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Lo studio JFC

Festività natalizie, il 64,4% dei Comuni italiani investe tra luci, eventi, mercatini e addobbi: una spesa complessiva di 400 milioni

martedì 23 Dicembre 2025

Il Natale in Italia non è solo una questione di tradizione e spiritualità, ma un’operazione economica di dimensioni imponenti che vede protagoniste le amministrazioni locali. Secondo l’ultimo studio condotto da JFC, il 64,4% dei Comuni italiani (ovvero 5.084 amministrazioni) mette mano al portafoglio per illuminare strade, piazze e organizzare eventi.

La cifra complessiva sfiora i 400 milioni di euro (397,4 milioni per l’esattezza), delineando un quadro dove l’investimento nell’estetica festiva è considerato un asset strategico, sebbene non sempre redditizio.

La geografia della spesa: Napoli in testa

Analizzando la classifica degli investimenti, emerge una mappa variegata della spesa pubblica natalizia. Napoli si posiziona al vertice con un investimento record di 4,8 milioni di euro, seguita da realtà come Sassari (2,3 milioni), Trieste e Messina (entrambe sopra 1,3 milioni) e Siena (1,1 milioni).

Per le grandi metropoli come Roma, Milano e Firenze, il calcolo è più complesso: i fondi sono spesso frammentati tra i singoli municipi e co-finanziati da associazioni no-profit, rendendo difficile una stima unitaria ma confermando volumi di spesa altrettanto ingenti.

Ingente ovviamente anche la spesa a Roma, Milano e Firenze ma in questo caso è più complesso avere numeri precisi in quanto il Comune fa investimenti diretti in quota con associazioni e no profit e molto distribuiti fra i vari municipi, quindi diventa complesso fare una valutazione unitaria.

Selezionando i Comuni sempre in base alle fasce demografiche, si rileva che:

Accensione albero di Natale a Palermo-Tra i Comuni con oltre 100mila residenti troviamo – oltre alle già citate Napoli, Sassari, Trieste e Messina – Reggio Calabria, Rimini e Forlì che investono circa 770mila euro, mentre Cagliari spende circa 220mila euro, meno di 200mila euro è l’investimento di Ravenna e Foggia ed ancora minore quello di Latina (134mila Euro circa).

-Tra i Comuni con un numero variabile tra i 60mila e i 100mila residenti emerge Udine con 320 mila euro, ma anche Cesena e Treviso si assestano su una cifra attorno ai 270mila euro, contro i 247mila euro di Ancona e la più risparmiosa Viterbo con 170mila euro;

-Tra i Comuni con un numero variabile tra i 20mila e i 60mila residenti – oltre alla già citata Siena – troviamo Trani con 585mila euro spesi, Cervia con 450mila euro, Ostuni con 330mila Euro, ma anche Frosinone con 290mila euro e Macerata con un investimento di 220mila euro;

-Tra i Comuni con meno di 20mila residenti vi è Finale Ligure che investe 115mila euro, Montelupo Fiorentino 50mila euro, 36mila euro li spende il Comune di Rho mentre il piccolo comune di Riva ligure spende 23,5mila euro.

Non solo luci: i costi “invisibili”

La voce di spesa più evidente riguarda decorazioni, alberi e spettacoli (274 milioni), ma il budget totale è gonfiato da costi accessori spesso ignorati:

  • Personale comunale: 98,5 milioni di euro destinati a tecnici, maestranze e personale d’ufficio impegnati nell’allestimento.

  • Energia elettrica: 24,9 milioni di euro per alimentare le chilometriche catene luminose che decorano i centri storici.

 

Il nodo della redditività e degli sponsor

Uno dei punti critici sollevati da Massimo Feruzzi, responsabile della ricerca, riguarda il ritorno sull’investimento. Sebbene migliaia di comuni spendano cifre significative, solo 280 località riescono effettivamente a trasformare queste decorazioni in un volano turistico capace di generare pernottamenti. “Troppo spesso queste spese rispondono solo all’esuberanza dell’amministratore di turno”, avverte Feruzzi, sottolineando il rischio di investimenti puramente estetici che non portano valore economico concreto al territorio.

Anche sul fronte dei privati, la situazione è meno rosea di quanto appaia. Solo il 31,2% della spesa è coperto da sponsor, e di questa fetta, il 73,2% proviene in realtà da società partecipate, aziende in-house o fondazioni locali. In pratica, sono pur sempre soldi che orbitano intorno alla sfera pubblica: gli sponsor privati “puri” contribuiscono appena per il 26,8% delle entrate extra-comunali.

La sfida dei medi comuni

Catania, Natale
Ph. Roberto Viglianisi

Un dato interessante riguarda la fascia dei Comuni tra i 20 e i 60 mila abitanti, che spendono mediamente 308.700 euro, superando i centri più grandi (60-100 mila abitanti) che si fermano a 230.700 euro. Il motivo? Molte di queste città sono perle turistiche che puntano tutto sul Natale per destagionalizzare l’offerta e attirare visitatori in un periodo dell’anno tradizionalmente meno affollato.

In conclusione, se da un lato le città brillano, dall’altro la gestione economica del Natale pubblico resta un esercizio di equilibrio tra il desiderio di bellezza e la necessità di una pianificazione turistica che porti, oltre alle luci, anche i visitatori.

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