La raccolta di plasma in Italia continua a crescere e nel 2025 raggiunge un nuovo massimo storico.
Secondo i dati ufficiali del Centro Nazionale Sangue, nell’ultimo anno appena trascorso, il sistema trasfusionale italiano ha raccolto 919,7 tonnellate di plasma. Il dato segna oltre 11 tonnellate in più rispetto al 2024 e conferma, per il secondo anno consecutivo, il superamento della soglia delle 900 tonnellate.
Nello specifico la crescita registrata nel 2025 è legata soprattutto all’aumento della raccolta in aferesi, che segna un +6,4%. Una modalità che consente di prelevare esclusivamente la componente plasmatica, restituendo al donatore globuli rossi e piastrine, permettendo recuperi più rapidi e donazioni più frequenti. Nel complesso, nel 2025 il sistema trasfusionale italiano ha conferito all’industria 15,6 chilogrammi di plasma per mille abitanti, avvicinando il Paese al primo obiettivo strategico dei 18 chilogrammi per mille abitanti, considerato un passaggio chiave verso l’indipendenza nazionale nella produzione di medicinali plasmaderivati.
Un risultato importante, che matura, però, in un contesto ancora complesso. La domanda di farmaci plasmaderivati, infatti, continua a crescere. Resta aperta, quindi, la sfida dell’autosufficienza nazionale, in particolare per le immunoglobuline.
I dati dell’Isola
All’interno del quadro nazionale, la Sicilia conferma un ruolo rilevante. La Regione resta in linea con le previsioni programmate e supera gli obiettivi regionali per la raccolta di plasma. Un percorso di crescita costruito negli anni, basato su una programmazione sempre più accurata e su una lettura puntuale del fabbisogno assistenziale, come emerge dai dati del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico.
“Sulla linea dei rossi, quindi parlando di emazie, nel 2025 la Sicilia si attesta intorno alle 208 mila unità raccolte. È un dato che sostanzialmente pareggia quello del 2024 e che, sulla base del monitoraggio mensile, risulta anche lievemente superiore. Si tratta di dati assolutamente attendibili, anche se diventano ufficiali solo dopo il consolidamento dei dati annuali, che avviene tra gennaio e febbraio, con validazione definitiva entro il 28 febbraio”. Ad affermarlo è Maria Luisa Ventura, dirigente del Servizio 6 e direttore del Centro regionale sangue e trasfusionale del Dasoe.
“Il dato di chiusura del 2025 che abbiamo oggi sul plasma è pari a 73.214 chilogrammi già confermati – aggiunge -. A questo quantitativo va aggiunta una quota che deve ancora essere validata, perché alcune unità devono essere materialmente pesate una per una. In base alla nostra esperienza stimiamo almeno altri 500 chilogrammi, arrivando così a una chiusura complessiva intorno ai 73.700 chilogrammi. Nel 2024 la Sicilia aveva chiuso con 72.697 chilogrammi, quindi registriamo una crescita di oltre 1.000 chilogrammi in un solo anno, superando anche le previsioni regionali che erano state fissate intorno ai 73.000 chilogrammi”.
Ventura tiene a chiarire come avviene il passaggio dal monitoraggio mensile al dato certificato possa comportare lievi variazioni numeriche. “Quando si chiudono i dati attività a livello nazionale possono esserci piccoli scostamenti, per esempio passare da 208 mila a 209 mila unità – spiega -. È una dinamica fisiologica che si ripete ogni anno e che serve proprio a rendere il dato definitivo e validato”.
Tra programmazione e appropriatezza
Un elemento che la dirigente sottolinea con forza è la capacità di programmazione raggiunta negli ultimi anni.“Dalla comunicazione ufficiale del Centro Nazionale Sangue emerge che la Sicilia è assolutamente in linea con le proprie previsioni. Questo significa che abbiamo saputo programmare correttamente la produzione, perché oggi abbiamo sempre più chiara la necessità assistenziale, il numero di emazie di cui il sistema sanitario ha bisogno e il livello di risposta che dobbiamo garantire”.
Accanto alla stabilità della raccolta, emerge anche un miglioramento nell’utilizzo del sangue.
“Registriamo una lieve riduzione del numero di trasfusioni effettuate, ma questo è un dato positivo – evidenzia -. Vuol dire che vengono evitate trasfusioni non necessarie e che l’atto trasfusionale è sempre più appropriato. È una crescita che la Regione ha costruito nel tempo e che oggi ci consente di raggiungere risultati solidi”.
Il valore della memoria
“Le giornate di commemorazione dedicate a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino hanno avuto un impatto molto forte sulla donazione di sangue e plasma. In quei momenti abbiamo visto tante persone avvicinarsi alla donazione per la prima volta, trasformando il ricordo in un gesto concreto, utile agli altri e alla collettività. Parliamo di un vero intervento educativo che va oltre l’emergenza sanitaria, perché richiama il senso civico, la responsabilità individuale e il valore delle scelte quotidiane. Anche la targa dedicata ai giudici rientra in questo percorso”, sottolinea Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana.
“Non è tanto il dato numerico, né l’aver portato la Sicilia tra le prime regioni d’Italia per donazioni di sangue e plasma, l’aspetto più rilevante – prosegue – quanto l’essere riusciti a trasformare la donazione in un atto profondamente educativo, capace di tenere viva la memoria delle donne e degli uomini uccisi dalla mafia. Un gesto che consente di dare continuità a quel sacrificio e di tradurlo in responsabilità concreta verso gli altri, secondo il principio ‘dal sangue versato al sangue donato’, che trova senso nel donarsi per la vita altrui”.
“È quindi doveroso ringraziare tutti i donatori. Ma anche gli operatori sanitari che ogni giorno garantiscono il funzionamento dei servizi trasfusionali, il personale dell’Assessorato regionale della Salute che sostiene e coordina questo lavoro e le associazioni che svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della donazione – ribadisce -. La loro risposta dimostra che la memoria, quando è vissuta in modo attivo, produce effetti reali, rafforza il Sistema sanitario e contribuisce a costruire una coscienza civile più solida”.
“In una fase storica in cui la disponibilità di plasma rappresenta una criticità a livello europeo, il contributo dei siciliani assume un valore ancora più significativo sul piano sanitario e organizzativo, e si riconosce nei valori fondamentali della solidarietà e della responsabilità”, conclude Scalzo.





