Il Rettore non è un componente necessario della delegazione che rappresenta il Policlinico di Palermo nella contrattazione con i sindacati della dirigenza medica e sanitaria. È quanto emerge dal parere dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), a cui l’Azienda ospedaliero universitaria “Paolo Giaccone” si era rivolta il 27 agosto per chiarire se il direttore generale dovesse includere il Rettore dell’Università di Palermo o un suo delegato nella delegazione di parte pubblica.
La questione era emersa durante la vertenza sul Fondo incarichi. Il Policlinico aveva riferito di attendere il parere ARAN sulle diverse interpretazioni relative alla composizione del tavolo. La FP CGIL sosteneva che la Direzione generale dovesse rappresentare l’Azienda nella trattativa e che il Rettore potesse partecipare con funzioni tecniche o consultive, senza far parte della delegazione datoriale né firmare gli accordi.
La presenza del Rettore
La nota distingue il contratto dell’Area Sanità da quello del comparto Istruzione e ricerca. Quest’ultimo contiene un riferimento alla partecipazione del Rettore o di un suo delegato. Il contratto che riguarda i dirigenti medici e sanitari dipendenti delle aziende ospedaliero universitarie, invece, non contiene la stessa previsione. La presenza del Rettore non deriva quindi dal contratto né dalla sola natura ospedaliero universitaria del Policlinico. ARAN non vieta espressamente una sua eventuale partecipazione. Precisa che l’organo competente dell’Azienda sceglie i componenti della delegazione secondo il proprio ordinamento, individuando persone con le competenze necessarie.
La posizione della CGIL
“Il parere ARAN chiarisce un punto che abbiamo posto fin dall’inizio. Nella contrattazione dell’Area Sanità, il Rettore o un suo delegato non è un componente necessario della delegazione datoriale. La sua eventuale partecipazione non deriva dal contratto collettivo né dal solo fatto che il Policlinico sia un’azienda ospedaliero universitaria. Avevamo ragione a chiedere un chiarimento prima di procedere con la contrattazione. Ora l’Azienda deve indicare chi la rappresenterà al tavolo”, dichiara Mario Caradonna, segretario aziendale della FP CGIL Medici e Dirigenza sanitaria del Policlinico.
“Resta poi la questione dei fondi. Chiediamo al Policlinico di consegnare la documentazione sulla loro costituzione e sul loro utilizzo, indicando le somme erogate e gli eventuali residui. Vogliamo conoscere i calcoli con cui l’Azienda ha ritenuto che i pagamenti effettuati fino a luglio coprissero l’intera annualità della parte variabile. Serve anche una verifica delle singole posizioni, dei tredici ratei e degli eventuali conguagli. Solo con questi dati potremo discutere delle somme che riguardano i dirigenti medici e sanitari”, conclude il sindacalista.
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