Condividi
L'approfondimento

Farmacie e Fascicolo sanitario elettronico 2.0: una funzione pubblica che nasce dalla storia

mercoledì 4 Febbraio 2026

“C’è un equivoco culturale che va chiarito una volta per tutte. La farmacia viene spesso percepita come qualcosa di esterno o addirittura antagonista alla Sanità pubblica, ma in realtà è esattamente il contrario”.

A dichiararlo è Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (DASOE) dell’Assessorato regionale della Salute, intervenuto nel corso di un confronto tra specialisti all’Ordine dei Medici di Palermo, il quale richiama il valore storico della farmacia come chiave di lettura del ruolo che oggi è destinata ad assumere anche nell’ambito del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Un percorso che le colloca pienamente dentro il Sistema sanitario nazionale, come uno dei suoi presidi più antichi e diffusi.

La storia

“Per capire davvero il ruolo delle farmacie bisogna tornare al periodo successivo all’Unità d’Italia, quando si comprese che i farmaci dovevano arrivare anche nelle zone periferiche e non soltanto nei grandi centri urbani – prosegue -. Lo Stato non era in grado, da solo, di garantire una distribuzione capillare dei medicinali e per questo chiese ai privati di anticipare risorse economiche per assicurare un servizio pubblico essenziale. Con i Regi decreti del 1934 e del 1938 si cominciò a mettere ordine, chiarendo che chi investiva capitali privati operava comunque all’interno di un sistema pubblico, sottoposto a regole e controlli”.

“Da qui discende il principio secondo cui la farmacia privata non è un bene del farmacista, perché il bene resta pubblico – sottolinea –. La farmacia non è una proprietà personale ma una concessione e, se viene meno il titolare, la sede torna allo Stato. Per questo la farmacia privata deve essere considerata, perché lo è al cento per cento, il primo avamposto di sanità pubblica al servizio dei cittadini e dei pazienti. I farmacisti hanno sempre anticipato risorse proprie per garantire questo servizio pubblico e oggi fanno la stessa cosa accompagnando l’innovazione digitale del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. È quindi necessario che le direzioni amministrative e i dipartimenti farmaceutici delle Asp tengano conto di questa verità sanitaria nel momento della corresponsione delle somme anticipate, come atto di giustizia amministrativa ed economico-finanziaria, affinché il bene pubblico rappresentato dalla farmacia possa continuare a garantire sicurezza ai cittadini senza subire ritardi nei rimborsi”.

Farmacie ed Fse

Sul piano operativo, l’ingresso delle farmacie nel Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 passa da funzioni precise e da responsabilità ben definite, che richiedono competenze specifiche e un’adeguata formazione. Le farmacie sono chiamate innanzitutto a supportare l’accesso dei cittadini al fascicolo, facilitando l’attivazione del servizio e la gestione del consenso alla consultazione dei dati sanitari, soprattutto per le persone meno alfabetizzate dal punto di vista digitale.

Un altro ambito riguarda la consultazione delle informazioni disponibili nel FSE, a partire dalle prescrizioni farmacologiche dematerializzate, che consentono di verificare la terapia prescritta e di agevolare la dispensazione dei farmaci senza ricorrere alla documentazione cartacea. In questo contesto, il fascicolo diventa anche uno strumento di supporto alla continuità terapeutica, permettendo di ricostruire la storia delle prescrizioni nel tempo.

Le farmacie possono inoltre svolgere una funzione di accompagnamento nell’utilizzo dei servizi digitali collegati al FSE, come la prenotazione di visite ed esami o l’accesso ai documenti clinici disponibili, offrendo un punto di riferimento territoriale per l’interazione con il sistema sanitario digitale.

Nei limiti previsti dalla normativa, l’operatività delle farmacie si estende anche all’aggiornamento di specifiche informazioni sanitarie e alla corretta gestione dei dati, nel rispetto delle regole su consenso informato, tracciabilità degli accessi e protezione dei dati personali. Un ruolo che rafforza la funzione di prossimità della farmacia e contribuisce a rendere il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 uno strumento realmente accessibile e utilizzabile dai cittadini.

Dalla norma alla pratica

“Il sistema delle farmacie non arriva impreparato a questo passaggio – evidenzia Maurizio Pace, segretario nazionale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani -. Già dal 2006, con la farmacia dei servizi, i farmacisti hanno iniziato un percorso di integrazione sempre più strutturato all’interno del Servizio sanitario. All’interno di questo modello anche il Fascicolo Sanitario Elettronico è entrato in una fase di sperimentazione che oggi si è conclusa. In Italia infatti, i farmacisti sono oltre centomila e più di sessantamila hanno già seguito percorsi di formazione sul Fascicolo Sanitario Elettronico. Dal 2025 i servizi sono entrati stabilmente nel sistema ed è per questo che chiediamo un modello di formazione basato su farmacisti formatori, distribuiti sul territorio, affinché ogni Ordine possa garantire una preparazione omogenea e continua. Dal 2026 i nuovi farmacisti non potranno lavorare al banco se non saranno formati e accreditati all’accesso e all’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico”.

In Sicilia

 “I numeri ci dicono che la sfida è enorme. Solo tra Catania e Palermo parliamo di circa 2.500/2.600 professionisti da formare e non è possibile pensare a percorsi concentrati in pochi giorni – aggiunge Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia -. La strada da seguire è quella di una formazione diffusa e flessibile, costruita per piccoli gruppi e su base provinciale, in modo da coprire il territorio in tempi compatibili con le scadenze. Per le farmacie rurali e per quelle delle isole minori abbiamo chiesto che la formazione possa svolgersi interamente online, perché sono proprio questi presidi a garantire l’accesso ai servizi sanitari nelle aree più fragili”.

“La formazione rappresenta una condizione indispensabile per rendere il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 realmente operativo. Abbiamo avviato un percorso che prevede il coinvolgimento di quindici farmacisti formatori, affiancati dai professionisti dell’Ordine dei Medici del capoluogo siciliano, con l’obiettivo di formare oltre 2.000 farmacisti entro il mese di marzo – completa Mario Bilardo, presidente dell’Ordine dei Farmacisti siciliani e di Palermo -. Solo attraverso una formazione strutturata e omogenea le farmacie potranno svolgere pienamente il loro ruolo di presidio di prossimità anche nell’ambito della Sanità digitale”.

In coro i farmacisti hanno ribadito il loro appoggio ai medici, confermando la disponibilità a collaborare attivamente anche in vista delle imminenti scadenze.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Riforma della dirigenza, Abbate: “Presentati 26 emendamenti, evitare che la riforma si blocchi” CLICCA PER IL VIDEO

Il presidente della I Commissione Ignazio Abbate ha deciso di allungare i tempi per la presentazione degli emendamenti, fissando il nuovo limite a martedì 16 giugno

BarSicilia

Maria Terranova a Bar Sicilia: “Termini Imerese modello per il campo largo. Candidata alle regionali? Continuo a fare la sindaca” CLICCA PER IL VIDEO

Ospite di Bar Sicilia la regina delle preferenze in quest’ultime elezioni amministrative, la sindaca di Termini Imerese Maria Terranova

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it