Taormina non è solo bei paesaggi, viste mozzafiato e vita mondana, è tantissimo altro. E’ luogo dove si incontrano un’infinità di mondi, tutti da scoprire. La poesia è una di questi.
Ma la poesia non è soltanto un genere letterario, ma una modalità di pensiero. È un modo di abitare il mondo che nasce prima della scrittura e che, a intervalli, torna a metterla in discussione. Nei periodi in cui i linguaggi entrano in crisi e le parole sembrano esaurite, la poesia avverte l’esigenza di oltrepassare il libro, di esporsi direttamente, rimettendo al centro il corpo e la voce. In questo spazio di ritorno e di attrito tra la dimensione scritta e quella della presenza si colloca la poesia performativa: non come semplice pratica sperimentale, ma come risposta culturale a un’epoca che reclama nuove modalità di ascolto.
Da questa esigenza nasce “VocAzione”, a cura di Dario Tomasello, un ciclo di incontri tra poesia, teatro e parola, che si svolge tra Taormina e Messina con ospiti d’eccezione. La rassegna apre il 2026 della Fondazione Taormina Arte e si configura come un progetto condiviso tra i due territori, dedicato alla riscoperta della dimensione orale e teatrale della poesia, realizzato in collaborazione con l’Università di Messina e con il Dipartimento COSPES.
Il calendario di “VocAzione” si sviluppa in sei appuntamenti, tra Taormina e Messina, costruendo un dialogo continuo tra i due territori e tra i diversi spazi della produzione culturale. I primi due incontri si sono già svolti, inaugurando la rassegna con una risposta attenta e partecipe da parte del pubblico.
A Taormina, il ciclo ha preso avvio il 12 gennaio 2026 con Poemi focomelici, performance di Daniele Timpano, presentata da Dario Tomasello e Annalucia Codazzo.
Il 18 febbraio, invece, è la volta di Cunto Saraceno, affidato a Gaspare Balsamo.
Cunto saraceno è uno spettacolo teatrale in forma di cunto e musica. Il testo si ispira liberamente ad alcune parti delle Novelle saracene dello scrittore siciliano, più volte candidato al Nobel per la letteratura, Giuseppe Bonaviri. Una ispirazione letteraria e orale in cui confluiscono secoli di storia fatta in Sicilia da greci, arabi, normanni, spagnoli.
Una storia insolita attraverso una lingua nativa, materna, vibratile e emotiva, e che riscopre un’area, spesso ignota, della favolistica siciliana su cui autori, scrittori, folkloristi non hanno sempre lavorato.
E’ qui che Gaspare Balsamo dialogherà con Dario Tomasello e Maria Rita Chierchia.
L’opera è ambientata in un Medioevo siciliano sospeso tra realtà storica e dimensione assurda e visionaria. In questo spazio senza coordinate certe si muovono Gesù e Giufà, saraceni, morischi e musulmani, affiancati dal paladino Orlando, tutti perseguitati dal potere costituito rappresentato dall’imperatore Federico II e dal Papa, simboli e custodi della cristianità. Il loro è un viaggio iniziatico, in cui il tempo e lo spazio si dissolvono, facendo crollare ogni convenzione e sicurezza, e dove la fantasia lirica e il racconto sapienziale mettono in scena il rovesciamento di un mondo antico, arcaico e immaginifico.
È il racconto di un popolo saraceno e moresco di Sicilia, scacciato dalla propria terra e privato delle proprie case, la cui ribellione contro il potere si trasforma in un cammino di riscoperta identitaria. Il ribaltamento è anche simbolico e religioso: cristianesimo e islam si specchiano e si contaminano l’uno nell’altro attraverso una dimensione favolosa e meravigliosa, mentre le figure dei personaggi si spostano dai loro contesti mitici, letterari e tradizionali. Orlando, il paladino, corre in aiuto di un Gesù saraceno, morisco e musulmano, che si riflette nella figura dell’amico Giufà, gigante nero e predicatore di Allah, al quale è concessa persino la facoltà di compiere miracoli.
Le Novelle saracene di Giuseppe Bonaviri, che hanno ispirato il Cunto saraceno, testimoniano in modo evidente la lunga sopravvivenza in Sicilia della cultura e della tradizione islamica, profondamente radicate nell’isola per secoli. Da questa persistenza emerge un’immagine di Gesù radicalmente altra: un Gesù islamizzato, un Gesù musulmano, capace di parlare e dialogare con l’islam. Una figura che oggi consente di offrire una risposta alternativa all’invito di Papa Francesco, quando sollecita gli artisti a restituire al mondo un nuovo volto di Gesù.
