“Femminicidi, oltre alla condanna e all’indignazione servono i fatti. Ripartiamo con i percorsi sperimentali di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole, come previsto dal mio odg approvato all’unanimità dall’Ars, ma rimasto, purtroppo, lettera morta. Non è certo la soluzione al problema, ma è sicuramente un punto di partenza”. Lo afferma la deputata M5S all’Ars, Cristina Ciminnisi, dopo l’ennesimo femminicidio, avvenuto a Messina.
“Nei cassetti della Regione – dice Ciminnisi – è chiuso da tempo l’ordine del giorno che impegnava il governo in questo senso. Era il settembre del 2023, quando, nel giorno del funerale di Marisa Leo, l’atto ebbe il via libera all’unanimità da Sala d’Ercole. È passato un anno e mezzo e non è successo nulla. Dal governo non è arrivato alcun segnale. Mi auguro che l’assessore Turano dia ora finalmente seguito a quanto deciso dall’Aula. Troppo spesso le decisioni dell’Ars finiscono in un binario morto. Ci aspettiamo che almeno per un tema così importante ciò non avvenga e che l’assessore Turano si attivi al più presto”.
“Non aspettiamo la prossima vittima. Educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, al consenso e alla gestione sana delle emozioni è il primo passo da fare per cominciare a cercare la via d’uscita da questa spirale di violenza che sembra non conoscere sosta”, conclude Ciminnisi.