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Mafia, sequestrate tre società gestite da prestanome e 21 milioni a presunto boss palermitano

sabato 14 Luglio 2018
finanza

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, su delega della Procura, hanno sequestrato tre imprese, oltre che 66 immobili (fra cui una villa con piscina, appartamenti e terreni), 19 auto, 36 rapporti bancari e 5 polizze vita, per un valore di quasi 21 milioni di euro.

Destinatario del sequestro è Pietro Formoso, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno e con precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona. Più collaboratori di giustizia lo hanno indicato come ‘uomo d’onore’ della famiglia mafiosa di Misilmeri (Palermo), legato da stretti vincoli di amicizia all’ex capo del mandamento Benedetto Spera. Avrebbe accumulato una fortuna grazie al traffico di droga.

Formoso è stato recentemente arrestato per mafia su indagini coordinate dalla Dda di Palermo ed eseguite dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, nonché dai Carabinieri di Palermo e Bagheria. Le indagini patrimoniali hanno accertato che Formoso si sia servito di prestanome a cui ha intestato le aziende che si occupano di commercio all’ingrosso di carne ed un’impresa attiva nel comparto delle vendite di fabbricati e terreni, oltre che un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario.

Le aziende sequestrate nel settore delle carni sono la ditta “Zar carni” e la “Zar carni S.r.l.“, divenute leader nel commercio all’ingrosso, intestate formalmente a Stefano Zarcone, ritenuto prestanome di Formoso. Quest’ultimo ha esercitato la propria influenza sulle dinamiche imprenditoriali anche attraverso il figlio Antonio, assunto come dipendente con mansioni di contabile.

Le analisi effettuate durante le indagini hanno, in particolare, permesso di collegare temporalmente le fortune economiche delle aziende alle iniezioni di capitali freschi provenienti dai presunti traffici illeciti di Formoso ed all’inserimento delle stesse, che sembravano essere piccole realtà economiche ormai in grave crisi, nell’ambito delle imprese vicine a “cosa nostra”.

Sul versante immobiliare è stata sequestrata la “Arcuri immobiliare S.r.l.“, formalmente intestata a Davide Arcuri. Le tre società sottoposte a sequestro sono state già affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Palermo.

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