Nel cuore pulsante della Sicilia, dove il fiume Alcantara ha scavato nei millenni gole profonde tra rocce laviche nere e lucide, più precisamente nel parco botanico e geologico gole Alcantara, va in scena un’esperienza teatrale che ha già conquistato pubblico e critica, l’Odissea di Omero.
L’Odissea era il νόστος, il ritorno a casa di Ulisse a Itaca, dopo Troia. Un ritorno che però è irto di ostacoli, l’eroe stesso era cambiato ma, soprattutto, Itaca non era più riconoscibile. La presenza dei Proci testimoniava il disordine, il disprezzo delle regole, che nasce quando sono scardinati i diritti e i valori umani. E Ulisse risolve la questione uccidendo i Proci.
E poi ci sono gli dei, ‘potenti capi’ che fomentano conflitti, mentre interi popoli ne subiscono i capricci. Ma qui è soprattutto la comunità guidata da Omero a narrare sé stessa e la propria storia.
Una rappresentazione che lancia messaggi di grande attualità.
Oggi l’Odissea rappresenta un grande monito, perché indica il rischio di ritrovarci in un mondo privo di quella giustizia sociale, senza la quale la guerra, figlia delle diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza mondiale, si protrae all’infinito.
Narrare la storia di uomini che hanno compreso come la guerra non faccia progredire l’umanità. Questo il messaggio che si vuole lanciare, dalle Gole dell’Alcantara, a tutti coloro i quali sono coinvolti in una delle guerre in corso in qualche parte del mondo.
Una caratteristica particolare e peculiare è il fatto che la rappresentazione avviene di fatto in due comuni differenti, “la cosa che fa sorridere è che la gente è seduta su una riva del fiume nel comune di Motta Camastra (ME) e guarda lo spettacolo che avviene sull’altra riva, nel comune di Castiglione di Sicilia (CT)“.
Una particolarità che, però, ia livello logistico diventa complicata perché “bisogna coordinare due Comuni“.
“Poi c’è il fiume che è il demanio dello Stato, e il parco fluviale dell’Alcantara e poi il parco botanico-geologico. Quindi l’assessorato mette insieme tutte queste associazioni, enti pubblici e privati in un lavoro difficile, ma che alla fine ha ricevuto il consenso di un pubblico molto vasto“.
Due spettacoli a sera alle 20 e 30 e alle 22, in uno spazio che ospita 198 persone. I numeri fino a questo momento sono alle stelle, “abbiamo registrato 12mila spettatori“. Un cast tutto siciliano, 20 attori che ogni anno si uniscono in questo meraviglioso connubio.
Un successo ripetuto, dopo le rappresentazioni degli scorsi anni, dove è andato in scena ‘L’ Inferno di Dante’, che anche in quel caso ha riscosso un grande successo.
Dopo l’anteprima del 21 luglio, gli applausi che si sono moltiplicati sera dopo sera, e per questo si è deciso di prolungare le rappresentazioni una settimana in più, fino a domenica 7 settembre.
“Vista la grande richiesta abbiamo deciso di prorogare un’altra settimana, la richiesta è notevole. Abbiamo ricevuto tantissime telefonate che chiedono biglietti, ma sono andati tutti venduti“.
Si parla di un ritorno economico ma soprattutto occupazionale. “Tutte le strutture circostanti, i b&b, i ristoranti lavorano la sera, nella valle dell’Alcantara, Francavilla di Sicilia, Motta Camastra“. Una soddisfazione per la nostra Isola.
La regia è firmata da Giovanni Anfuso, nome familiare per chi segue le produzioni “site-specific”, ovvero quelle create per dialogare con luoghi particolari, non convenzionali. E quale luogo più suggestivo delle Gole dell’Alcantara per raccontare il viaggio di Ulisse? Tra pareti di basalto, suoni d’acqua e giochi di luce, il poema omerico prende vita.
Il pubblico non è semplicemente spettatore, ma parte attiva dell’evento, entrando a 360 gradi un un ambiente magico già di per sé, e poi si viene trasportati fisicamente ed emotivamente in un’altra dimensione. Le voci degli attori si intrecciano al canto degli uccelli notturni, ai mormorii del fiume.
La scenografia naturale si fonde con luci e proiezioni digitali che amplificano la forza della narrazione. Le emozioni si muovono con il vento tra gli alberi, scivolano sulle pietre bagnate, si accendono tra le ombre delle gole.
Ulisse ha il volto e la voce di due attori, Ruben Rigillo e Davide Sbrogiò, che si alternano nel rappresentare l’eroe nelle sue diverse età. Accanto a lui, un cast ricco e variegato dà corpo agli altri personaggi mitici, Liliana Randi è un’intensa Atena, Giovanna Mangiù interpreta con sensibilità sia Penelope che Circe. Ma ciò che colpisce più di tutto è l’armonia dell’insieme, l’orchestrazione perfetta tra attori, danzatori, musiche originali e ambiente.
Nulla è lasciato al caso, e tutto, in qualche modo, sembra nato lì, sulle sponde dell’Alcantara.
Odissea non si limita a raccontare un viaggio epico del passato. Parla, quindi, in modo potente e simbolico, anche al nostro presente. Si avvertono, tra le righe del testo e nelle immagini create dalla regia, richiami a temi attualissimi, la guerra, l’esilio, il bisogno di casa, il diritto alla pace, il coraggio di cercare un destino migliore.
Uno spettacolo magico che immerge a 360 gradi in un viaggio tra mito e natura.