I dati sulla raccolta differenziata convincono in Provincia, meno a Palermo città. I numeri non mentono. Nonostante la partenza dei nuovi step, il capoluogo siciliano continua ad essere lontano dalla soglia europea prevista del 65%. Percentuale invece rispettata da buona parte degli 82 comuni del territorio metropolitano. Ma una cosa condividono sia la città di Palermo che le realtà limitrofe: il problema degli abbandoni dei rifiuti.
Il problema dell’abbandono dei rifiuti fra Palermo e Provincia
L’inciviltà non ha confini. Alcuni siciliani infatti decidono spontaneamente di fregarsene delle modalità di conferimento della spazzatura, lasciandola dove meglio credono. A volte in mezzo alle campagne. Altre volte sui cigli della strada. A Bagheria, ad esempio, una delle zone più bersagliate è quella di contrada Monaco. “La situazione è peggiorata. E’ un’area presa di mira da ditta. Scaricano di tutto. Mobilio, calcinacci, rifiuti speciali – racconta Giuseppe Macaluso, sindacalista della Cgil -. Noi segnaliamo. Facciamo dei report al fine di attivare controlli. In alcuni punti di abbandono la situazione è migliorata. Ma ad oggi nell’area di contrada Monaco il quadro rimane pessimo. Sono costi per l’azienda e ore di servizio dei lavoratori. Tempo che potrebbe essere dedicato ad altro“.
Un’area nella quale, riferisce ai microfoni de ilSicilia.it il presidente di AMB Vito Matranga, vengono recuperate otto tonnellate di rifiuti non conformi al giorno. “Purtroppo c’è gente che non differenzia e lascia i rifiuti dove capita, come accade in contrada Monaco. Fatto che ci costringe a impiegare giornalmente delle squadre per pulire. Per evitare che gli diano fuoco, ogni santo giorno siamo costretti a raccogliere immondizia non conforme“.
La migrazione dei rifiuti verso il capoluogo siciliano
“La raccolta porta a porta funziona – aggiunge -. In città abbiamo attivato 3 CCR, in cui abbiamo almeno 1000 accessi al giorno. Non abbiamo grossi problemi di migrazione dei rifiuti“. Un fenomeno, quest’ultimo, che ha investito con tutta la propria veemenza le periferie di Palermo. Acqua dei Corsari, Borgo Nuovo, Tommaso Natale, Zen: sono diversi i quartieri del capoluogo siciliano dove decine di incivili lasciano ogni genere di rifiuto, spesso anche speciali. Ma non è solo un problema di importazione dalla Provincia verso la città di Palermo, ma anche di spostamenti di spazzatura da quartiere a quartiere. Magari da uno soggetto alla raccolta differenziata verso uno che invece ha ancora i cassonetti. Sacchetti a cui si aggiungono quelli endemici.
Todaro: “Al 31 luglio recuperate 9000 tonnellate di rifiuti dalle strade”
A tal proposito, i numeri raccontati dal presidente di Rap Giuseppe Todaro sono spaventosi. “Secondo quanto imposto dalla direttiva Arera, noi dovremmo raccogliere all’anno circa 200 tonnellate di rifiuti non conformi. Al 31 luglio abbiamo raccolto 9000 tonnellate di spazzatura. Colpa della migrazione infraquartiere e infracittadina, in particolare dai comuni della provincia. Ci sono aree colpite maggiormente dal fenomeno: via Galletti, via Nicoletti, Borgo Nuovo, ecc. Al giorno siamo arrivati a picchi di 100 tonnellate al giorno. E’ un dato che incide per il 10% sulla raccolta differenziata a Palermo. Se aumenta il denominatore della spazzatura portata a Bellolampo a causa dei comuni limitrofi, è chiaro che i numeri del capoluogo si abbassano“. Per contrastare il fenomeno, l’Amministrazione Comunale ha predisposto sia la messa in campo degli ispettori ambientali, in attesa che arrivi l’approvazione del regolamento rifiuti in Consiglio Comunale, che l’installazione di nuove telecamere in alcuni punti strategici. La strada da fare, però, è decisamente lunga.