“NO voto segreto, SI quote rosa“. Le deputate regionali scendono ancora una volta in campo per difendere a spada tratta l’articolo 8 contenuto all’interno del ddl Enti locali in discussione all’Ars e che vede come relatore il deputato regionale della Dc Ignazio Abbate. Si tratta della rappresentanza di genere al 40% nelle giunte comunali. Una norma importante, che permetterebbe alla Sicilia, unica Regione ancora in ritardo, di allinearsi con la normativa nazionale.
Una battaglia lunga e fatta di alti e bassi senza fine. Ciò che appariva come una conquista rischia adesso di svanire. La paura concreta è che le tensioni e le spaccature tra i banchi di Sala d’Ercole possano sfociare nel ritiro del disegno di legge o in un esito negativo nel momento del voto finale.
Al flash mob davanti Palazzo dei Normanni sono giunte non solo le quindici parlamentari, ma anche le altre donne della politica in giro per la Sicilia e alcuni dei colleghi uomini, come Ismaele La Vardera di Controcorrente e Mario Giambona del Partito Democratico. Ad esporsi Marianna Caronia, Roberta Schillaci, Ersilia Saverino, Valentina Chinnici, Nuccia Albano, Margherita La Rocca Ruvolo e Stefania Campo.
L’esponente di Noi Moderati ha definito la misura come una “norma di civiltà” sottolineando come l’obiettivo sia quello di “modificare un procedimento culturale“. Un appello rilanciato anche dalla pentastellata, segretaria della Commissione Antimafia: “Considerando che si tratta di un ddl divisivo siamo anche pronte a chiedere al presidente Galvagno di estrapolare all’unanimità la norma e farla approvare“.



