Il nuovo anno è appena sopraggiunto, ma gli equilibri precari tra le mura di Palazzo dei Normanni non sono mutati. Anzi, sembrano persino peggiorare. Nonostante il fitto cronoprogramma che impegnerà l’Ars per tutto il mese di febbraio, le prime due seduta del 2026 a Sala d’Ercole hanno ulteriormente posto sotto i riflettori tutte le crepe già evidenziate a ridosso della Finanziaria. Ad alimentare malumori e un clima già molto teso, le incognite sul rimpasto della giunta guidata dal presidente della Regione Renato Schifani, tra assessorati vacanti da oltre due mesi, assessori tecnici sgraditi e pretese di alcuni partiti della coalizione. A queste si aggiunge il destino ancora incerto e tutto da scrivere della Democrazia Cristiana. Il tutto, inevitabilmente, si proietta sull’attività parlamentare, rallentandone il naturale svolgimento.
Da destra a sinistra: partiti divisi sul terzo mandato
Nella giornata ieri ha preso ufficialmente il via la discussione generale sul ddl Enti locali, proveniente dalla stesura del disegno di legge 738, riguardante norme ordinamentali della Finanziaria 2025, assegnate poi alla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, relatore e promotore del testo (CLICCA QUI).
In mattinata il testo aveva superato anche l’ultimo ostacolo in II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, che si è espressa con il parere positivo sulla copertura finanziaria delle due misure, una relativa al tagliando antifrode e l’altra al contributo a determinati Comuni che abbiano maturato il requisito ivi previsto riferito alla chiusura del conto di tesoreria acceso dall’organo straordinario di liquidazione.
La seduta è durata poco meno di un’ora e mezza, tra stalli imprevisti e interruzioni continue. Presente in aula l’opposizione, pochi gli esponenti della maggioranza. Tra i temi più gettonati il consigliere supplente e la rappresentanza di genere al 40%, tra le preoccupazioni diffuse tra le deputate regionali.
Il percorso della riforma rischia però di rivelarsi in salita e l’articolo 14, relativo al terzo mandato dei sindaci, sarebbe un vero e proprio campo minato. La norma prevede l’assenza di qualsiasi limite per i mandati consecutivi dei sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti, un limite di tre mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione compresa tra 5mila e 15mila abitanti ed un massimo di due mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti. Da destra a sinistra, secondo voci di Palazzo, non vi sarebbe una visione unica e l’argomento sarebbe abbastanza divisivo all’interno di ogni singolo partito. Una partita apertissima per un tema molto delicato. Il ddl Enti locali, infatti, ha un ruolo chiave in vista delle prossime amministrative che si svolgeranno in primavera.
Le Commissioni scaldano i motori
Hanno invece vissuto due giorni di riscaldamento tutte e sei le Commissioni. Quest’ultime, infatti, saranno le grandi protagoniste delle prossime settimane. In ballo ci sono tutte le norme escluse dall’ultima Finanziaria.
In conferenza dei capigruppo il percorso è stato già tracciato: entro mercoledì 28 gennaio le Commissioni di merito dovranno esitare i disegni di legge collegati ordinamentali, con successivo eventuale passaggio in II Commissione Bilancio. Su quest’ultimi non saranno considerati ammissibili in aula emendamenti aggiuntivi privi del parere delle rispettive Commissioni di merito. Entro venerdì 13 febbraio, invece, la Commissione Bilancio dovrà esitare il disegno di legge collegato di spesa (CLICCA QUI).
Ad oggi sono stati depositati i ddl in I, II, III e VI Commissione. Bisognerà attendere i prossimi giorni per la IV e la V Commissione, riunite solo nella giornata di martedì per programmare i lavori.
I disegni di legge avranno percorsi singoli e autonomi. L’idea che attualmente circola tra i corridoi dell’Assemblea è quella di approvare i cinque ddl di ordinamentali puri in un’unica seduta. Quello di spesa pura, invece, che sarà esaminato dalla II Commissione Bilancio, dovrebbe approdare a Sala d’Ercole in un secondo momento. Un quadro più nitido potrebbe essere tracciato la prossima settimana, martedì 20. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno avrebbe convocato una riunione con tutti i presidenti di Commissione (in ordine: Ignazio Abbate, Dario Daidone, Gaspare Vitrano, Giuseppe Carta, Fabrizio Ferrara e Pippo Laccoto) per coordinare i lavori, senza accavallamenti.
L’obiettivo è quello di chiudere il tutto entro febbraio.




