Che 2025 è stato per la Giunta di Roberto Lagalla? Come ogni anno, il 1 gennaio rappresenta un giorno utile per tracciare una linea rispetto a quanto è stato fino a questo momento. A diciotto mesi dalle elezioni amministrative, buona parte della consiliatura del primo cittadino è già spirata. Il tempo per realizzare programmi e progetti diventa sempre meno. E quanto è provvisorio, si trasforma sempre di più in definitivo. Guardando all’operato degli 11 componenti dell’esecutivo comunale, c’è chi si trova a buon punto. Ma c’è chi invece deve recuperare il tempo perduto. Almeno se vuole chiudere positivamente questo esperienza consiliare.
I promossi: bene gli esponenti di Lavoriamo Per Palermo
Partiamo dai promossi. Se lo scorso anno si collocava fra chi avrebbe potuto fare di più, il 2025 è un anno che ha sorriso particolarmente all’assessore all’Innovazione Tecnologica Fabrizio Ferrandelli. Il primo posto nella classifica sul nomadismo digitale certifica la volontà di un’Amministrazione di adattarsi sempre di più ai tempi, così come gli investimenti sugli innovation hub in città. La chiusura in attivo del bilancio di Sispi è un elemento importante, così come il lavoro fatto per sbloccare le graduatorie dell’emergenza abitativa. Una delega resa complessa dalla necessità di dare risposte ad una parte di popolazione molto fragile.
Si conferma il trend positivo anche per l’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Orlando. Gli accordi quadro sulla manutenzione stradale hanno permesso di iniziare il percorso di rifacimento dell’asfalto in diverse aree chiave della città, come ad esempio via Libertà. L’approvazione, entro i termini previsti, del piano triennale delle opere pubbliche permetterà l’apertura di nuovo importanti cantieri, così come la chiusura di quelli già avviati. Leggasi i lavori sul ponte Corleone. L’apertura dello svincolo di Brancaccio non si può certamente definire una vittoria per la città, visti decenni di ritardi sui cantieri. Ma quantomeno è stato possibile chiudere un capitolo triste per l’intera macchina amministrativa dei Lavori Pubblici.
Bene anche…
“Un aiuto arriverà sempre, per chi se lo merita“, diceva Albus Silente nell’ultimo film della saga di Harry Potter. E sotto il profilo dell’impegno profuso, Pietro Alongi si può certamente ritenere soddisfatto. L’esponente di Forza Italia è costretto a fare i conti, giornalmente, con una delle deleghe più spinose di tutto l’arco consiliare, ovvero quella ai rifiuti. Il servizio continua ad avere delle falle (leggasi la classifica de IlSole24Ore), ma i progressi ci sono stati. L’avvio del nuovo step di raccolta differenziata consentirà di elevare numeri fino ad oggi deficitari, oltre a limitare la formazione di discariche in città. Il piano di risanamento di Rap sta iniziando a dare i primi frutti, così come le assunzioni arrivate in azienda.
Elemento chiave, nell’agenda di Alongi, è stato quello dei bandi relativi ai lavori nella Costa Sud di Palermo. Una delle partite chiave per l’Amministrazione Comunale di Roberto Lagalla. L’avvio dei lavori di bonifica al parco Libero Grassi, così come l’affidamento delle progettazioni esecutive e dei relativi lavori su porticciolo della Bandita e parco a Mare dello Sperone, sono un’inversione di tendenza rispetto al passato. Una manovra resa possibile anche dall’apporto dell’assessore alla Rigenerazione Urbana Maurizio Carta. Se in passato veniva predicata una “visione di città” poi mai concretamente realizzata, oggi l’esponente di Lavoriamo Per Palermo sta provando a convertire le idee in progetti conceti. Il bando per il rilancio dell’ex Chimica Arenalla rappresenta un’opportunità da non perdere. Ma sarà il 2026 un anno chiave, con l’avvio dei cantieri del tram e l’apertura delle due nuove fermate dell’anello ferroviario. Sfide da non fallire per l’ex pro-rettore.
Bene ma non benissimo…
Sufficienza piena in questo 2025 per l’assessore al Bilancio Brigida Alaimo. I conti del Comune di Palermo restano in ordine. Fatto che conferma il buon lavoro iniziato dall’ex vicesindaco Carolina Varchi e in generale dell’asse di Fratelli d’Italia. La riorganizzazione del piano delle alienazioni, nonchè i progressi fatti sul fronte del riutilizzo di alcuni beni confiscati, rappresentano pollici in su sull’operato dell’esponente meloniano. Rimangono però due grandi matasse da districare: il progetto di ristrutturazione sullo stadio Renzo Barbera (necessario per la partecipazione a Euro 2032) e il fasciolo relativo all’Ippodromo. In questo senso, il 2026 sarà un anno chiave.
