ilSicilia.it intervista all’Ars il presidente della Commissione Affari istituzionali Ignazio Abbate. Le riforme della dirigenza regionale e degli Enti locali sono quelle più attese in Sicilia e che saranno dibattute a Sala d’Ercole già a partire dalla prossima settimana.
Chiusa la fase di acquisizione degli emendamenti, adesso si potrà procedere a passo spedito per la votazione dei singoli articoli di ciascun disegno di legge di cui lo stesso deputato democristiano sarà relatore in aula.
Per quanto riguarda gli Enti locali, il provvedimento elaborato incide nella gestione della vita quotidiana dei Comuni siciliani, e quindi dei consiglieri e degli amministratori. Ma anche in quella degli enti provinciali e Liberi Consorzi.
A tenere acceso il dibattito politico è certamente la norma che innalza al 40% la rappresentanza di genere nelle giunte comunali. In più c’é la possibilità per il sindaco di potersi candidare nei Comuni fino a 5 mila abitanti senza limiti di mandato, in quelli che vanno da 5 mila a 15 mila abitanti è possibile candidarsi a primo cittadino anche una terza volta consecutiva. Poi la previsione del consigliere supplente che sostituisce quel consigliere che viene investito dell’incarico di assessore, sempre a livello comunale.
Per quanto concerne, invece, il comparto dei dirigenti regionali, la riforma auspicata istituisce la fascia unica che va a sostituire l’attuale organizzazione che prevede i tre livelli, ovvero le famose tre fasce. Questa norma permette alla Regione Siciliana di allinearsi alla normativa nazionale che già prevede la fascia unica. Una riforma che darà la possibilità di bandire nuovi concorsi, visto il deficit di organico nei dipartimenti regionali dove ci sono centinaia di posizioni vacanti.
In queste settimane l’attività del gruppo parlamentare della Democrazia cristiana si è distinta per unità e compattezza nel sostenere l’azione di governo guidato da Renato Schifani e il rinnovo della rappresentanza del partito grazie alla nomina dei nuovi commissari regionali Fabio Meli, Carmelo Sgroi e Salvatore Cascio. E grazie anche a quella dei vicesegretari nazionali: Nuccia Albano e Salvatore Giuffrida.




