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L'anniversario

Strage di Capaci, il tributo della memoria della politica siciliana

giovedì 23 Maggio 2024
falcone

Nel giorno dedicato alla memoria e alla commemorazione della strage di Capaci non mancano sin dal primo mattino, ricordi, reazioni e commenti sul messaggio che ancora vive a distanza di oltre trenta anni. Morti per mano della mafia i protagonisti di quei giorni continuano a vivere come esempio e testimonianza a cui politica e istituzioni rivolgono il proprio pensiero.

Nello Musumeci

Dopo 32 anni, la memoria della tragica fine di Giovanni Falcone, della consorte Francesca e del personale di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro rimane ancora viva nella generazione, come la mia, che fu attonita testimone di quella strage. Dobbiamo impegnarci tutti affinché anche i giovani, pur col trascorrere del tempo, si riconoscano nell’esempio di coraggio e di tenacia con cui il magistrato siciliano volle condurre il suo impegno nella lotta alla mafia. E spesso lo fece nell’isolamento e nell’ ostracismo voluto da colleghi e istituzioni dello Stato“. Ha dichiarato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

Il presidente della commissione Antimafia Antonello Cracolici (CLICCA QUI) ha ricordato il tragico anniversario, ricordando come “la mafia 32 anni fa ha lanciato la sfida più alta allo Stato, uccidendo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, e gli agenti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani. Ma da quel giorno è partito da Palermo un movimento di riscossa che ha portato la società civile a reagire e far reagire tutta Italia. Per questo la mafia non ha vinto, anche se ancora c’è molto da fare e con la Commissione siamo impegnati nel costruire un’antimafia sociale sui territori per rendere permanente quell’onda emotiva che ha fatto muro contro la mafia“.

Nelle parole del sindaco di Palermo Roberto Lagalla la voce della città riceve e fa suo il messaggio di legalità e comunità dedicato alla giornata di oggi: “Senza divisioni, senza fazioni, la città e il Paese devono stringersi oggi nel ricordo delle vittime della strage di Capaci, il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Palermo non si limita a ricordare, ma compie, grazie al connubio felice tra la Fondazione Falcone e le istituzioni locali, un ulteriore passo in avanti, quello di offrire il Museo della memoria di Palazzo Jung. Un museo del presente perché è nel presente che attualizziamo il ricordo di un sacrificio, attraverso il quale educhiamo le giovani generazioni, che non hanno conosciuto il sacrificio degli eroi antimafia, a proporsi come testimoni di legalità del proprio tempo. Anche grazie a questo spazio, attualizziamo la memoria e continuiamo a farne patrimonio genetico di una comunità che dice no alla mafia”. 

“Il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro va rinnovato quotidianamente nella memoria. Coltivare il ricordo con riconoscenza è fondamentale, ma al contempo è necessario rendere omaggio a chi ha perso la vita combattendo la criminalità difendendo quella normativa antimafia, la migliore d’Europa e del mondo, che nasce proprio dall’operato di uomini e donne di valore e che, mai come oggi, va tutelata e messa al riparo da tentativi di indebolimento” commenta Giuseppe Antoci (M5S), capolista M5S nella circoscrizione “Isole” alle elezioni europee.

Ricordare le stragi di Capaci e di Via D’Amelio vuol dire continuare il percorso avviato da Falcone e Borsellino perché anche in questa terra si possa costruire un futuro migliore,  ma soprattutto trasferire gli ideali di giustizia e legalità,  che i due magistrati hanno testimoniato nel corso della loro  vita e con l’estremo sacrificio, alle giovani generazioni“. Hanno dichiarato Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia in occasione del trentaduesimo anniversario della strage di Capaci. “Tenere viva la memoria – aggiungono – nella convinzione che il rispetto delle regole sia la migliore azione di contrasto ad ogni forma di violenza e di  sopraffazione è dovere civico di ogni cittadino e di ogni amministratore  che abbiano a cuore le proprie comunità e la propria nazione“.

