La Regione Siciliana chiude una delle procedure più complesse degli ultimi anni e affida per trenta mesi il servizio di elisoccorso del SUES 118 per un valore complessivo che supera gli 81,5 milioni di euro oltre IVA.
L’aggiudicazione riguarda i quattro lotti corrispondenti alle basi operative HEMS di Lampedusa, Messina, Palermo e Pantelleria, che costituiscono l’ossatura del sistema di emergenza-urgenza nelle aree più difficili da raggiungere via terra e nei contesti insulari.
Alla gara ha partecipato un solo operatore economico, Avincis Aviation Italia S.p.A., che ha presentato offerta per tutti i lotti. Questo riflette in modo evidente la ristrettezza del mercato nazionale dell’elisoccorso, dominato da pochi soggetti altamente specializzati e con barriere tecniche e operative molto elevate.
La procedura
L’iter ha preso forma nella seduta pubblica del 31 marzo 2026, quando la commissione giudicatrice si è insediata e ha avviato l’esame della documentazione amministrativa relativa ai quattro lotti. Il seggio di gara è stato presieduto da Vincenzo Ripellino, dirigente del servizio controllo di gestione dell’assessorato regionale alla Salute, con Marco Palmeri, responsabile dell’unità operativa semplice gestione flotte elisoccorso, e Alberto Milazzo, professore ordinario di Costruzioni e strutture aerospaziali. Una composizione che restituisce la natura tecnica dell’appalto, dove il profilo amministrativo si intreccia con competenze aeronautiche, organizzative e sanitarie.
La commissione ha quindi aperto le buste prodotte dall’unico operatore economico partecipante, Avincis Aviation Italia S.p.A., e ha verificato la completezza e la regolarità degli atti richiesti dal disciplinare per ciascuna base operativa interessata dal servizio. L’analisi ha riguardato dichiarazioni sostitutive, garanzie, documentazione sui requisiti di partecipazione e componenti accessorie dell’appalto, comprese quelle legate ai servizi antincendio previsti per alcune basi.
Nel corso delle verifiche sono emerse alcune necessità di chiarimento e integrazione. La commissione ha quindi attivato il soccorso istruttorio, chiedendo all’operatore economico documentazione aggiuntiva e precisazioni su specifici aspetti formali e tecnici. Avincis ha trasmesso le integrazioni nei termini previsti, consentendo alla commissione di completare la fase di verifica amministrativa e di proseguire con l’iter previsto dal codice dei contratti pubblici.
La procedura arriva dopo una fase lunga, segnata da proroghe contrattuali, procedure revocate e lotti rimasti senza offerte. La presenza di una sola offerta va letta anche dentro la capacità industriale richiesta dal servizio. Non sono molti gli operatori in grado di mettere in campo sei elicotteri e circa quaranta piloti, oltre alla struttura tecnica necessaria per garantire manutenzione, turnazioni, sicurezza del volo e continuità operativa su più basi. La gara richiedeva inoltre mezzi immediatamente disponibili, perché la priorità era garantire la copertura del servizio senza vuoti operativi nelle basi del 118.
Il valore strategico del servizio
Il completamento della gara assume rilievo anche alla luce delle difficoltà registrate in altre regioni. Nell’ultimo anno procedure analoghe per l’elisoccorso in Toscana, Abruzzo e Sardegna non hanno ricevuto offerte, confermando le criticità di un settore che richiede investimenti elevati, standard tecnologici avanzati e una capacità organizzativa complessa.
L’aggiudicazione consente ora alla Regione di dare stabilità a un servizio che incide direttamente sulla qualità dell’assistenza sanitaria. Soprattutto nelle aree interne e nelle isole minori, dove il fattore tempo può determinare l’esito degli interventi nelle patologie tempo-dipendenti. Le basi di Lampedusa e Pantelleria garantiscono il collegamento sanitario con territori geograficamente isolati, mentre Palermo e Messina rappresentano nodi strategici anche per la gestione delle emergenze complesse e dei trasferimenti secondari. A questo si aggiunge la vigilanza antincendio prevista per alcune basi, che accompagna l’attività aeronautica e ne completa il profilo operativo.
