Alla vigilia della Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle overdose, che ricorre domani 31 agosto, i dati nazionali mostrano una nuova crescita delle vittime. Nel 2025 le forze di polizia hanno rilevato in Italia 249 decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti, contro i 231 del 2024. L’incremento raggiunge il 7,8% e corrisponde a quasi cinque morti alla settimana.
I numeri emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze 2026. Il rapporto raccoglie e analizza le informazioni trasmesse da amministrazioni, forze di polizia, servizi sanitari, centri di ricerca ed enti impegnati nel settore.
La cocaina ha raggiunto il 33% dei decessi, superando per la prima volta l’eroina, ferma al 30%. Il metadone riguarda l’8,8% dei casi, mentre crack e droghe sintetiche incidono rispettivamente per l’1,6% e l’1,2%. Nel 24% dei casi le forze di polizia non hanno individuato una sostanza specifica.
La Relazione approfondisce anche i 189 episodi nei quali è stato possibile identificare con precisione la sostanza, ricostruendo l’evoluzione degli ultimi quindici anni. Nel 2010 l’eroina compariva nel 74% delle intossicazioni mortali con sostanza nota, contro il 20% della cocaina. Nel 2025 il rapporto si ribalta, con cocaina e crack al 43% ed eroina al 39%. Il metadone passa dal 4,3% al 12%.
Sul piano anagrafico, gli uomini rappresentano l’84% dei decessi e le donne il 16%, mentre il 14% riguarda cittadini stranieri. La fascia più coinvolta è quella tra 35 e 54 anni, che concentra il 64% dei casi: il 34% tra 35 e 44 anni e il 30% tra 45 e 54. Gli under 29 costituiscono l’11%, mentre le persone con almeno 55 anni raggiungono il 15%.
Aumenta anche l’età media, passata dai 36 anni del 2010 ai 43 del 2025. Tra gli uomini raggiunge i 44 anni, mentre tra le donne si attesta a 40. Nella popolazione femminile il 39% dei casi si concentra nella fascia tra 40 e 49 anni.
Le analisi tossicologico-forensi restituiscono un quadro più ampio rispetto al monitoraggio delle forze di polizia. I laboratori hanno esaminato 242 intossicazioni acute mortali, rilevando cocaina nel 46% dei casi, eroina nel 29% e metadone nel 21%. Nel 34% è stata riscontrata la presenza combinata di almeno due sostanze.
Il fentanyl
La Relazione dedica attenzione anche al fentanyl e agli altri oppioidi sintetici. Nel 2025 i tossicologi italiani hanno identificato il fentanyl in cinque intossicazioni acute mortali. In un caso era associato all’alcol, in un altro a benzodiazepine e psicofarmaci. Uno dei cinque decessi era legato a un gesto suicidario.
Il Sistema nazionale di allerta rapida ha inoltre segnalato sette intossicazioni complessivamente associate a oppioidi come fentanyl, metadone, ossicodone e tramadolo. Il monitoraggio ha documentato anche medicinali a base di fentanyl e ossicodone sottratti ai circuiti legali e successivamente comparsi sul mercato illecito. Tra i prodotti intercettati figura anche un medicinale contraffatto venduto come ossicodone ma contenente metonitazene, un altro oppioide sintetico.
Le analisi delle acque reflue non hanno rilevato fentanyl, analoghi dei fentanili o altri oppioidi sintetici. Il fentanyl è stato invece rilevato nel particolato atmosferico di 34 città italiane, con il valore massimo registrato a Firenze. La Relazione collega questa presenza anche al possibile impiego terapeutico del farmaco e indica come ancora contenuto il consumo ricreativo.
In Sicilia
Nel 2025 le forze di polizia hanno rilevato nell’Isola otto decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti, poco più del 3% dei 249 casi nazionali. La Sardegna, l’altra regione insulare, ne conta 24.
Nello stesso anno i servizi ambulatoriali siciliani per le dipendenze hanno seguito 8.320 persone con problemi legati al consumo di droghe. Il dato colloca la Sicilia al settimo posto in Italia per numero assoluto di utenti, dopo Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto.
La Sicilia conta 174 persone in trattamento ogni 100 mila residenti tra 15 e 74 anni, contro una media nazionale di 223. Nell’intera area insulare il valore medio raggiunge 189 utenti ogni 100 mila abitanti.
Alle persone seguite dai servizi ambulatoriali si aggiungono 799 utenti assistiti nel corso del 2025 dalle strutture terapeutiche siciliane. In questo caso l’Isola registra 22 persone in trattamento ogni 100 mila residenti tra 15 e 74 anni, mentre la media nazionale raggiunge 54.




