Trabia vive una fase di transizione difficile, segnata dal dissesto finanziario e da sfide strutturali che incidono sulla qualità della vita dei cittadini. A raccontarlo è il sindaco Francesco Bondì, tornato alla guida del Comune nel 2023, dopo la sua precedente esperienza amministrativa dal 2010 al 2015.
“Quando ci siamo insediati – spiega – abbiamo trovato un Comune in dissesto, con l’ultimo bilancio approvato fermo al 2020 e il consuntivo al 2019. Dal 2021 al 2023 la commissione straordinaria di liquidazione aveva solo ricostruito la massa debitoria, senza risorse reali a disposizione. Oggi i rendiconti 2021-2023 sono stati approvati, quello del 2024 è pronto, ma registra un disavanzo tecnico tra i 5 e i 7 milioni di euro. Non si tratta di debiti effettivi, ma di squilibri contabili che rischiano comunque di paralizzare il bilancio 2025. Per questo stiamo aspettando un confronto con la Corte dei Conti. Se accoglierà la nostra tesi, potremo sbloccare i documenti e tornare a programmare il futuro”.
Nel frattempo, grazie a una maggiore riscossione e a fondi PNRR, il Comune è riuscito a muovere alcuni passi avanti. “Abbiamo recuperato liquidità e investito in viabilità, beni confiscati e altri progetti. Ma la macchina amministrativa è ridotta all’osso. Dovremmo avere 120 dipendenti, ne abbiamo poco più di 70 e molti solo part-time. Anche il corpo di Polizia municipale è ridottissimo e per garantire i servizi ci appoggiamo persino a vigili provenienti da altri Comuni”.
L’emergenza idrica
“La questione più delicata resta quella dell’acqua. Il nostro acquedotto pesa per 2,6 milioni di euro l’anno, ma gli introiti si fermano a 2 milioni – sottolinea Bondì –. Gran parte della spesa dipende dall’energia elettrica per i pozzi, aumentata del 40%. Per anni le reti sono state trascurate: oggi abbiamo tubazioni vecchie, piene di rattoppi (‘cravatte’) che si rompono continuamente. Spendiamo oltre 300 mila euro l’anno solo in manutenzione”.
“La legge impone il trasferimento del servizio ad Amap, la società idrica di Palermo e noi non ci opporremo – prosegue -. Non abbiamo la forza di gestire un servizio così oneroso.Ho diffidato Amap a prendersi gli impianti entro fine 2025. È l’unica strada per evitare un nuovo dissesto e per accedere a fondi di ammodernamento che altrimenti non potremmo chiedere. Per adesso tamponiamo le perdite ogni giorno, ma è evidente che serve un gestore unico capace di mettere mano davvero agli impianti”.
L’emergenza rifiuti
Altro fronte esplosivo è quello dei rifiuti. Trabia, soprattutto in estate, subisce gli effetti dell’inciviltà che arriva anche da fuori. “Noi abbiamo un servizio porta a porta e buona parte dei cittadini è disciplinato, ma spendiamo 2,5 milioni l’anno per la raccolta – racconta il sindaco –. Eppure ci ritroviamo la statale 113 invasa dai sacchetti che arrivano persino da Palermo. C’è chi preferisce scaricare qui pur di non fare la differenziata. Questo abbassa drasticamente la nostra percentuale di raccolta differenziata, vanificando gli sforzi dei residenti. È inaccettabile: oltre al danno ambientale, il Comune ha pagato fino al 2023 cento mila euro l’anno di multa per non aver raggiunto il 65%. Solo nel 2024 siamo riusciti a superare la soglia, ma è una battaglia quotidiana”.
Il problema esplode sulle spiagge. “Ogni giorno i ragazzi che le puliscono raccolgono tonnellate di immondizia. Molti vengono, trascorrono la giornata e lasciano buste, plastica, resti di cibo. Io scherzo sempre dicendo che a certa gente gli brucerei la casa, ma il punto è serio: non è possibile che a pagare il costo della pulizia siano solo i residenti. Non si può chiedere a una comunità di 10 mila abitanti di farsi carico delle tonnellate di rifiuti lasciate da decine di migliaia di visitatori. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva e strumenti che impediscano lo scarico selvaggio da Palermo e dintorni”.
Luci e prospettive
Nonostante le difficoltà, ci sono segnali positivi. Sul fronte sportivo è in dirittura d’arrivo il nuovo campo in erba, con l’obiettivo di trasformarlo in una vera Cittadella dello sport. Parallelamente è stata riaperta la biblioteca comunale, chiusa dal 2015, che ospita oggi presentazioni, tornei di scacchi e attività culturali: un primo passo verso quella che Bondì chiama Cittadella della cultura.
Sul piano sanitario, Trabia ha avviato campagne di prevenzione insieme associazioni e all’Asp di Palermo. “Abbiamo organizzato screening gratuiti che hanno permesso di scoprire in tempo patologie gravi anche nei bambini, salvando vite. È la dimostrazione che investire in prevenzione funziona e deve diventare una priorità”.
Turismo in crescita
Anche il turismo è in crescita. “Il nostro motto era mille B&B, cento sculture – ricorda Bondì – e i numeri cominciano a darci ragione. Nel 2022 l’imposta di soggiorno era a zero, nel 2023 è salita a 47 mila euro e nel 2024 ha raggiunto 80 mila. In due anni i B&B ufficiali sono raddoppiati, da 200 a oltre 400. Le case vuote, costruite decenni fa e poi abbandonate, oggi vengono acquistate e trasformate in strutture ricettive. Questo porta lavoro, vitalità e nuove opportunità per l’economia locale”.
Le priorità in agenda
Per il sindaco Bondì il punto di partenza è chiaro: acqua e rifiuti.
“Finché non avremo una gestione moderna della rete idrica e strumenti adeguati per arginare il fenomeno dei rifiuti portati da fuori, continueremo a vivere emergenze quotidiane. Trabia sta crescendo sul piano turistico e culturale, ma senza servizi essenziali garantiti rischiamo di vanificare gli sforzi – conclude -. La nostra comunità ha dimostrato di sapersi rimboccare le maniche, adesso serve che anche chi viene da fuori impari a rispettare il territorio”.