Beni culturali, inaugurato a Gela il Museo dei relitti greci. Scarpinato: “Il traguardo raggiunto oggi è un risultato epocale” CLICCA PER IL VIDEO
Redazione
martedì 24 Febbraio 2026
È stato inaugurato oggi, nell’area demaniale di Bosco Littorio a Gela, nel Nisseno, il Museo dei relitti greci, struttura che accoglie e racconta uno dei ritrovamenti più significativi della storia antica dell’Isola: una nave da carico rinvenuta nel 1998 sui fondali marini antistanti la costa di contrada Bulala, a circa ottocento metri dalla riva.
La struttura è stata interamente finanziata dall’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana, con un importo di oltre 5 milioni di euro, a valere sul Por Sicilia 2000–2006. Il progetto, la direzione dei lavori e l’allestimento sono stati curati interamente dalla soprintendenza per i Beni culturali di Caltanissetta, guidata da Daniela Vullo.
Alle risorse stanziate dalla Regione Siciliana, si è aggiunto, lo scorso anno, anche un finanziamento straordinario di 480 mila euro da parte dell’Assemblea regionale siciliana, destinato al ripristino degli impianti, danneggiati dai ripetuti furti di cavi elettrici e altri materiali, oltre a ulteriori danneggiamenti e atti vandalici che si sono susseguiti nei cinque anni di allestimento della sede museale.
“Il traguardo raggiunto oggi – dice l’assessore Francesco Paolo Scarpinato – è un risultato epocale, frutto di grande impegno, di un autentico lavoro di squadra e dello slancio del governo regionale. Questo museo esalta la storia millenaria del nostro mare Mediterraneo e l’identità siciliana. Si estende per 4 mila metri quadrati e comprende magazzini archeologici, sale multimediali, aule didattiche e aree per le conferenze. Abbiamo donato a Gela un progetto di ampio respiro. Un punto di partenza importante per la valorizzazione e la rinascita culturale della città, che potrà diventare una tappa di riferimento fondamentale per il turismo archeologico dell’Isola”.
Il progetto architettonico e la direzione dei lavori sono stati affidati all’architetto Ettore Di Mauro; responsabile unico del procedimento è stato l’architetto Emanuele Turco, oggi direttore del Parco archeologico di Gela; l’allestimento è a cura dell’architetto Filippo Ciancimino, mentre il coordinamento generale è stato seguito direttamente dalla soprintendente Vullo, che ha curato anche il restauro dei legni del relitto, effettuato a Portsmouth, in Gran Bretagna, nel laboratorio dei Mary Rose Archeological Services, una struttura specializzata nel restauro del legno “bagnato” all’interno della base della Marina britannica.
“La realizzazione di questa grande struttura museale è motivo di orgoglio per la Soprintendenza di Caltanissetta che mi onoro di dirigere – ha detto Daniela Vullo – perché rappresenta il risultato di un intenso lavoro svolto interamente da tecnici interni all’amministrazione. Il relitto greco, tragicamente naufragato 2.500 anni fa al largo della costa di Gela, ha finalmente raggiunto il suo porto e oggi, insieme al suo prezioso carico, si offre ai visitatori restituendo identità ai luoghi e ai cittadini, eredi di una cultura millenaria”.
Gli interventi hanno riguardato opere edili e impiantistiche, scavi archeologici preventivi, fornitura e posa degli arredi, allestimento museale del relitto e installazione dei corpi illuminanti.
Il museo è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 13.30 e dalle 15 alle 18. Chiusura settimanale il lunedì. Il costo del biglietto è di 6 euro, ma per la prima settimana l’accesso sarà gratuito.
La storia
Il Museo dei relitti greci accoglie i resti di un’imbarcazione oneraria rinvenuta nel 1998 nei fondali marini antistanti la costa di contrada Bulala a Gela, a circa ottocento metri dalla riva. Il relitto, naufragato probabilmente a causa di una tempesta, giaceva ad una profondità di poco superiore ai cinque metri ed era ricoperto quasi interamente dalla zavorra litica che serviva a riequilibrare il peso della nave ogni qualvolta parte della merce che trasportava veniva scaricata nei vari porti d’approdo.
Subito dopo la scoperta furono avviate varie campagne di indagine e scavo subacqueo ed ebbe inizio un lungo e complesso studio archeologico attraverso il quale è stato possibile individuare la tipologia lignea dell’imbarcazione, conoscerne il carico e rilevare interamente il relitto al fine di valutare la metodologia di recupero, stabilire le tecniche di restauro e progettare la musealizzazione.
Il recupero, a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Caltanissetta, è avvenuto in più fasi; le principali sono state quelle svolte negli anni 2003-2004 durante la quale circa la metà dei legni che costituivano l’imbarcazione, compreso il lungo paramezzale, fu portata in superficie e quella svolta tra il 2007 ed il 2008 con il prelievo di tutte le restanti parti del relitto.
A conclusione di ogni attività di recupero i legni sono stati trasferiti a Portsmouth, nel laboratorio della Mary Rose Archeological Services, società con un centro specializzato nel restauro del legno bagnato annesso alla locale base navale della Marina Britannica, per essere sottoposti, previa desalinizzazione, al trattamento consolidante tramite il metodo dell’impregnazione con Peg, un polimero igroscopico a diverso peso molecolare che a temperatura ambiente presenta un aspetto ceroso, il quale, penetrando gradualmente nella struttura legnosa, si sostituisce alle molecole d’acqua.
Contestualmente al restauro procedeva, da parte della Soprintendenza nissena, la progettazione della grande struttura che avrebbe dovuto ospitare l’imbarcazione il cui sito era stato individuato all’interno dell’area demaniale di Bosco Littorio, non lontano dall’Emporio Greco, probabile luogo al quale era destinato il carico della nave per la commercializzazione.
Fulcro del grande spazio museale, la cui copertura lignea ricorda la carena rovesciata di un’imbarcazione, è il relitto greco con il lungo paramezzale, i madieri e parte del fasciame. Intorno sono esposti i reperti più significativi del prezioso carico costituito prevalentemente da anfore vinarie e olearie, oltre a ceramica attica di grande pregio, vasi figurati, lucerne, coppe, scodelle e vari oggetti di uso comune per la vita di bordo, tra i quali uno zufolo fittile e un piccolo corredo devozionale con due are in terracotta e una statuetta fittile di divinità femminile.
Completano l’allestimento una camera immersiva e uno spazio dotato di visori per la realtà virtuale attraverso i quali il visitatore potrà vivere alcune fasi del “viaggio” dell’imbarcazione.
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