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Donna uccisa e fatta a pezzi nel Palermitano, arrestata la nipote e due sicari | VIDEO

venerdì 24 Aprile 2020

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Svolta nelle indagini sulla morte di Maria Angela Corona, la 48enne trovata cadavere nelle campagne tra Bagheria e Ciminna, in provincia di Palermo, lo scorso 16 aprile.

I carabinieri hanno dato esecuzione, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Termini Imerese nei confronti di tre persone ritenute responsabili, in concorso morale e materiale tra loro, di omicidio e successivo occultamento di cadavere.

La donna è stata uccisa nei giorni a ridosso di Pasquetta e il corpo era stato gettato in un dirupo nei pressi della provinciale 16 che collega Bagheria e Casteldaccia.

Secondo quanto accertato dall’Arma, coordinati dalla procura di Termini Imerese, la nipote della vittima avrebbe assoldato due sicari affinché l’aiutassero ad uccidere Angela Maria Corona ed a occultarne il cadavere.

Gli arrestati sono la nipote della vittima, Maria Francesca Castronovo, di 39 anni, e due extracomunitari che la donna avrebbe assoldato per uccidere la zia: Guy Morel Diehi, ivoriano di 23 anni, e Toumani Soukouna, maliano di 28 anni.

L’uccisione di Angela Maria Corona, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Bagheria, sarebbe avvenuto martedì 14 aprile.

Aggiornamento

La nipote ha confessato di avere ucciso la zia perché da tempo lei la maltrattava. Per compiere il delitto si è avvalsa della collaborazione di due giovani, un maliano e un ivoriano che vivono a Palermo. I sospetti dei carabinieri della compagnia di Bagheria, coordinati dal pm Daniele Di Maggio e del procuratore di Termini Ambrogio Cartosio, si erano concentrati quasi subito su Maria Francesca Castronovo, arrestata con i suoi complici.

Il compagno e altri testimoni avevano raccontato di continui dissidi tra la zia e la nipote. I militari dopo avere scoperto il corpo della vittima hanno rintracciato la nipote al centro Grandi ustionati dell’ospedale Civico dove era stata ricoverata poco dopo il delitto con bruciature alle gambe.

Secondo alcuni testimoni le sarebbero state provocate dalla zia che le avrebbe lanciato dell’acqua bollente, secondo la giovane le ustioni sarebbero state provocate dall’incendio della sua macchina. Auto andata in fiamme vicino il cimitero di Bagheria. I carabinieri con la consulenza dei vigili del fuoco hanno accertato che il rogo era stato doloso.

Maria Francesca Castronovo avrebbe consegnato circa 15 mila euro ai due complici per uccidere la zia. I soldi sono stati trovati dai carabinieri in casa di Guy Morel Diehi l’ivoriano che la donna avrebbe ‘ingaggiato’ assieme a Toumani Soukouna per assassinare la familiare.

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, Angela Maria Corona sarebbe stata strangolata, poi messa in un sacco e il cadavere sarebbe stato buttato in un dirupo nella strada provinciale 16 che collega Bagheria e Casteldaccia. Il corpo sarebbe stato, in seguito, dilaniato da animali randagi, e questo spiega perché alcune parti, come la testa e una porzione del busto, non sono state trovate.

L’autopsia non è stata ancora eseguita. La nipote e i due presunti sicari sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere.

Il racconto della nipote

Ho deciso di fare uccidere mia zia perché da sempre mi ha maltrattato. Sin da bambina mi faceva mangiare gli scarafaggi e mi faceva lavare i denti dopo aver bagnato lo spazzolino nell’acqua del water” E’ il racconto che Maria Francesca Castronovo ha fatto ai carabinieri.

Da qualche mese aveva deciso di eliminare la zia. Così è andata nel mercato Ballarò e ha contattato un giovane che conosceva l’ivoriano Guy Morel Diehi. Il complice, il maliano Toumani Soukouna, non lo aveva mai visto. All’omicidio non avrebbe assistito.

Avrebbe visto la zia, Angela Maria Corona, soltanto dopo che era stata strangolata e chiusa in sacco. Insieme ad uno dei due presunti sicari avrebbe caricato il corpo della zia sulla sua Citroen e gettata nel dirupo.

La mia assistita – dice l’avvocato Francesca Maria D’Amico – ha collaborato con gli inquirenti aiutando i carabinieri a ritrovare il corpo. Si sarebbe pentita di avere ucciso la zia tanto da tentare il suicidio“.

Dopo l’omicidio Maria Francesca Castronovo avrebbe chiesto ad uno dei due giovani arrestati di ucciderla. Una bombola di gas e una tanica di benzina sarebbero state messe in un’auto con la donna dentro. Fortunatamente il fidanzato della donna, come ha raccontato la nipote ai militari, è riuscita a liberarla prima dell’esplosione. Tutto è avvenuto vicino al cimitero di Bagheria. Le ustioni sul corpo sono provocate dal rogo.

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