Con questa aggiudicazione la Regione chiude una fase amministrativa lunga e articolata e consolida un segmento essenziale del sistema 118. Il servizio ha avuto ,infatti, un ruolo determinante anche nelle situazioni di massima pressione sanitaria, dalla pandemia da Covid alla gestione delle emergenze legate ai flussi migratori.
L’assetto comprende anche le basi di Catania e Caltanissetta, dove il servizio è già attivo dall’1 febbraio 2026 ed è gestito da Alidaunia rispettivamente presso l’ospedale Cannizzaro e il Sant’Elia.
Luci e ombre sulla procedura
Il risultato amministrativo non cancella però le contestazioni che hanno accompagnato l’affidamento. La relazione approvata il 28 aprile 2026 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia ha acceso i riflettori su diversi passaggi dell’iter.
La Commissione regionale Antimafia ha trasmesso le proprie relazioni anche alla Procura e alla Corte dei Conti, portando il dossier oltre il solo piano politico-amministrativo.
Il documento segnala criticità sul conferimento dell’incarico di RUP a Emanuele Di Paola. Si concentra anche sulla nomina di un legale esterno a supporto del RUP, sul ricorso alle proroghe, sul ruolo della Centrale unica di committenza e sul sistema regionale di prevenzione della corruzione. Tra i rilievi figura anche la scelta del professionista incaricato. La Commissione solleva dubbi sulla procedura seguita e sulle competenze specialistiche richieste per un appalto così particolare.
Secondo fonti dell’amministrazione regionale, però, questa ricostruzione non valorizzerebbe pienamente la complessità tecnica dell’elisoccorso, la ristrettezza del mercato e l’esigenza di garantire continuità a un presidio salvavita. Dal palazzo fanno osservare che gli uffici hanno dovuto muoversi dentro un equilibrio difficile tra regole di gara, continuità operativa e disponibilità reale degli operatori economici.
In questo quadro entra la posizione di Salvatore Iacolino, già dirigente generale del Dipartimento regionale della Pianificazione strategica. L’ex dirigente, in una nota trasmessa dopo le valutazioni della Commissione, ha contestato una ricostruzione ritenuta parziale degli atti. “Sorprendono le valutazioni che la Commissione presieduta dall’onorevole Cracolici ha rassegnato nell’approvazione della relazione. Valutazioni che riguardano le riferite criticità nella gestione dell’inderogabile servizio di elisoccorso nella Regione siciliana. Il servizio era già in proroga al momento dell’insediamento dello scrivente, nella qualità di dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione strategica”.
Iacolino ha fatto riferimento anche alla documentazione prodotta dagli uffici regionali nei giorni precedenti all’approvazione della relazione. “Si rileva, innanzitutto, l’omessa evidenziazione della ulteriore e significativa documentazione offerta dallo scrivente alle valutazioni della Commissione nei giorni scorsi. Precisamente in data 23 aprile 2026”. L’ex dirigente generale ha evidenziato inoltre il mancato svolgimento, a suo giudizio, di un supplemento istruttorio attraverso l’audizione del RUP, della CUC e del nuovo dirigente generale del Dipartimento della Pianificazione strategica.
Un altro passaggio riguarda l’ANAC. La Commissione cita la delibera n. 444 dell’11 novembre 2025, con cui l’Autorità nazionale anticorruzione ha respinto le controdeduzioni della Regione e ha confermato i propri rilievi. Nello stesso documento, però, la relazione dà conto delle raccomandazioni formulate dall’ANAC per il futuro, del suggerimento di valutare forme di aggregazione della committenza con altre Regioni e della richiesta di una relazione sulle determinazioni assunte per garantire il servizio dal primo gennaio 2026.
