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Presto un nuovo intergruppo all'Ars

Cateno De Luca e i “consigli non richiesti” a Schifani: “Faccia il rimpasto e tolga i tecnici” CLICCA PER IL VIDEO

martedì 16 Dicembre 2025

Liberi e Forti“. Un appello che richiama al manifesto politico di don Luigi Sturzo. E’ questo il motto con il quale il fondatore di Sud Chiama Nord Cateno De Luca ha annunciato l’ingresso sul panorama politico siciliano di “Ti Amo Sicilia“. Il nuovo soggetto vedrà la sua prima convention il 18 gennaio in quel di Caltagirone. Vertice nel quale verrà annunciata la composizione del cosiddetto “Governo di Liberazione” e la nascita di un nuovo intergruppo all’Ars. Durante la conferenza stampa, non sono mancati gli affondi e quelli che ha definito come “consigli non richiesti” al presidente della Regione Renato Schifani. A cominciare dalla richiesta di procedere ad un rimpasto matematico, con un assessore concesso ogni quattro deputati a disposizione di un gruppo parlamentare, il ritorno in Giunta della Democrazia Cristiana e l’eliminazione dall’esecutivo dei profili tecnici. In particolare dell’assessore al Bilancio Alessandro Dagnino.

La nascita di un nuovo intergruppo all’Ars

Un soggetto politico sul quale De Luca non ha preclusioni di sorta. Neanche nei confronti di chi ha in precedenza abbandonato la barca di Sud Chiama Nord. “Sto invitando tutti i parlamentari regionali, nazionali ed europei a Caltagirone. Sarà un evento importante dove io spiegherò il mio modello di Sicilia e come agirà il Governo di Liberazione, per il quale siamo già a buon punto nella formazione della Giunta con adesioni trasversali. Stiamo portando avanti un tema a me caro: ‘La Sicilia al di sopra dei partiti”. Nascerà all’interno dell’Ars un intergruppo con i parlamentari che ci vogliono stare. Io non ho preclusioni per nessuno, neanche nei confronti di parlamentari che sono stati eletti con Sud Chiama Nord e hanno smarrito la strada. Non ho preclusioni nè di carattere politico nè di carattere personale“.

I “consigli non richiesti” a Schifani e l’attacco all’assessore Dagnino

Perplessità che invece Cateno De Luca ha mostrato sull’andamento politico del Governo guidato da Renato Schifani. “Dobbiamo dare una svegliata all’esecutivo, mica possiamo continuare a pettinare le bambole. Non c’è una riforma che questo Governo ha fatto. Continua a fare dieci passi avanti e venti indietro. Anche nella legge di stabilità. Fa buoni propositi e poi li ritira, come ad esempio è successo con i consorzi di bonifica. C’è un problema. Il presidente Schifani non ha una maggioranza politica. E ne deve prendere atto. Non si può andare avanti così“.

De Luca ha parlato in particolare di una “patologia all’interno della maggioranza irrisolta in questi tre anni“. E poi ha aggiunto. “Pensate che si risolva adesso? Ora inizierà il Vietnam. Inizierà il posizionamento per tornare in Parlamento. Se la legge di stabilità farà schifo, metterò in campo le mie prerogative parlamentari. Sulle regole del gioco non c’è da discutere“.

L’affondo a Dagnino: “E’ scarso, si dimetta”

A proposito della legge di stabilità, De Luca non ha mancato di far sentire il proprio dissenso rispetto alle mosse intraprese dall’assessore al Bilancio Alessandro Dagnino, arrivando a chiederne le dimissioni. “Un assessore al bilancio che dà l’ok ad una legge di stabilità composta da 140 articoli e che ora viene dimezzata, non sente il dovere di dimettersi? Ci troviamo con un assessore smentito dalla sua maggioranza. E’ bravo ma è inadeguato a questo ruolo. La situazione è gravissima. Denuncio la mortificazione dei lavori parlamentari, con l’applicazione di metodi dittatoriali. Vorrei capire quale è il termine di distinzione fra un articolo ordinamentale, con i pareri favorevoli, e uno che non lo è“.

La proposta di rimpasto: fuori i tecnici e un assessore ogni quattro deputati

Una conferenza stampa chiusa con il “consiglio non richiesto” per eccellenza a Renato Schifani, ovvero procedere a un rimpasto di Giunta basato su due principi: l’esclusione dei tecnici dall’esecutivo e l’assegnazione degli assessorati in base a un metodo matematico: una casella a partito ogni quattro deputati iscritti al gruppo parlamentare. Uno schema nel quale Forza Italia guadagnerebbe un posto, a svantaggio della Lega, riammettando al contempo i rappresentanti della Democrazia Cristiana.

Presidente Schifani, dopo la legge di stabilità azzeri la Giunta. Gli innesti, in un attuale contesto di faide, non servono. Tolga i tecnici, anche perchè hanno fatto più danni della bomba atomica. Dopodichè, assegni gli assessorati con un criterio matematico. Io non ho accettato il gesto fatto dal governatore di buttare fuori i due rappresentanti della Democrazia Cristiana. Sono scarsi, ma non hanno nulla dal punto di vista giudiziario. Perchè gli assessori sono stati buttati fuori, salvo poi tre giorni dopo vedere uomini importanti di quell’area politica entrare nei posti di sottogoverno? C’è bisogno di coerenza. Vanno ripristinati gli equilibri in Giunta. E visto che si è posto il tema della qualità, si tolgano i tecnici. Serve una Giunta politica a tutti gli effetti. Visto che non c’è una solidarietà politica fra le parti, usiamo la matematica: un assessore ogni quattro deputati“.

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