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I nodi

Ex Blutec, qualche luce e molte ombre. Mastrosimone (Fiom): “Ancora tanti dubbi da sciogliere”

martedì 26 Marzo 2024

Nella vicenda dello stabilimento ex Blutec di Termini Imerese c’è stata la svolta attesa. La Pelligra Holding Italia si è aggiudicata la gara per l’area di alcuni stabilimenti della zona industriale di Termini Imerese. Un passo decisivo che ha suscitato soddisfazione nel governo regionale e anche in alcuni addetti ai lavori. Ma non è ancora il momento di esultare.

Adesso, infatti, occorrerà affrontare l’iter burocratico e i passaggi formali che considerata l’ambiziosità del progetto da sviluppare, potrebbero non essere spediti. Al tempo stesso però non ci si può permettere lentezza d’azione. Intervistato ai microfoni de ilSicilia.it il segretario della Fiom Cgil Palermo Roberto Mastrosimone ha sottolineato: “Il 4 novembre scade l’amministrazione straordinaria e non c’è la possibilità di un’ulteriore proroga. Pertanto noi entro questa data dobbiamo avere delle certezze sul fronte dei lavoratori”.

LE ASSUNZIONI

Il progetto di Ross Pelligra prevede l’assunzione di 350 dipendenti per almeno due anni, ma proprio questo riferimento temporale non è piaciuto ai sindacati, che vogliono vederci chiaro sul piano che ha in mente l’imprenditore australiano dalle origini siciliane. A tal proposito, la Fiom ha in cantiere un incontro presso il Ministero dello sviluppo economico con l’attuale presidente del Catania nel quale verranno illustrati con più precisione i dettagli del piano industriale e del percorso che verrà seguito. “Da quanto abbiamo appreso ieriaggiunge Roberto Mastrosimonesappiamo che ci saranno ulteriori aziende che poi saranno coinvolte non solo all’interno delle aree ex Fiat ma in tutta l’area industriale”.

Un cronoprogramma serratissimo quello che attende gli attori che ruotano intorno al rilancio del vecchio stabilimento Fiat-Blutec, dal momento che un ulteriore tavolo è già previsto per la prossima settimana per un confronto tra i sindacati e la Regione Siciliana. Tema centrale sarà la funzione della società di scopo creata appositamente con la partecipazione pubblica regionale per offrire formazione e politiche attive in un’ottica di riassunzione di altri 180 lavoratori.

IL PREPENSIONAMENTO

Oltre alle 530 riassunzioni, da qui al termine di scadenza dell’amministrazione straordinaria del quattro novembre matureranno i requisiti pensionistici altri quaranta lavoratori. Da capire, tuttavia, se verrà applicata la normativa in materia di lavori usuranti. Una buona parte dei dipendenti più anziani degli stabilimenti ex Blutec ha infatti realizzato per parecchi anni la propria attività nelle linee a catena.

La legge – spiega Mastrosimone in riferimento alla numero 232 del 2016prevede che se per almeno metà della vita lavorativa si è stati esposti al lavoro usurante si ha diritto al prepensionamento. Specie i lavoratori assunti dal 1988 al 1990 hanno lavorato fino al 2011, cioè per più di venti anni nelle linee a catena. A questi lavoratori spetta di diritto il riconoscimento del lavoro usurante. Tuttavia, non avendo tutta la documentazione si sta anche discutendo di questo con il ministero”.

Nell’ipotesi in cui verrà confermato il prepensionamento, si dovrà quindi ricorrere a nuove leve che sostituiscano le uscite di manodopera. Su questo fronte, l’idea avanzata dai sindacati è quella di ricorrere ai circa duecento lavoratori dell’indotto Fiat.

I NODI DEL PROGETTO

Un ulteriore aspetto sul quale nei prossimi giorni occorrerà sciogliere qualche dubbio riguarda il ruolo concreto della Pelligra Holding Italia nel lungo periodo. Se la società gestirà l’area dei vecchi stabilimenti anche dopo la realizzazione delle attività di ristrutturazione, non sussisterà alcun problema. Se diversamente, si paventerà l’ipotesi di una cessione a terzi degli impianti, si ripresenterebbe il problema della sorte dei lavoratori. Stando alle parole del ministro Urso, le opere che verranno costruite hanno una portata non indifferente, e potranno anche contribuire al rilancio dell’intero agglomerato industriale dell’hinterland palermitano.

Oltre alla riapertura dell’area industriale ex Fiat, ci sarà “il parco industriale, con accanto il porto commerciale e logistico. A questi due asset – spiega il ministro Urso –  di sviluppo se ne aggiungerà un terzo, che sarà l’interporto di Termini Imerese, che mi auguro sia a breve rifinanziato in modo che rappresentino davvero un significativo modello di sviluppo”.

LE PERPLESSITA DEL PD

Anche tra le file del Partito democratico sono sorte perplessità e preoccupazioni “sia sul futuro industriale, sia sul destino dei lavoratori. Non possiamo – dichiarano il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo e Franco Piro, responsabile del dipartimento regionale Economia del Pd Sicilia – intanto che denunciare l’assenza di trasparenza che ha circondato l’operazione e le scarse informazioni che vengono date. Perché l’offerta di Pelligra è stata ritenuta la migliore? Qual è il prezzo offerto? Dov’è il piano industriale che in verità non esiste? Quali e quante sono le ipotetiche aziende che si dice siano state contattate per insediarsi?“.

Non sono sufficienti le altisonanti affermazioni del ministro – sostengono Barbagallo e Piro – a cui si sono accodati gli esponenti del governo regionale sul ruolo strategico di Termini Imerese, se non sono accompagnate da piani e impegni precisi per valorizzare gli asset presenti nel territorio. Non ci può essere uno sviluppo sostenibile e innovativo se non attraverso insediamenti produttivi innovativi anche sulla economia circolare, che si inseriscano nella filiera agro-alimentare di qualità; la ricerca e il sostegno mediante incubatori alle start-up; la logistica a valore“.

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