Mentre si trovava sull’isola caraibica per la realizzazione di un reportage, l’ex parlamentare ed ex volto noto del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, è stato colpito da un improvviso malore. Il ricovero d’urgenza è avvenuto nella giornata di venerdì 28 agosto presso una struttura sanitaria a Santa Clara, una città a circa 300 chilometri dalla capitale di Cuba de L’Avana.
Secondo quanto si apprende dalle prime ricostruzioni, il quarantottenne (che ha compiuto gli anni lo scorso 4 agosto) avrebbe manifestato un forte ed improvviso mal di testa poco prima del crollo fisico, giungendo nel nosocomio locale in condizioni ritenute gravi.
La notizia del suo stato di salute ha suscitato immediata vicinanza da parte del mondo politico italiano e un profondo senso di apprensione tra i suoi ex colleghi di partito. Attraverso una nota ufficiale, la comunità del M5s “ha appreso la notizia del ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba con grande apprensione. Confida di ricevere ragguagli e aggiornamenti positivi, stringendosi ai suoi familiari in questo momento di profonda preoccupazione”.
Anche sui suoi social, la Lega ha scritto: “Vicinanza ad Alessandro Di Battista e alla sua famiglia in queste ore difficili, con l’augurio di una pronta guarigione. Forza Alessandro Di Battista!”.
L’intervento delle istituzioni e la dichiarazione di Tajani

La diplomazia italiana si è subito attivata per seguire da vicino il caso. Sull’accaduto è intervenuto via social il Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, esprimendo solidarietà e garantendo il supporto delle strutture consolari:
“Da questa notte sono in contatto con l’Ambasciata d’Italia a Cuba per sincerarmi sulle condizioni di Alessandro Di Battista, ricoverato per accertamenti in un ospedale a L’Avana dove si trovava in viaggio. Prego per la sua salute. Il Ministero degli Esteri fornirà a lui e ai suoi familiari tutta l’assistenza necessaria. Sono vicino ai suoi cari, alla comunità politica che rappresenta”.
Nato a Roma nel 1978, Alessandro Di Battista è stato uno dei protagonisti assoluti della stagione di ascesa del Movimento 5 Stelle, rappresentando il partito alla Camera durante la XVII legislatura. Noto per le sue posizioni ortodosse e per il forte impatto comunicativo, nel 2018 aveva scelto di allontanarsi dalla politica istituzionale per non ricandidarsi, orientando i propri interessi verso la scrittura, i documentari ed i viaggi d’inchiesta.
Il divorzio definitivo dal M5s è maturato all’epoca della nascita del governo guidato da Mario Draghi, scelta da lui aperta e duramente contestata. Negli ultimi anni ha proseguito la sua attività in qualità di reporter, autore di testi di geopolitica, opinionista e performer teatrale.




