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Palermo, approvato il patto di collaborazione per l’istituzione della Casa della partecipazione

giovedì 3 Aprile 2025
Maurizio Carta
Maurizio Carta

Approvata dalla giunta comunale presieduta dal sindaco Roberto Lagalla la delibera proposta dall’assessore alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta relativa alla stipula del Patto di collaborazione per la realizzazione de “La Casa della Partecipazione”, una proposta di cittadinanza attiva nel quartiere Kalsa di Palermo, promossa dalle associazioni neu [nòi] – spazio al lavoro, Sguardi Urbani, Idea e Azione e Teatro Atlante, tutte attive da anni sul territorio.

Il progetto è la prima applicazione concreta e complessa del Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni di cui si è dotato il Comune di Palermo e prevede la riattivazione dei locali dell’ex Museo della Scuola, in via Alloro 95, oggi in stato di abbandono. Lo spazio sarà trasformato in un centro di quartiere aperto, accogliente e multifunzionale, dedicato all’ascolto della cittadinanza e al miglioramento della vita di quartiere attraverso pratiche di condivisione, cura e collaborazione.

Il programma di attività include sportelli di ascolto e momenti di co-progettazione del territorio, laboratori di alfabetizzazione digitale, sportelli didattici, percorsi teatrali e attività ludiche. Particolare attenzione sarà rivolta all’inclusione di persone impegnate in percorsi di giustizia riparativa, che prenderanno parte ad attività formative e alla vita del progetto, in un’ottica di restituzione e crescita condivisa.

L’assessore Maurizio Carta dichiara: “L’istituzione della prima Casa della Partecipazione dedicata all’area Kalsa è un primo tassello di una strategia di coproduzione dello spazio urbano che l’Amministrazione Lagalla sta portando avanti anche come parte del processo di redazione del nuovo piano urbanistico generale. La Casa della Partecipazione promossa dalla cittadinanza attiva in collaborazione con il Comune vuole diventare un punto di incontro stabile tra cittadine, cittadini, istituzioni e portatori di interesse. Per questo è stato coinvolto sin dall’inizio il Consiglio della Prima Circoscrizione, che parteciperà attivamente ad alcune attività, insieme al coinvolgimento attivo delle altre realtà associative che gravitano sul quartiere, compreso il prezioso contributo della Comunità Educante. Da oggi la partecipazione, oltre a essere un processo indispensabile, ha anche una casa, cioè si fa città reale, produce spazio, riqualifica un luogo, riattiva reti e diventa essa stessa l’innesco della rigenerazione urbana. Il patto di collaborazione impegna il Comune e le associazioni che gestiranno la Casa della Partecipazione a coinvolgere in questo percorso tutte le realtà interessate a collaborare, perché è un progetto collettivo che prevede un confronto costante con il Consiglio Comunale e la Giunta nella convinzione che solo una relazione continua tra abitanti e amministrazione possa generare trasformazioni reali e durature. Ringrazio gli uffici della rigenerazione urbana diretti dal dott. Follari che, con l’arch. Caselli e il gruppo di lavoro interassessoriale ha istruito positivamente questo importante primo atto“.

Michelangelo Pavia, referente del gruppo di lavoro della Casa della Partecipazione ha dichiarato: “Siamo felici di poter dare avvio a questa nuova esperienza che unisce realtà associative diverse per storia e approccio, ma accomunate da valori comuni e dal desiderio di costruire uno spazio condiviso per il quartiere Kalsa. La Casa della Partecipazione nasce da una collaborazione interdisciplinare che rappresenta già di per sé un primo esperimento di dialogo e visione collettiva. Questa diversità sarà una sfida nel modello di co-gestione, ma siamo convinti che sarà anche la sua maggiore ricchezza: nei modi di stare sul territorio, nelle proposte rivolte alla cittadinanza, nella capacità di ascoltare e rispondere a bisogni complessi. La nostra speranza è che questo luogo diventi un punto di riferimento stabile, capace di garantire continuità alle energie del quartiere. Vogliamo che la Casa della Partecipazione sia uno spazio capace di accogliere istanze nuove, anche divergenti, senza cancellare quelle già espresse. Siamo felici di essere i primi a sperimentare il nuovo Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni, che ha bisogno di essere vissuto, testato e reso operativo, dando forza all’idea che la valorizzazione dei beni collettivi è una chiave fondamentale per costruire una città più giusta, aperta e solidale“.

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