Corsa contro il tempo per avviare i lavori di realizzazione del parco a Mare dello Sperone, a Palermo. Uno dei passaggi chiave per il rilancio della Costa Sud. A tal proposito, gli uffici del Comune hanno firmato la determina con la quale autorizzano il ricorso all’occupazione d’urgenza preordinata all’esproprio di aree e manufatti interessati dal progetto.
Parco a Mare dello Sperone, via libera alle occupazioni d’urgenza
Una procedura a cui un’Amministrazione può fare ricorso qualora il numero degli intestari catastali è superiore a 50. Il provvedimento si è reso necessario “per la corretta cantierizzazione dell’opera pubblica ed alla relativa quantificazione dell’indennità di occupazione temporanea“. Quest’ultimo dovrà essere eseguito entro e non oltre tre mesi dalla data di emanazione (1 luglio 2026). Fatto che rappresenta un passaggio chiave in vista dell’avvio dei lavori veri e propri. Il periodo di occupazione temporanea concesso dal Comune di Palermo è di dodici mesi, anche se il Rup può chiedere un proroga in base alle esigenze del cantiere. Secondo quanto si legge nella determina inoltre, i proprietari possono contestare il provvedimento entro 60 giorni presso il TARS (Tribunale Amministrativo Regionale Siciliano).
Cosa prevede il progetto
Il progetto relativo alla creazione del parco a Mare dello Sperone rappresenta uno degli elementi chiave del rilancio urbanistico ed ambientale della Costa Sud di Palermo. Le ultime notizie sul progetto risalgono al dicembre 2025. Momento nel quale gli uffici hanno ufficializzato l’aggiudicazione della progettazione esecutiva e della futura realizzazione degli interventi. Operazione dal valore complessivo di 12,7 milioni di euro. Risorse in parte reperite fra le pieghe dei fondi PNRR e in parte da capitoli di spesa della Città Metropolitana di Palermo. Ad aggiudicarsi la gara è stata la Nico Srl. Azienda incaricata dal consorzio European Construction Company, già incaricato di eseguire i lavori di riqualificazione del porticciolo della Bandita. Gare d’appalto, quelle su Bandita e Sperone, concluse da Invitalia lo scorso 1 agosto. A creare qualche intoppo burocratico è stata la necessità di attendere un pronunciamento del CgA sul ricorso presentato da alcune ditte partecipanti ai bandi.