Il contesto narrativo, segnato dalla cacciata e dalla persecuzione di un popolo e dalla cancellazione violenta della sua matrice culturale, risuona con forza nel presente, assumendo un carattere drammaticamente attuale. Questa dimensione irrompe nella narrazione come un grido e insieme come una bandiera di pace e di speranza, dando forma a un cunto poetico che è al tempo stesso civile e sacro.
L’aggettivo “saraceno”, che dà titolo all’opera, non ha una funzione puramente ornamentale. In scena prende vita un intero popolo di saraceni: contadini, crapari, artigiani animano una Sicilia intesa come ombelico del mondo. Qui si afferma una nuova trinità terrena, saracena e musulmana – Gesù, Giufà e Orlando – che incarna emotivamente una cultura e una tradizione mediterranea, capace prima di sedimentarsi nel cuore del Mediterraneo e poi di sopravvivere quasi clandestinamente sotto il dominio della cultura egemone. Attraverso durlindane, miracoli naif, illusioni, bastoni e distruzioni, questi personaggi sfidano le menzogne e le rimozioni del passato, del presente e del futuro, affermando la possibilità di restare fedeli alla propria matrice culturale anche nel mutare delle epoche. In questo senso, Cunto saraceno si configura come un autentico cunto poetico civile del nostro tempo.
Il progetto artistico, di nuova produzione, coinvolge l’attore, autore, regista e cuntista Gaspare Balsamo, il cantautore Cesare Basile e il contrabbassista Giovanni Arena. Lo spettacolo si sviluppa in una dimensione scenica che evoca e sperimenta diversi linguaggi teatrali e musicali appartenenti alla tradizione culturale siciliana e mediterranea: il cunto, la musica, la canzone d’autore e varie sonorità rielaborate secondo la sensibilità artistica e le esperienze creative dei protagonisti.
Il calendario di eventi non si ferma qui, continuerà con il 2 marzo, con Io ignoro cosa dell’amore, performance di Guido Celli, presentata da Dario Tomasello.
A Messina, invece, il percorso si è aperto il 13 gennaio. sempre con Poemi focomelici di Timpano.
Il secondo appuntamento è in programma il 19 febbraio, con Cunto Saraceno di Gaspare Balsamo, introdotto da Maria Rita Chierchia, mentre la conclusione è prevista il 3 marzo, alle ore 11:00, con Io ignoro cosa dell’amore di Guido Celli, presentato da Dario Tomasello.
Tra le tante attrazioni che la città offrirà a residenti e turisti c’è anche il Castello. Conosciuto anche come Castello Arabo-Normanno, Castello Saraceno o Castello di Monte Tauro, si erge maestoso a 397 metri di altezza, regalando un panorama unico a 360 gradi. Da qui lo sguardo abbraccia lo Stretto di Messina, il versante ionico, la valle dell’Alcantara, le pendici dell’Etna e, verso ovest, la città di Catania e i Monti Peloritani. Proprio per la sua posizione privilegiata è soprannominato anche “il Castello dei Quattro Panorami”.
Si raggiunge percorrendo una suggestiva scalinata panoramica scavata nella roccia che parte dalla chiesetta della Madonna della Rocca. La struttura, dalla caratteristica forma trapezoidale, conserva ancora le alte mura perimetrali, una torre di vedetta, una cisterna per l’acqua piovana, un corridoio sotterraneo utilizzato per le scorte e due grotte visitabili. Una scenografica scalinata a ventaglio conduce al mastio, la parte più alta del Castello.
La visita permette di esplorare questi affascinanti spazi e di scoprire la storia e l’architettura del sito grazie a strumenti innovativi. Con il biglietto d’ingresso, al costo di 10 euro per una visita di circa 50 minuti, i visitatori ricevono:
• Un’audioguida digitale, fruibile direttamente dal proprio smartphone, collegata ai pannelli presenti nel percorso.
• Una mappa digitale interattiva, disponibile in più lingue, con 21 punti di interesse.
Il Castello è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 16:00. In altri periodi dell’anno gli orari possono variare.
È possibile acquistare il biglietto direttamente in biglietteria o online al seguente link: www.castelloditaormina.it/biglietto-online/
Inoltre, il Castello di Taormina è disponibile tutto l’anno come location unica per eventi privati, matrimoni, iniziative aziendali, servizi fotografici e cerimonie istituzionali.
Visita il sito www.castelloditaormina.it oppure scrivi per maggiori informazioni a: info@castelloditaormina.it





