Si chiudono per questa settimane le porte di Sala d’Ercole. Sono state giornate più di caos che di sostanza quelle dei primi passi della Finanziaria in aula. Ieri ha preso il via la discussione generale, ma ben oltre la metà dei deputati ha lasciato i banchi vuoti (CLICCA QUI). Da un lato Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente sul piede di guerra contro il presidente della Regione Renato Schifani, soprattutto dopo l’intervento pronunciato nel corso della mozione di sfiducia, dall’altro il centrodestra, che resta in piedi, ma con un equilibrio molto fragile e precario. In mezzo la Democrazia Cristiana, estromessa dalla giunta ed esclusa dai vertici di maggioranza, nonostante il sostegno e la lealtà giurata al governatore, e Sud chiamo Nord con il suo leader Cateno De Luca, all’opposizione, ma pronto a trattare sulla Manovra. In questo scenario ci sono anche alcuni nodi da sciogliere, come l’aumento delle ore degli ex Pip e i precari storici degli Enti locali.
Di questo e altro ilSicilia.it ne ha parlato con l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino. L’esponente della giunta Schifani ha fatto il punto sulla versione XXL della legge di Stabilità lievitata nel corso dei lavori in II Commissione Bilancio e sulla possibilità di sfoltire una parte degli ordinamentali che hanno gonfiato sensibilmente il testo (CLICCA QUI). Dagnino ha inoltre risposto alle accuse giunte ieri durante la conferenza stampa di Anci Sicilia. “Rispetto alla scorsa Finanziaria non è cambiato nulla. Il dialogo con la Regione da un paio di anni si è interrotto e non so perché visto che sono stato eletto presidente sia da sindaci di centrodestra, sia di centrosinistra. L’ultimo dialogo per la costruzione della Finanziaria è stato con l’assessore Falcone. Non ho mai parlato con l’assessore Dagnino“. Hanno dichiarato il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano (CLICCA QUI).



