“Anche quest’anno – prosegue Ciminnisi – si ripete il copione dei 5 anni precedenti. I lavori prescritti dal Ministero per le Infrastrutture (portare la quota dell’invaso da 62 a 64 metri sul livello del mare, almeno in via temporanea fino al 2029, ndr), sono stati effettuati dalla Regione Siciliana. Ora però l’Ufficio dighe nazionale ha chiesto ulteriori certificazioni tecniche e, in attesa di autorizzazione, le paratie di sicurezza rimangono aperte e l’acqua continua ad essere sversata in mare”.
“Il Governo regionale – continua Ciminnisi – non può considerare esaurito il proprio compito, peraltro arrivato con grande ritardo rispetto agli allarmi sulla capacità di tenuta dell’invaso, lanciati negli anni dalle organizzazioni di categoria. La Regione deve attivarsi con urgenza con il Ministero delle Infrastrutture affinché venga autorizzata la maggiore capacità di accumulo”.
“La situazione della diga Trinità è l’ennesima dimostrazione di come, ogni anno, la campagna irrigua nell’agro castelvetranese venga messa a rischio, o nella migliore delle ipotesi pesantemente condizionata. I tempi della semina, della cura e dei raccolti, non possono essere ostaggio della burocrazia. È intollerabile vedere l’acqua andare via mentre gli agricoltori non sanno se avranno risorse sufficienti per irrigare i campi. Servono atti concreti e immediati, non altri cavilli burocratici”, conclude Ciminnisi.