I vertici di Cna Sicilia hanno sottolineato come “l’impegno di Giovanni Falcone per liberare la Sicilia e il Paese dalla mafia rappresenta un’eredità preziosa per tutti i cittadini e le imprese che credono, investono e operano nella legalità. Come Organizzazione di categoria – aggiungono – da sempre lavoriamo per promuovere l’osservanza delle regole e per l’affermazione della legalità, attraverso la realizzazione di campagne informative e formative, nonché con la stipula di opportuni protocolli. Siamo convinti che ognuno debba fare la propria parte – concludono – facendo rete con le istituzioni e le forze sociali sane per impedire alla mafia di infiltrarsi nella società e nel tessuto produttivo“.

Ancora oggi il coraggio e la determinazione di Giovanni Falcone sono da esempio e punto di riferimento, anche per tante ragazze e tanti ragazzi che quel 23 maggio del 1992 non erano ancora nati. È anche per questo che, a 32 anni di distanza, possiamo dire che il suo sacrificio non è stato vano“. A dichiararlo Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars.

“A 32 anni dall’eccidio in cui Giovanni Falcone perse la vita, rimane un faro per tutti coloro che combattono ogni forma di criminalità organizzata, non soltanto in Sicilia. Con lui persero la vita la moglie, Francesca Morvillo, e gli uomini della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, servitori dello Stato ed esempio civico soprattutto per le giovani generazioni. Le tante manifestazioni che da giorni si susseguono per ricordarli, rendono vera la profezia dello stesso magistrato: “Gli uomini passano le idee restano…e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Dopo le stragi del 1992 lo Stato ha reagito con forza, mettendo a segno colpi che hanno incrinato la potenza mafiosa, ma non l’hanno ancora sconfitta del tutto. Per questo motivo la guardia deve restare alta e ognuno di noi deve dare il proprio contributo quotidiano nella lotta per la legalità”. È quanto dichiarato dal deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia, nel giorno in cui si commemora il trentaduesimo anniversario della Strage di Capaci.

“A trentadue anni dall’eccidio di Capaci è sempre viva la figura di Giovanni Falcone. Da magistrato scrupoloso qual era, Falcone con la sua attività d’indagine riuscì a far condannare, finanche in Cassazione, i boss di cosa nostra”. Lo afferma Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana. “Del giudice Falcone – continua Caronia – ricordo anche lo spirito riformatore che contrassegnò la sua attività al servizio del ministero della Giustizia: fu infatti l’ispiratore delle misure adottate nel 1991 sulla carcerazione cautelare aggravata, sull’ausilio dei collaboratori di giustizia e sulla istituzione della Procura nazionale antimafia. Sono convinta – aggiunge Caronia – che un uomo vive ancora se continua a darci una guida nella nostra opera quotidiana: Giovanni Falcone ci ha insegnato che la pratica della legalità e della trasparenza non deve essere un’arida osservanza delle leggi, ma un fatto culturale che deve appartenerci per essere liberi e progredire”

“La politica europea si occupi di mafie poiché queste ultime già da qualche tempo si occupano della politica europea. È tempo che l’UE si doti di una Commissione parlamentare europea antimafia permanente, secondo il progetto del criminologo Vincenzo Musacchio. Dobbiamo seguire l’esempio di Giovanni Falcone – il primo a individuare nella cooperazione internazionale una delle strategie di lotta più efficaci per intraprendere una concreta azione globale contro le organizzazioni mafiose di matrice transnazionale – non solo per un certo lasso di tempo, come accadde per la Commissione speciale per investigare sulla criminalità organizzata, istituita dal parlamento europeo nel 2012, come se dopo il test di un anno non si ritenesse necessaria. Non dimentichiamo che, pur rimanendo legate al territorio d’origine, le nuove mafie hanno gradualmente e sempre di più ampliato il proprio potere sfruttando tutti i vantaggi offerti dalla globalizzazione. La Commissione Antimafia Permanente deve occuparsi di criminalità organizzata, di corruzione, di riciclaggio di denaro e di crimini di natura economico-finanziaria e la sua istituzione certificherebbe un impegno specifico che da tanto tempo è richiesto ai parlamentari europei di tutti gli Stati membri aderenti all’Unione europea e contribuirebbe a migliorare il quadro legislativo dell’Unione europea eliminando quelle profonde discrasie ancora oggi esistenti negli ordinamenti giuridici dei singoli Stati membri.” Ad affermarlo Lidia Tilotta, candidata indipendente del PD alle Europee dell’8 e il 9 giugno prossimi nel collegio Isole, nel giorno della commemorazione della strage di Capaci, nella quale perirono i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro

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