Abbandoni, conferimenti contaminati da altri rifiuti e discariche in strada. E’ questo quanto riscontrato questa mattina nell’attività ispettiva condotta da Rap fra le strade del centro storico di Palermo. Le maestranze, coordinate dal presidente Giuseppe Todaro e dal direttore generale Massimo Collesano, hanno seguito le operazioni di ritiro della spazzatura effettuate dai lavoratori dell’azienda all’interno del quartiere Capo.
“Abbiamo seguito l’itinerario classico delle squadre per capire dove migliorare – ha spiegato il presidente Giuseppe Todaro -. Purtroppo abbiamo riscontrato che, accanto ad alcuni cittadini virtuosi, si verificano diversi abbandoni su strada e conferimenti contaminati all’interno di alcuni condomini. E questa è la cosa più grave per l’azienda. La nostra coperta è corta. Simili episodi comportano purtroppo il fatto di effettuare due ritiri. Uno per il conferimento corretto del prodotto differenziato. E l’altro, successivo, per ritirare l’indifferenziato abbandonato. Fatto che è diventato anche un problema di abitudine“.
Todaro sui micro-CCR: “Indivuate sei aree, stiamo per firmare il contratto
I controlli della società Partecipata del Comune di Palermo si sono resi necessari al fine di migliorare il servizio di raccolta differenziata, ancora work in progress all’interno del capoluogo siciliano. I numeri sono in miglioramento, ma recuperare l’arretrato ereditato dalle passate gestioni non è operazione facile. A tal proposito, l’obiettivo di Rap sarebbe quello di supportare i ritiri ordinari dotando la cittadinanza residente in centro storico di nuovi strumenti, come ad esempio i micro-CCR. “Abbiamo indivuato le sei potenziali aree da destinare al servizi, alle quali verranno aggiunti alcuni siti privati che serviranno a completare questa zona sperimentale. Stiamo per firmare il contratto. Passaggio al quale seguirà un’opera di sensibilizzazione diretta ai cittadini, anche attraverso comunicazione porta a porta“.
E sulle fototrappole: “Iter concluso in una decina di giorni”
E laddove la senbilizzazione non funzionasse? Servono ulteriori strumento di controllo del territorio. Come ad esempio, le fototrappole. Nelle scorse settimane, l’assessore all’Ambiente aveva annunciato la prossima installazione di 100 strumenti nelle zone più sensibili del capoluogo siciliano. E, a tal proposito, Giuseppe Todaro dichiara che “la gara è stata completata. Siamo nell’ambito dei 35 giorni obbligatori per legge prima di contrattualizzare. Coordineremo l’atttività insieme ai vigili. Penso che in una decina di giorni potremmo concludere l’iter ed iniziare questa attività“.



