Il secondo posto si allontana sempre di più. Non è bastato l’entusiasmo della vigilia per caricare il Palermo e rendere sfavillante la trentesima giornata del campionato di serie B. Gli uomini di Bianco si riconfermano così dopo la schiacciante vittoria della gara di andata, al Barbera. All’U-Power Stadium termina 3-0 il big match contro il Monza, che adesso, forte del solido risultato, vola in classifica, a +6 dai rosa.
La strada verso la promozione diretta è in salita, ma a preoccupare non è il risultato, bensì la reazione dei siciliani, irriconoscibili nella prestazione, ai gol di Petagna e Ciurria, uno per tempo: una formazione spenta, impaurita e incapace di mordere. Poi il sigillo definitivo di Colombo. Certamente una serata da dimenticare per gli oltre cinquemila tifosi palermitani tra gli spalti. Una festa a tinte rosanero dal triste epilogo.
Mister Inzaghi si affida all’undici titolare delle grandi occasioni. Joronen tra i pali, Peda, recuperato in settimana dopo la botta rimediata a Carrara, Bani e Ceccaroni a comporre il terzetto difensivo. Pierozzi e Augello quinti, rispettivamente a destra e a sinistra. Torna dal primo minuto Segre in coppia con Ranocchia. In attacco Le Douaron e Palumbo alla spalle di Pohjanpalo.
Avvio scoppiettante per le due compagini, con gli ospiti subito con il piede sull’acceleratore, in pressing alto, pronti a punzecchiare e impensierire Thiam. Il clima è rovente ed anche le condizioni del terreno di gioco non sono favorevoli a causa della pioggia battente. Un equilibrio precario in campo spezzato a poco meno di venti minuti dal fischio di inizio. I rosa fruttano la velocità sulle fasce, soprattutto a destra con Pierozzi e le vie centrali, presi per mano da Palumbo, conquistando i primi calci d’angolo del match. Alla prima occasione utile sono però i lombardi ad alzare la freccia e passare in vantaggio. Dagli sviluppi di un corner, al diciannovesimo, Petagna, con grande esperienza, ha la meglio in un flipper impazzito in area, imbucando Joronen: 1-0.
Il club di viale del Fante subisce il colpo, perdendo lucidità e brillantezza. Le insidie più velenose sopraggiungono sulla corsia mancina, con Ceccaroni in evidente difficoltà in fase di copertura. Proprio dal numero 32, al ventiseiesimo, proverà a far rialzare la testa ai suoi compagni, con un tiro dal limite semplice che termina tra le braccia di Thiam. A regalare la prima ghiotta occasione della partita, appena dieci minuti dopo, è Segre. Il portiere senegalese si supera, sfoggiando ottimi riflessi, faccia a faccia con il numero 8, opponendosi con i guantoni al colpo di testa.
La posta alta in gioco ha un ruolo determinante. La rete di Petagna è stata così decisiva per spezza l’iniziale compattezza. I reparti del Palermo appaiono tra loro scollati, poco dialogo, fantasia e dinamismo, che non permettono ai rosa di arrivare negli ultimi venti metri con la giusta cattiveria e incisività. A risentirne è il centrocampo, con un Ranocchia meno preciso del solito e Palumbo con il freno a mano tirato. Le cose non vanno meglio neanche per Pierozzi, con Azzi, ospite indesiderato. Impauriti e intimoriti i rosa tentano invano l’assalto finale, ma al termine del primo tempo il tabellino resta invariato.
Al rientro dagli spogliatoi la reazione è timida e il graffio poco tagliente. Ed ancora una volta le ripartenze in volate del Monza si rivelano velenose. Al cinquantanovesimo Inzaghi rinfresca le corsie, vero e proprio crocevia del match: fuori Pierozzi, dentro Rui Modesto. E se i rosa mettono più paura a Thiam, ci pensano i padroni di casa a far scaldare gli animi tra gli spalti dell’U-Power Stadium. I siciliani si spengono e pochi minuti dopo arriva come una sentenza la rete del 2-0 di Ciurria.
Il tecnico piacentino prova a dare una nuova scossa, rimescolando la propria formazione in campo: fuori Ceccaroni e Peda, dentro Johnsen e Magnani. Proprio il norvegese riesce a donare quel colpo di colore in più in pieno buio pesto, colpendo una traversa. Mentre i brianzoli continuano ad affilare i coltelli, Inzaghi studia l’ultima doppia sostituzione. Al settantaduesimo arriva così il turno di Vasic e Corona, per Le Douaron e Segre. Tra le ombre è ancora il numero 7 a tentare il tutto per tutto, ma a ridosso del novantesimo i biancorossi chiudono le danze con Colombo: 3-0.



