“Nonostante le piogge delle ultime settimane, alla diga Trinità di Castelvetrano, in provincia di Trapani, continua lo spreco di acqua, scaricata verso il mare per il mancato innalzamento della quota massima dell’invaso. Un paradosso che si ripete e che rischia di aggravare la già fragile situazione idrica del territorio agricolo compreso tra Castelvetrano e Campobello e Mazara”.
Lo dice Matteo Paladino, vicepresidente vicario della Cia Sicilia Occidentale, che la scorsa settimana ha incontrato il dirigente generale della Protezione Civile regionale, Salvatore Cocina, per mettere ancora una volta sul tavolo le criticità che da decenni affliggono l’invaso.
Secondo Paladino, nonostante la prevedibilità dell’attuale situazione, la quota dei 62 metri imposta dal Ministero delle infrastrutture è rimasta invariata, costringendo la diga a svuotarsi proprio nel momento in cui sarebbe essenziale accumularla. “Non possiamo permetterci di perdere altro tempo – afferma Paladino -. Chiediamo con forza che venga autorizzata subito la soglia dei 64 metri, che consentirebbe di immagazzinare tra i 2 e i 2,5 milioni di metri cubi aggiuntivi. Senza questa autorizzazione la prossima campagna irrigua è seriamente a rischio”. Per questo l’organizzazione chiede anche che i lavori strutturali richiesti dal Ministero – necessari per elevare stabilmente la capacità dell’invaso – vengano avviati solo dopo la stagione irrigua, quindi da settembre del prossimo anno.
“Se i lavori inizieranno nel 2026 e dureranno diversi mesi, com’è prevedibile – continua Paladino – occorre pianificare per tempo le misure alternative per garantire l’irrigazione delle migliaia di ettari serviti dalla Trinità. Non possiamo trovarci all’ultimo minuto senza acqua e senza soluzioni. Ogni anno ci ritroviamo a gestire emergenze che potevano essere evitate”.