È proprio su questo passaggio che l’ex dirigente generale ha insistito. “Appare singolare che, nella rappresentazione parziale e selettiva degli accadimenti, la Commissione non abbia evidenziato le conclusioni dell’ANAC. L’Autorità si è limitata a fornire alla Regione semplici raccomandazioni. Non sanzioni nella gestione del servizio”.
Iacolino ha poi sottolineato la peculiarità del settore.“Detto servizio presenta uno sparuto numero di operatori economici sul mercato, così come affermato dall’ANAC. Pertanto ne risulta estremamente complessa l’aggiudicazione”. Da qui la rivendicazione della correttezza dell’azione amministrativa. “Nel merito dei rilievi contenuti nella relazione della Commissione presieduta dall’onorevole Cracolici, sarà cura del sottoscritto rappresentare agli organi destinatari l’assoluta correttezza e la regolarità dei procedimenti. Si tratta di atti instaurati dai competenti servizi e uffici del Dipartimento.Il lavoro si è svolto in raccordo con la CUC regionale. Questo vale per l’individuazione del RUP, per le doverose proroghe del servizio e per le restanti osservazioni”.
In merito alla questione del RUP, con riferimento a Emanuele Di Paola, riceve dagli uffici regionali un’interpretazione diversa rispetto alla contestazione della Commissione. Il nodo riguarda il principio di rotazione e la presunta concentrazione di funzioni in capo allo stesso soggetto. Da questo passaggio la relazione fa discendere un giudizio di non piena coerenza con i presidi anticorruzione. Da ambienti dell’amministrazione regionale contestano una lettura automatica della vicenda. Secondo questa impostazione, la rotazione non introduce un divieto assoluto di assumere più incarichi. Ma richiede una valutazione concreta sull’oggetto della gara, sulla tipologia di procedura e sulle funzioni effettivamente svolte. Nel caso dell’elisoccorso, secondo questa ricostruzione, non emergerebbe una precedente gestione tale da configurare automaticamente una violazione del principio.
“Il principio di rotazione non può diventare un divieto astratto. Bisogna verificare se il soggetto abbia seguito più volte una procedura analoga e con il medesimo oggetto. Nel caso dell’elisoccorso, gli uffici sostengono che non vi fosse una precedente gestione tale da integrare una violazione automatica”.
La suddivisione della gara in lotti, secondo la lettura che arriva dal Dipartimento, puntava ad allargare la partecipazione e non a restringerla. La divisione avrebbe dovuto favorire l’ingresso di più operatori e ridurre il rischio di dipendenza da un solo gestore. La risposta del mercato, spiegano fonti vicine al dossier, ha però confermato le difficoltà del settore. “I soggetti specializzati sono pochi. Gli investimenti richiesti sono elevati. I mezzi disponibili restano limitati e i tempi per l’approvvigionamento degli elicotteri sono lunghi”.
L’affidamento per trenta mesi mette in sicurezza la fase immediata, ma non chiude il dossier. Il passaggio successivo sarà la costruzione di un appalto di durata più lunga, capace di superare la logica delle soluzioni ponte e di ridurre il rischio di nuove proroghe.
La conclusione della gara non cancella le criticità sollevate, ma segna un passaggio amministrativo rilevante. L’affidamento per trenta mesi mette in sicurezza la fase immediata, ma non chiude il dossier. Con questa procedura, avviata durante la gestione dell’ex dirigente generale Salvatore Iacolino, viene archiviato il regime di proroghe che ha accompagnato il servizio per circa cinque anni, in una fase iniziata ben prima del suo insediamento al Dipartimento regionale della Pianificazione strategica. Il passaggio successivo sarà la costruzione di un appalto di durata più lunga, capace di superare la logica delle soluzioni ponte e di ridurre il rischio di nuove proroghe.




