Dal contratto di servizio di Rap alle modifiche alle varianti sul tram, passando per l’aggiornamento del piano triennale delle opere pubbliche. Non c’è spazio nel Consiglio Comunale di Palermo per l’approvazione del contratto di servizio dell’Amat. L’azienda che si occupa della gestione del trasporto pubblico per conto del Comune di Palermo, dovrà attendere almeno l’inizio del 2026 per vedere approvato un atto che, almeno nelle previsioni originali, doveva essere varato entro aprile 2024. Poi i rinvii. L’ultimo a fine 2024, con l’ennesimo spostamento del termine ultimo a dicembre 2025. Sette mesi fa, la delibera è stata messa all’ordine del giorno con le relative modifiche. Ma il Consiglio Comunale non è riuscito a portare a termine questa missione.
Troppi atti da appovare entro dicembre, slitta il contratto di servizio di Amat
Una mossa necessaria visto che, dopo mesi di inattività registrati in questo 2025 a Sala Martorana, adesso l’aula consiliare si trova oberata dalle scadenze. A cominciare dalle modifiche da apportare al nuovo contratto di servizio di Rap. Documento da aggiornare al più presto per evitare le sanzioni di ARERA, l’ente del Ministero dell’Ambiente che si occupa di dettare le regole d’ingaggio sul conferimento dei rifiuti in Italia. C’è poi l’aggiornamento del piano triennale delle opere pubbliche rispetto ai progetti previsti dall’approvazione dell’avanzo vincolato. Passaggio chiave per avviare l’iter procedurale su quante più opere possibili, per un importo complessivo da 70 milioni di euro. E, last but not least come direbbero gli inglesi, c’è sullo sfondo la delibera di modifica alle varianti del tram, necessaria ad inserire i vincoli perentori all’esproprio nell’atto approvato a dicembre 2024 e rimasti fuori “per mero refuso”. Un’approvazione necessaria per sottoscrivere l’obbligazione giuridicamente vincolante con la ditta D’Agostino, vincitrice del bando, mettendo in sicurezza così risorse per mezzo miliardo di euro.
Amella: “Decisione presa per colpa della maggioranza”
La decisione, quindi, era inevitabile. E’ sul come si è arrivati a questa situazione che si focalizza la capogruppo del M5S Concetta Amella. “Non possiamo che stigmatizzare l’atteggiamento di una maggioranza che, per mesi, è rimasta sostanzialmente inattiva, salvo poi accorgersi dell’urgenza di questi atti solo quando sono giunti ormai a ridosso della scadenza. A ciò si aggiunge un dato politicamente grave: l’assenza, nella seduta odierna, di ben 15 consiglieri comunali di centrodestra su 26, una vera e propria piaga per il corretto svolgimento dei lavori d’aula, che continuano a essere garantiti da una minoranza responsabile e presente. Di fronte a una coalizione di governo cittadino più concentrata sui propri dissidi interni e sulle future nomine del 2026 che sui problemi reali della città, ogni richiamo alla buona volontà rischia di restare vano. Palermo ha bisogno di un deciso cambio di passo, subito”.





