Presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Gaspare Vitrano, un passo avanti per i Consorzi di bonifica, dopo il parere favorevole della commissione Bilancio. Prospettive future e vantaggi di una riforma attesa da 20 anni?
“Ormai siamo veramente a un passo dall’approvazione della legge, dopo le ultime modifiche e il parere favorevole della commissione Bilancio, in settimana la commissione da me presieduta darà il parere e rimanderà la legge in in aula per l’approvazione, a quel punto il presidente e l’assemblea deciderà quando metterla in calendario per essere discussa. Spero nel più breve tempo possibile, si tratta di una riforma che si attende da almeno vent’anni e che sicuramente contribuirà a rilanciare il settore agricolo che in che questi ultimi anni ha sofferto parecchio soprattutto per la crisi idrica che ha colpito questo settore e che via via ha sempre più bisogno di particolare attenzione. I consorzi di bonifica in questa direzione possono dare un contributo fondamentale, tornerà la democrazia perché i consigli di amministrazione saranno composti da agricoltori assieme e a questo si potrà procedere alla stabilizzazione del personale e al rilancio di tante attività ferme in questo momento a causa della mancanza di mezzi e personale“.
Attività produttive e turismo, due elementi imprescindibili. Cosa serve realmente per destagionalizzare l’offerta turistica?
“Il termine attività produttive comprende tutto ciò che si muove nel campo dell’economia e il turismo sicuramente in questo ha un ruolo fondamentake, basta vedere il Pil. L’ultima riforma sicuramente aiuta e pensare ad una decisa destagionalizzazione che consente alla nostra regione di fare turismo, almeno otto mesi l’anno, sarà il futuro dell’intero comparto. Per fare ciò occorre che ci sia una rete che comprende pubblico e privato e c’è bisogno di un pubblico che stia vicino agli operatori, gli operatori devono immaginare e pensare nuove strategie. Credo che la collaborazione tra Regione e assessorato debba andare in questa direzione e credo che si stia facendo un buon lavoro in questo senso“.
Province. Si andrà alle elezioni di secondo livello il 27 aprile. L’elezione diretta rimane un miraggio, se l’aspettava, crede che in parlamento si poteva lottare di più, o che il governo regionale non abbia fatto abbastanza per imporsi? Secondo lei è un problema puramente finanziario o serve la volontà politica a Roma?
“Francamente ero convinto che questa volta potevamo votare con l’elezione diretta. Io sono fermamente convinto che bisogna tornare a dare voce ai cittadini e garantire la partecipazione più democratica possibile, però credo che per fare questo dobbiamo aspettare ancora un po’ come governo regionale, credo che è stato fatto tutto quello che che si poteva fare non c’è dubbio che la Delrio rappresenta un ostacolo sul cammino della del ritorno alle elezioni dirette. Credo che più che un fatto economico sia un fatto di volontà politica, però vedremo negli anni successivi se veramente ci sarà la volontà di tornare alle elezioni dirette. Intanto il 27 aprile affronteremo queste elezioni e superiamo il problema dei commissariamenti che ormai dura da troppo tempo e così restituiamo una forma di democrazia alle province. Speriamo di rimettere in moto un ente che sicuramente ha fatto tantissimo e oggi serve più che mai“.
Sanità. Nuovo assessore, nuove strategie. Spesso si parla di risorse finanziarie non bastevoli per rimettere in sesto l’intera rete territoriale. Poi il problema del depauperamento delle risorse umane nelle strutture sanitarie. Come vede la sanità siciliana? Il partenariato pubblico privato prende forma, ma in che termini? Servirà a risolvere le emergenze, quali ad esempio l’abbattimento delle liste d’attesa?
