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Il messaggio

Premio Giaccone 2026: un richiamo ai valori della professione tra sanità, istituzioni e cittadini CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 1 Aprile 2026

Etica, responsabilità e dovere professionale tornano al centro del dibattito sanitario, non come principi astratti, ma come pratica concreta dell’agire quotidiano. Si è conclusa ieri, 31 marzo 2026, alle ore 19, a Villa Magnisi, la cerimonia del Premio Paolo Giaccone 2026, momento di confronto tra sanità, istituzioni, accademia e magistratura.

Il premio, promosso dall’Ordine dei medici di Palermo, nasce da un’idea di Adelfio Elio Cardinale, presidente del comitato scientifico. Affonda le radici nella figura di Paolo Giaccone, medico legale e docente universitario ucciso dalla mafia nel 1982 per aver svolto il proprio lavoro con rigore e indipendenza. Una storia che continua a rappresentare un punto di riferimento per chi esercita una professione pubblica, ricordando che la responsabilità si misura nelle scelte, soprattutto nelle condizioni più difficili.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Omceo Palermo, Toti Amato. Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli, il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo, il direttore generale dell’Asp di Palermo Alberto Firenze, il procuratore generale Lia Sava.

A ricevere il riconoscimento è stato Vincenzo Prestianni, medico di 67 anni in servizio all’Asp di Palermo, impegnato anche al fianco di Biagio Conte nell’assistenza ai più fragili.

Il significato del riconoscimento

“Paolo Giaccone è stato un esempio di libertà che si è sacrificato per mantenere i valori della professione. Oggi premiamo un collega che crede nei valori della salute come un bene che deve essere salvaguardato e garantito a tutti. In un momento in cui i valori rischiano di essere oscurati, l’Ordine ha il compito di custodirli e trasmetterli. Questo premio nasce proprio per riconoscere chi, nella pratica quotidiana, aderisce concretamente a questi principi etici. Noi abbiamo voluto dare un premio a chi, nella sua semplicità, mostra di aderire perfettamente ai principi etici della professione. Tra l’essere coerenti e il mettere in pratica ciò in cui si crede c’è un passaggio decisivo. E’ lì che si misura davvero la responsabilità”, ha detto il presidente Amato.

“Sono felice di ricevere questo riconoscimento perché ricorda una persona, un medico che ha mantenuto la coerenza al giuramento come valore etico che tutti abbiamo fatto per vocazione. Il mio impegno accanto agli ultimi, anche insieme a Biagio Conte, mi ha insegnato che la medicina non è solo cura, ma presenza, ascolto e responsabilità verso chi ha più bisogno”, ha dichiarato Prestianni.

Il valore dell’etica

Un messaggio rivolto in particolare ai giovani medici è arrivato dal presidente FNOMCeO Filippo Anelli, che ha richiamato il valore della libertà, dell’autonomia e dell’indipendenza della professione come elementi essenziali dell’essere medico. “Senza autonomia e senza indipendenza la professione rischia di diventare una mera struttura tecnica. Custodire questi principi significa difendere l’essenza stessa della medicina”, ha sottolineato.

Il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo ha evidenziato come l’etica rappresenti un pilastro trasversale a tutte le professioni, soprattutto in contesti segnati da nuove sfide e dalla presenza della criminalità organizzata.

Lia Savia invece ha sottolineato che: “La pratica etica si fonda su principi comuni come trasparenza, competenza e rispetto del segreto professionale. Il medico tutela la vita, il magistrato i diritti, ma è nell’adesione concreta a questi valori che si costruisce una società più giusta e democratica”.

Sul piano organizzativo, il direttore generale dell’Asp di Palermo Alberto Firenze ha richiamato il concetto di: “Prendersi cura che significa andare oltre la prestazione sanitaria e farsi carico della persona nella sua interezza, anche sotto il profilo umano e psicologico. È questo il senso della medicina di prossimità che stiamo costruendo, in linea con il DM 77 del 2022, per superare una visione ospedalocentrica e realizzare una sanità più vicina ai cittadini”.

Responsabilità e nuove generazioni

Alla cerimonia erano presenti anche studenti degli istituti superiori, ai quali è stato rivolto il messaggio conclusivo di Adelfio Elio Cardinale, ideatore del premio.

“Non basta ricordare figure come Paolo Giaccone, servono azioni quotidiane coerenti con quei principi. Ai giovani diciamo che essere medici significa assumersi una responsabilità che va oltre la professione, significa difendere i valori della società civile, la legalità, il rispetto delle regole, come richiama anche il Presidente della Repubblica. È da qui che si costruisce una sanità giusta e credibile”.

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