Buona annata anche per Giampiero Cannella. La delega alla Cultura ha offerto sfide importanti, a cominciare dall’organizzazione del Festino 400+1. Il piano di rilancio di diverse aree del centro storico prosegue con buona lena. Meno bene sul fronte del ruolo da vicesindaco, dove non sempre è stato capace di supportare Roberto Lagalla in alcuni passaggi tribolati del centrodestra palermitani, resi poi evidenti dalla carenza dei numeri in aula.
Galleggia sulla stessa linea anche l’assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti. La macchina del SUAP ha ricevuto correttivi importanti, in particolare sulle pratiche relative alle piccole e medie imprese. Il progetto di riqualificazione della Fiera del Mediterraneo, così come il piano per rilanciare gli spazi di via Roma, rappresentano sfide per il futuro di notevole spessore. C’è però una riforma delle attività commerciali sul centro storico che fatica a decollare. In particolare su via Maqueda. Inoltre, su alcune delibere si sono registrati ritardi importanti, quasi sempre derivati dal mare mosso nel centrodestra. Come ad esempio la delibera sul mercato coperto di Ballarò. Un elemento non da poco sul futuro dell’esponente della Democrazia Cristiana, anche lui in attesa di conoscere il futuro politico della compagine rifondata da Totò Cuffaro.
Si poteva fare di più..
In miglioramento il bilancio dell’assessore allo Sport Alessandro Anello. Qualche progresso rispetto al 2024 c’è stato. Anche grazie alla sinergia con l’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Orlando. I numeri del turismo cittadino fanno ben sperare anche per il futuro. Con un occhi ben attento ad evitare fenomeni di overtourism. Tuttavia, alcune note dolenti permangono. Come i lavori proceduti a rilento sulla piscina di Fondo Raffo. Fatto che ha prolungato la già lunga sofferenza del mondo natatorio cittadino. Un’odissea che dovrebbe terminare a metà 2026, con la riconsegna delle vasche di viale del Fante.
Destino simile anche per l’assessore al Personale Dario Falzone. L’assessore di Fratelli d’Italia ha piazzato un paio di migliorie strategiche, come ad esempio lo snellimento delle pratiche per le carte d’identità all’Ufficio Anagrafe. L’ingresso di nuovo personale, sia negli uffici che nel corpo di polizia municipale, rappresentano boccate d’ossigeno per una macchina apparsa negli ultimi anni in continuo dissesto funzionale. A pesare però resta la delega alla Viabilità. Un punto di domanda eterno per la città di Palermo.
I settori da migliorare
Si arriva così alle dolenti note. Non è stato un anno ottimale nè per Mimma Calabrò nè per Aristide Tamajo. Sulla prima ha pesato la spada di Damocle di una scomoda eredità, quella dell’ex assessore Rosi Pennino. Un profilo apprezzato da tanti nella maggioranza, soprattutto dal sindaco Roberto Lagalla. Quest’ultimo non risparmiò perplessità in occasione della nomina proprio della stessa Mimma Calabrò. Pensieri rivolti in particolare alla dirigenza di Forza Italia. E il percorso della stessa Pennino, ora entrata a far parte proprio del gruppo politico di Roberto Lagalla, non rappresenta di certo un caso.
In un simile quadro, muoversi è stato complicato per Mimma Calabrò. Anche se la chiusura del 2025 ha offerto buoni spunti per l’anno che si è appena aperto. Come ad esempio il rilancio della Città dei Ragazzi. Per Aristide Tamajo la delega alla Scuola ha posto alcuni momenti di difficoltà. I ritardi sui lavori alla scuola Franchetti sono un elemento negativo, così come quelli accumulati sui progetti relativi agli asili nido comunale. Una sfida da vincere a tutti i costi per una città come Palermo, oggi carente sotto questo aspetto. C’è stato poi il riassetto tribolato del mondo degli ASACOM, costretti a passare a regime di partita IVA per adattarsi al nuovo bando comunale. L’anno si è poi chiuso con un sfortunato refuso negli auguri di Natale inviato dagli uffici, con una immagine riportante la parola “assessore” scritta erroneamente con una sola “s”. Errore sottolineato da diversi esponenti delle opposizioni su social. Anche in questo caso, il 2026 apre le porte ad opportunità di rifarsi.