“Intanto diamo il benvenuto al nuovo assessore Daniela Faraoni e siamo convinti e consapevoli che darà un nuovo impulso e una nuova spinta alla sanità. Si parla spesso di crisi finanziaria al settore della sanità, ma io mi soffermerei più sulla mancanza di risorse umane nella sanità, la carenza di medici ormai cronica, concorsi bloccati da tantissimo tempo, che sicuramente hanno contribuito a rendere particolarmente sofferente un settore molto ma molto delicato. Credo che il lavoro fatto negli ultimi anni dal presidente Schifani, dall’assessore Volo e dal direttore Iacolino sicuramente ha contribuito a mettere in moto un settore bloccato da tanti anni e il nuovo assessore Faraoni che ha gestito l’azienda più importante della Sicilia per tanti anni, sicuramente darà un’ulteriore spinta in questa direzione. Quando parliamo di sistema sanitario, ormai dobbiamo parlare di un sistema unico che vede pubblico e privato non contrapposti ma sullo stesso fronte, insieme a collaborare, per risolvere le tante emergenze, per abbattere le liste di attesa e per fare rete e sistema, evitare a volte anche la moltiplicazione inutili di strutture nello stesso posto con carenza in altri luoghi, il lavoro che abbiamo davanti è sicuramente duro e faticoso. Il presidente Schifani ha recuperato parecchie risorse proprio in ambito sanitario che ci consentiranno di ammodernare tantissime strutture ospedaliere e poi la forte volontà di riaprire i concorsi e di dotare la sanità di personale medico e paramedico sicuramente farà la differenza. Credo che la nuova governance metterà in campo nuove energie e nuovi sforzi per avere una sanità di qualità e aperta a tutti. Un confronto serio tra pubblico privato e una collaborazione fattiva sicuramente potrà innescare un circuito positivo da cui possiamo ricavare energie e prospettive nuove per un settore che sicuramente soffre, ma non vedo francamente in coma“.
Quali saranno le prossime tappe di avvicinamento di Forza Italia al 2027 ? Giunti a metà legislatura, quali sono i progetti degli azzurri?
“È la prima volta che Forza Italia ha la guida del governo regionale con Renato Schifani presidente, credo di poter affermare che sta facendo un grandissimo lavoro e ha dimostrato in questa metà legislatura la capacità di analizzare e affrontare problemi importantissimi, di accettare sfide che fino a qualche tempo fa sembravano impossibili e soprattutto intervenire in settori molto delicati che erano state trascurate per tantissimo tempo. Forza Italia e il presidente, in questi 2 anni e mezzo, hanno dimostrato grande capacità di governo e la capacità di accettare le sfide che abbiamo davanti. Potrei fare alcuni esempi, l’abbattimento del debito che probabilmente entro l’anno sarà azzerato, un Pil che cresce più delle altre regioni d’Italia, un tasso di disoccupazione che scende, una quantità di risorse hanno contribuito al rilancio di tante aziende consentendo nuovi occupati, la chiusura della vicenda Blutec, i grandi investimenti nella sanità , la sfida dei termovalorizzatori, la sfida alla crisi idrica che coinvolge anche l’intero comparto agricolo e tanti altri dossier aperti con il quale si sta lavorando con grande determinazione. L’obiettivo di Forza Italia è continuare a lavorare così per i prossimi due anni e mezzo, tenendo la coalizione unita e un rapporto solido con gli alleati di governo sarà possibile il completamento di tanti progetti in itinere e la programmazione di tante altre opere che per forza di cose richiedono tempi più lunghi. Dopodiché la riconferma di Renato Schifani presidente è nell’ordine naturale delle cose e questo è l’obiettivo a cui lavora Forza Italia, ma credo a cui lavora l’intera compagine di governo“.
Si parla poco di pesca, sia nelle commissioni di merito che all’Ars. Ci sono progetti e proposte di legge per rilanciare questo importante comparto economico dell’Isola? Ritiene che a Roma e a Bruxelles la valorizzazione della pesca siciliana sia sufficientemente rappresentata come istanza degli imprenditori del settore?
“In effetti è vero, la pesca è uno di quei settori di cui si parla poco, ma non significa che si è fatto poco. L’assessore all’agricoltura e il direttore del Dipartimento pesca in questi anni hanno fatto parecchio, hanno messo a disposizione di questo comparto parecchie risorse per ammodernare flotte, contribuire a fare aggregazione che possono rendere agevole l’inserimento nei mercati e favorire i progetti di sviluppo della lavorazione del pescato e dare aiuto ai pescatori nei momenti di di difficoltà. Non c’è dubbio che ci sarebbe da avviare un ragionamento con il governo nazionale, ma soprattutto con Bruxelles, per capire o perlomeno per fare capire che abbiamo delle peculiarità particolari per cui una legge che va bene per il Nord Europa sicuramente non va bene per per la Sicilia. Credo che questo sia uno degli ostacoli maggiore, che le nostre marinerie e quindi di conseguenza, anche l’amministrazione regionale, si trova ad affrontare tutte le volte che si mette mano ad una riforma, le difficoltà di armonizzare la nostra normativa con quelle europee però è un settore a cui guardiamo con grande attenzione perché rappresenta una voce importante nell’economia della nostra regione e sicuramente negli anni saranno fatti degli investimenti importanti, anche perché ci sono parecchie risorse che potenzino questo settore. Ripeto, riteniamo la pesca importante per la nostra Economia“.