Attesa da 20 anni la riforma delle riforme, quella della dirigenza regionale, tanto discussa ma mai revisionata. Il voto a Sala d’Ercole sarà decisivo e inciderà sul futuro della macchina burocratica dell’Isola.
A parlarne ai microfoni de ilSicilia.it il presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars Ignazio Abbate, che è relatore del disegno di legge di iniziativa governativa arricchito con i contributi della commissione.
Fascia unica e concorsi all’esterno sono i due principi cardini della proposta di legge.
La riforma auspicata istituisce la fascia unica che va a sostituire l’attuale organizzazione che prevede i tre livelli, ovvero le famose tre fasce. Questa norma permette alla Regione Siciliana di allinearsi alla normativa nazionale che già prevede la fascia unica. Una riforma che darà la possibilità di bandire nuovi concorsi, visto il deficit di organico nei dipartimenti regionali dove ci sono centinaia di posizioni vacanti.
Attraverso il cosiddetto corso-concorso si darebbe la possibilità di immettere nell’organico regionale nuove figure dirigenziali altamente specializzate pronte ad affiancare centinaia di dirigenti che nei prossimi tre anni andranno in pensione. La riforma arriva al momento giusto, dunque qualsiasi ritardo comprometterebbe definitivamente la gestione della macchina amministrativa nell’immediato futuro.



