su quelle norme che erano state “accantonate”. Tra queste proprio l’articolo 5, sulla rappresentanza, e l’articolo 4, sull’incompatibilità consigliere-assessore. La maggioranza sarà così messa a dura prova sul voto di ogni singola norma all’interno della Commissione, che martedì si riunirà in seduta per approvare il ddl.